Politica
Milioni di euro spesi inutilmente per i fiumi: i 5 Stelle attaccano Provincia e Regione

Preoccupa la situazione di Ete Morto, Ete Vivo e Tenna. Il Movimento chiede che vengano accertate le responsabilità

Milioni di euro spesi inutilmente per i fiumi: i 5 Stelle attaccano Provincia e Regione

La triste condizione di incuria e degrado in cui ora versano i fiumi della nostra provincia è da tempo sotto osservazione dei 5 Stelle locali.

 

Nello specifico, gli attivisti del Movimento hanno costituito nel Fermano un gruppo di lavoro che si interessa delle problematiche relative al dissesto idrogeologico delle nostre zone. In tale ambito particolare attenzione è rivolta ai Fiumi Ete Morto, Ete Vivo e Tenna.

 

Da sempre i fiumi, come ogni altra realtà fisica territoriale e ambientale, impongono rispetto da parte dell'uomo e necessitano di continuo monitoraggio e vigilanza.

 

Sebbene normative nazionali e regionali consentano e impongano tali finalità, purtroppo il più delle volte, per incuria e trascuratezza, esse sono disattese.

 

Non c'è anno quindi che i torrenti, in occasione di precipitazioni anche poco copiose, non creino problemi di erosione e esondazione a carico delle proprietà contigue alle aste fluviali.

 

Tale situazione è da ascriversi a una costante latitanza e disinteresse che le istituzioni preposte (oggi Regione, ieri Provincia) rivolgono a questi aspetti idraulici del territorio, anche se, come detto in precedenza, ci sono norme che impongono tali azioni.

 

La conseguenza di questa deprecabile situazione induce i proprietari frontisti, armati di pazienza e per l'attaccamento al loro bene, a volersi tutelare persino a proprie spese, ma nemmeno questo giova.

 

Emblematico è il caso ultimo di un agricoltore di Ponzano che, esasperato dalle continue sottrazioni di lembi del suo terreno da parte del fiume Ete Vivo contiguo alla sua proprietà, prese l'aberrante risoluzione di spostare con una ruspa il corso delle acque. Il suo intervento fu bloccato appena in tempo dalle guardie municipali.

 

La gestione di un'asta fluviale è infatti qualcosa di complesso e di interconnesso e nessun intervento, come da legge, si può lasciare, anche se autorizzato, all'azione di un singolo o di singoli proprietari frontisti, i quali, sebbene possano eseguire interventi circoscritti ai loro immobili, non sono in condizione di avere un progetto organico e d'insieme, essendo questo di esclusiva pertinenza delle istituzioni.

 

Pertanto i frontisti non possono assumere l'iniziativa di deviare il corso delle acque, cosa che per legge è severamente vietata.

 

Tuttavia non riteniamo giusto che un privato, poiché lasciato solo e senza risposte dalle istituzioni, e nonostante si prodighi di procurarsi le necessarie autorizzazioni - per altro esclusivamente limitate alla risistemazione degli argini -, sia posto nell'incresciosa situazione, come è accaduto, di contravvenire a norme complesse di cui egli non è, e difficilmente potrebbe essere, a conoscenza. Tale atteggiamento tra l'altro è anche irrispettoso nei confronti del cittadino.

 

Nella fattispecie, e non con il senno del poi, vogliamo avanzare una riflessione: a chi sono giovati i lavori eseguiti dalla Provincia di Fermo negli anni scorsi per circa "dieci milioni di euro di denaro pubblico" lungo le aste fluviali dell'Ete Morto ed Ete Vivo, lavori che in alcuni siti si sono dovuti rifare più volte con ulteriore aggravio di spesa?

 

All'epoca, alcuni consiglieri provinciali manifestarono molte perplessità al riguardo, e non solo sulle modalità di assegnazione dei lavori con il metodo della "somma urgenza", ma anche perchè gli stessi venivano eseguiti in maniera estemporanea lo stesso in somma urgenza, senza uno studio organico su tutta l'asta fluviale e senza alcun progetto d'insieme.

 

Pertanto nei fatti è più che evidente che i lavori eseguiti, nonostante le ingenti risorse profuse, non abbiano assolutamente centrato l'obiettivo di mettere in sicurezza i territori limitrofi ai fiumi della provincia Fermana.

 

Noi, Movimento 5 Stelle, riteniamo quindi che, se esistono delle responsabilità, queste dovrebbero, quanto prima, essere accertate.

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Data pubblicazione : 18/05/2016 13:03
Scritto da : Renzo Rossi (M5S Media Valtenna - Gruppi Montegiorgio e Monte San Pietrangeli)
Commenti dei lettori
18 commenti presenti
  • Aragorn

    02-06-2016 20:11 - #18
    e non è detto che lu sciupu sia finitu...dal TG3 regionale del 31 maggio...fondi per la realizzazione di progetti (punto esclarrogativo) pilota (qui solo ???) sui fiumi che hanno alla foce centri abitati o aree industriali al fine di prevenire fenomeni di esondazione, ricorda l'assessore alla difesa del suolo angelo sciapichetti...un milione di euro nel 2016, quattro nel 2017, quattro nel 2018, uno nel 2019, uno nel 2020
  • M5S Montegiorgio

    26-05-2016 15:52 - #17
    Populisti peggio dei partiti tradizionali? Il popolo è sovrano, e se ci conferisce i consensi, noi non li disdegniamo. E’ semplicemente la democrazia. Capiamo che questo possa anche dare fastidio. Il popolo però è come un fiume, non è facile incanalarlo. Se sceglie di orientarsi verso una parte, non possiamo impedirglielo. Forse ad alcuni sembrerà che ripercorriamo la stessa strada di Forza Italia e del PD (considerazione legittima, peraltro suffragata dal fortissimo astensionismo dal voto). Riteniamo però doveroso fare attenzione al fatto che il MoVimento 5 Stelle è stato il solo soggetto politico a restituire per intero i soldi del finanziamento pubblico (oltre 42 milioni di euro). Una bella differenza rispetto ai partiti tradizionali e anche un bel gruzzolo, più che sufficiente a risolvere qualche problema relativo a qualche fiume. Se gli altri facessero lo stesso, si potrebbe iniziare a investire ragionevolmente sull’ambiente. E Dio sa quanto oggi sia necessario. Relativamente all’insediamento urbano in prossimità di corsi d’acqua, non siamo stati noi a permetterlo, nè concordiamo assolutamente con queste scelte sconsiderate degli amministratori locali. Se poi i cittadini considerano insufficienti i lavori eseguiti sui Fiumi Ete Vivo ed Ete Morto e lo denunciano sui giornali, noi non possiamo impedirglielo. Solamente registriamo il fatto, e soprattutto lo stato di apprensione in cui questi cittadini attualmente vivono. Comunque se c’è chi è soddisfatto dei lavori eseguiti sui fiumi e sui soldi spesi, buon per lui. Anche se egli dovrebbe farsi una domanda e cioè quale sia la ragione per la quale ora gli amministratori locali sono tutti in fermento per riuscire a mettere le mani su finanziamenti (Europei e non) necessari a risistemare un’altra volta i fiumi. E questo nonostante che i precedenti interventi abbiano riportato il rischio idrogeologico dentro limiti accettabili come qualcuno suppone? Che siano dei visionari? P.S. Le vasche di laminazione in collina? A Ponzano? Esproprio? Ma sappiamo quello che diciamo? Un saluto fraterno dagli sciocchi.
  • "Ambientalista"

    26-05-2016 14:11 - #16
    Anche il mondo ambientalista va dicendo da anni che si potrebbe intervenire diversamente. Vedi il comunicato del 2011 e il convegno organizzato sui Contratti di Fiume alla Sala dei Ritratti nel 2012: http://www.infofermo.it/2011/06/18/lavori-sul-tenna-ambientalisti-allattacco-interventi-confusionari-si-segua-il-piano-di-bacino/
  • Remo

    26-05-2016 11:03 - #15
    A dire il vero c’è un quarto protagonista ed è la provincia di Fermo. E’ lì che è partita male la storia, ed è lì che probabilmente furono fatte scelte assai discutibili, i troppi appalti in somma urgenza, le troppe ditte coinvolte, forse non tutte idonee, ed è sempre lì che il progetto complessivo per l’intervento si è disperso in mille inopportuni rivoli (lobbing locale?). Tra le tante domande, che sono state fatte, ne manca una: qual’era la dirigenza politica che all’epoca ha tirato le fila di tutto?
  • Confermato, non sapete quello che dite

    26-05-2016 09:57 - #14
    Populisti peggio dei partiti tradizionali. Complimenti state ripercorrendo la peggio politica messa in cantiere da Forza Italia e dal PD. Certo che si possono capire le paure dei frondisti, ma nessuno li ha obbligati a costruire vicino ai fiumi. E perché la collettività dovrebbe farsi carico di proteggere edifici completamente fuori norma e posti a pochi metri dagli argini fluviali? O forse voi siete di quelli che pensano ancora che è possibile incanalare i fiumi e dare massima certezza sulla messa in sicurezza totale degli stessi. Sciocchi e privi di cultura ambientale, i fiumi fanno il loro mestiere, erodono, esondano, trasportano e sarebbe meglio non costruirvi vicino, ma se in nostri amministratori hanno dato in passato autorizzazioni alla costruzione di veri e propri quartieri in zone pericolose prioritario è mettere, per quanto è possibile, in sicurezza questi luoghi e questo è stato fatto. Mi dispiace per gli agricoltori ma non sono la priorità con i pochi fondi a disposizione. Ripeto all'infinito che le piene avvenute dopo gli interventi eseguiti pur di criticità maggiore di quelle del 2009 e del 2011 hanno provocato danni infinitamente minori senza, e questo è importante, perdite di vite umane. Certamente che sarebbero necessari interventi strutturali ulteriori come le famigerate vasche di laminazione, ma avvisate gli operatori agricoli che probabilmente verranno espropriati di alcune aree per permettere le esondazioni guidate, poi non si venissero a lamentare.
  • M5S Media Valle del Tenna

    25-05-2016 16:47 - #13
    Caro signor “Ma che dite!” ci sentiamo in dovere di farle una premessa. Gli attori protagonisti, in questo pasticcio brutto dei fiumi della Provincia Fermana, sono tre: Il comitato degli agricoltori frontisti di Ponzano, i cittadini residenti lungo il fiume Ete Vivo, i cittadini residenti lungo il fiume Ete Morto, particolarmente quelli di Casette D’Ete. Sono abbastanza conosciuti perchè spesso i quotidiani locali si sono interessati a loro. Le sue domande quindi non vanno rivolte a noi, che siamo semplici comparse sullo sfondo della scena, ma a tutti questi cittadini. Così lei potrebbe, con la solerzia che la distingue, interrogare loro. Inoltre potrebbe aggiungere anche alcune domande, che ci sentiamo, con molta umiltà, di suggerirle. Per esempio, al comitato degli esasperati frontisti di Ponzano, lei potrebbe chiedere: 1) Avete voi agricoltori tratto giovamento dai milioni di euro che la Provincia ha impiegato per la sistemazione dell’Ete Vivo? 2) L’erosione in danno ai vostri appezzamenti di terreno, contigui al fiume, si è attenuata? E’cessata del tutto? Si è aggravata? 3) Come giudicate la qualità dei lavori eseguiti sul fiume Ete Vivo? Sono stati fatti a regola d’arte e secondo una visione d’insieme? Sono stati tutti affidati a ditte idonee? 4) Cosa ne pensate del fatto che in diversi punti del fiume si è dovuto intervenire più volte, e ogni volta come se i precedenti lavori portati a termine fossero stati del tutto inutili? 5) Siete soddisfatti dell’attenzione che le istituzioni hanno manifestato nei vostri confronti dopo le numerose petizioni da voi inoltrate? Quanto ai cittadini, residenti lungo l’Ete Vivo, le domande potrebbero essere invece le seguenti: 1) Ritenete che, dopo i milioni spesi per i lavori svolti sul fiume, l’eventuale rischio di esondazione a vostro danno si sia attenuato? Cessato del tutto? Oppure ritenete che sotto questo profilo nulla sia cambiato? 2) I lavori svolti hanno costituito una soluzione duratura e definitiva e per i vostri problemi? O, come avete riferito sui giornali, si è ancora “punto a capo”? 3) Perchè, come avete ricordato in un ultimo articolo sul Resto del Carino (ETE VIVO NUOVO APPELLO DEI RESIDENTI), ogni volta che ci sono avvisi meteo avversi vi prende l’angoscia? 4) Perché ritenete -medesimo articolo -, che correre ai ripari, dopo che i danni si sono prodotti, implichi una spesa doppia rispetto a quella utile per una corretta prevenzione? 5) Perchè com’è stato riportato - stesso articolo – continuate a spiare il cielo sperando che non piova? Infine ai cittadini di Casette D’Ete si potrebbe chiedere: 1) Cosa ne pensate di tutti quegli alberi che giacciono lungo l’alveo del fiume Ete Morto? 2) Come mai tutti questi alberi sono finiti per intero nel letto del fiume dopo i tanti soldi spesi per la sistemazione degli argini? 3) Cosa potrebbe succedere se questi alberi, trasportati da un’eventuale piena, si ammassassero a ridosso delle campate dei ponti ostruendo il flusso dell’acqua? 4) Perché il sindaco di Sant’Elpidio a Mare Alessio Terrenzi si è recato ultimamente in regione (vedi articolo di Informazione TV) per capire come accedere ai finanziamenti comunitari per la risistemazione di tutta l’asta fluviale dell’Ete Morto? 5) Perchè se i lavori già effettuati sull’Ete Morto sono stati efficaci – come qualcuno sostiene – il sindaco Terrenzi è determinato a “rimetterci le mani”? Come vede signor “Ma che dite!” i riscontri pluviometrici e le analisi tecniche possono essere oggetto di discussione con i cittadini che vivono a ridosso dei fiumi. Loro le manifesteranno tutta l’attenzione che le sue dotte considerazioni meritano.
  • M5S Media Valle del Tenna

    25-05-2016 16:00 - #12
    Caro signor “Ma che dite!” ci sentiamo in dovere di farle una premessa. Gli attori protagonisti, in questo pasticcio brutto dei fiumi della Provincia Fermana, sono tre: Il comitato degli agricoltori frontisti di Ponzano, i cittadini residenti lungo il fiume Ete Vivo, i cittadini residenti lungo il fiume Ete Morto, particolarmente quelli di Casette D’Ete. Sono abbastanza conosciuti perchè spesso i quotidiani locali si sono interessati a loro. Le sue domande quindi non vanno rivolte a noi, che siamo semplici comparse sullo sfondo della scena, ma a tutti questi cittadini. Così lei potrebbe, con la solerzia che la distingue, interrogare loro. Inoltre potrebbe aggiungere anche alcune domande, che ci sentiamo, con molta umiltà, di suggerirle. Per esempio, al comitato degli esasperati frontisti di Ponzano, lei potrebbe chiedere: 1) Avete voi agricoltori tratto giovamento dai milioni di euro che la Provincia ha impiegato per la sistemazione dell’Ete Vivo? 2) L’erosione in danno ai vostri appezzamenti di terreno, contigui al fiume, si è attenuata? E’cessata del tutto? Si è aggravata? 3) Come giudicate la qualità dei lavori eseguiti sul fiume Ete Vivo? Sono stati fatti a regola d’arte e secondo una visione d’insieme? Sono stati tutti affidati a ditte idonee? 4) Cosa ne pensate del fatto che in diversi punti del fiume si è dovuto intervenire più volte, e ogni volta come se i precedenti lavori portati a termine fossero stati del tutto inutili? 5) Siete soddisfatti dell’attenzione che le istituzioni hanno manifestato nei vostri confronti dopo le numerose petizioni da voi inoltrate? Quanto ai cittadini, residenti lungo l’Ete Vivo, le domande potrebbero essere invece le seguenti: 1) Ritenete che, dopo i milioni spesi per i lavori svolti sul fiume, l’eventuale rischio di esondazione a vostro danno si sia attenuato? Cessato del tutto? Oppure ritenete che sotto questo profilo nulla sia cambiato? 2) I lavori svolti hanno costituito una soluzione duratura e definitiva e per i vostri problemi? O, come avete riferito sui giornali, si è ancora “punto a capo”? 3) Perchè, come avete ricordato in un ultimo articolo sul Resto del Carino (ETE VIVO NUOVO APPELLO DEI RESIDENTI), ogni volta che ci sono avvisi meteo avversi vi prende l’angoscia? 4) Perché ritenete -medesimo articolo -, che correre ai ripari, dopo che i danni si sono prodotti, implichi una spesa doppia rispetto a quella utile per una corretta prevenzione? 5) Perchè com’è stato riportato - stesso articolo – continuate a spiare il cielo sperando che non piova? Infine ai cittadini di Casette D’Ete si potrebbe chiedere: 1) Cosa ne pensate di tutti quegli alberi che giacciono lungo l’alveo del fiume Ete Morto? 2) Come mai tutti questi alberi sono finiti per intero nel letto del fiume dopo i tanti soldi spesi per la sistemazione degli argini? 3) Cosa potrebbe succedere se questi alberi, trasportati da un’eventuale piena, si ammassassero a ridosso delle campate dei ponti ostruendo il flusso dell’acqua? 4) Perché il sindaco di Sant’Elpidio a Mare Alessio Terrenzi si è recato ultimamente in regione (vedi articolo di Informazione TV) per capire come accedere ai finanziamenti comunitari per la risistemazione di tutta l’asta fluviale dell’Ete Morto? 5) Perchè se i lavori già effettuati sull’Ete Morto sono stati efficaci – come qualcuno sostiene – il sindaco Terrenzi è determinato a “rimetterci le mani”? Come vede signor “Ma che dite!” i riscontri pluviometrici e le analisi tecniche possono essere oggetto di discussione con i cittadini che vivono a ridosso dei fiumi. Loro le manifesteranno tutta l’attenzione che le sue dotte considerazioni meritano.
  • EDMONDO SCROFALO

    24-05-2016 23:50 - #11
    Buona sera a tutti.........soprattutto a Renzo.... siccome la mia cultura è un po' limitata e voi tutti invece siete così preparati e conoscete leggi, regole e soldi spesi per realizzare opere di sistemazione e ripristino degli argini dopo le ultime alluvioni, sono andato a vedere cosa dice Wickipedia circa la competenza o spettanza della rimessa a posto degli argini. Cito testualmente cosa dice: "Al fine di far fronte ai dissesti, gli argini, così come le altre opere idrauliche, sono oggetto di periodici interventi di sistemazione e manutenzione effettuati dagli enti preposti. In Italia, essi sono, in base alla vigente legislazione, le regioni (Geni civili), per la rete idrografica principale e i consorzi di bonifica, per la rete irrigua e di scolo". Allora mi chiedo perchè visto che è una loro competenza questi enti non sono capaci di svolgere compiti così chiari e precisi? Forse perchè se si facessero "gli interventi periodici" e ogni opera di messa in sicurezza venisse realizzata prima che ci siano disastri idrologici ..... poi non saprebbero come giustificare le PAZZE SPESE da voi citate per realizzare opere post-disastro che nella maggior parte dei casi non occorrerebbero.
  • Renzo

    24-05-2016 15:43 - #10
    Edmondo non credo che la sua domanda sia rispettosa nei confronti dell’agricoltore Giuseppe Antolini. Qui non si tratta di avere o meno, come lei dice, le rotelle a posto. I fatti sono altri. Li riportiamo brevemente, perché i cittadini come lei possano avvalersi di un’informazione corretta e chiara. In zona Ponzano, l’argine dell’Ete Vivo, opposto a quello che costeggia la carreggiata della Valdete, non esiste praticamente più. Così l’acqua del fiume scorre, per la gran parte del suo tragitto, proprio a ridosso di quell’ampia distesa di terreni agricoli che, dalle pendici delle colline limitrofe, declinano a valle. L’assenza dell’argine comporta una costante erosione di quei terreni, che perciò vengono rimaneggiati di continuo, con notevole danno per i loro proprietari. Nell’assenza più assoluta delle istituzioni, che nulla fanno per sollevare, dall’icresciosa situazione, i proprietari frontisti, questi hanno costituito un comitato al fine di difendere i loro diritti. Presidente di questo comitato è l’agricoltore Giuseppe Antolini, il quale, tra tutti gli agricoltori consociati, è quello che ha subito i danni più rilevanti a causa dell’Ete Vivo. Per l’esattezza si è visto sottrarre dal fiume oltre tre ettari di terreno irriguo, un pozzo, e 500 metri di tubatura. Inoltre, occorre anche considerare, per i decenni a venire, la perdita del raccolto per quella parte di terreno dissolto dall’acqua. In totale, al momento, il danno economico è notevole perché supera abbondantemente i 100 mila euro. A questo si deve anche aggiungere un possibile, ma quasi certo, danno potenziale futuro di entità anche superiore, poichè, per ora, niente e nessuno potrà arrestare l’erosione determinata dall’acqua, salvo che il corso del fiume non venga deviato e ricostruiti gli argini. Poichè però, a livello di istituzioni, la deviazione del corso del fiume non è per adesso fattibile, e neanche, c’è da scommetterci, in un futuro prossimo, la situazione per i frontisti si fa nel tempo sempre più critica. Un giorno di pioggia abbondante, una piena del fiume, ed ecco che, al povero Antolini, gli si volatilizzano non meno di 10, 20 mila euro. Così egli ha pensato di risolvere i suoi problemi da solo. Ha richiesto al Genio Civile i permessi per ricostruire a sue spese gli argini a ridosso della sua proprietà, e avendo male interpretato le norme vigenti per quanto concerne la risistemazione dei fiumi, è entrato con una ruspa nell’alveo dell’Ete Vivo. Apriti cielo: per legge nessun privato può arrogarsi il diritto di penetrare nei letti dei fiumi con mezzi pesanti (danneggiamento della fauna), e tanto meno, nella maniera più assoluta, può deviarne il corso. Perchè, in fondo questo, per sua ignoranza, sarebbe stato l’intento dell’agricoltore. Quando le guardie provinciali, intervenute su segnalazione di qualcuno, lo hanno bloccato e diffidato dal procedere nel suo proposito, Antolini, già esasperato dalla pesante situazione che, suo malgrado, è costretto a sopportare, è, con tutta probabilità, esploso. Nella sostanza, se avesse voluto ricostruire un argine, lo avrebbe potuto si fare, ma con il secchiello e la paletta, come i bambini delle colonie. Quanto all’acqua da deviare, sarebbe stata roba da manette. Quindi per Antolini oltre al danno anche la beffa. Aveva sprecato i soldi per i permessi, non aveva ottenuto nulla, in più, a termine di tutto, gli si chiedeva anche di corrispondere 500 euro all’ufficio provinciale di caccia e pesca per “l’incomodo” arrecato ai pesci. Questo è tutto. Ognuno faccia le sue riflessioni (Kafka, se fosse stato ancora vivo, ne avrebbe sicuramente tratto fonte di ispirazione per una sua novella).
  • Ma che dite!

    23-05-2016 18:50 - #9
    Cari miei, scrivete, parlate, interventi lunghi chilometri e non sapete minimamente quello che dite. Rispondete a queste domande con documentazione reale e riscontrabile: 1) Dal 2009 al 2011 (prima dei famigerati interventi) quante volte hanno esondato in fiumi Ete Vivo ed Ete Morto, in quali punti e soprattutto con quali danni per l'economia e per la popolazione? 2) Successivamente agli interventi eseguiti si sono costatati dei miglioramenti sostanziali? 3) Quante volte dopo il 2011 i fiumi suddetti hanno esondato, in quali punti e con quali danni all'economia ed alla popolazione? Basterebbe rispondere a queste poche domande per notare l'enorme aumento di officiosità degli alvei e la riduzione di fenomeni alluvionali nel corso degli anni pur aumentando i fenomeni pluviometrici estremi. Poi, invece di parlare perché non chiedete al Genio Civile i progetti complessivi delle aste fluviali che ha inviato alle autorità regionali e statali senza avere risposte di finanziamento. PS vi ricordate i pedalò a Santa Maria a Mare (vedi you tube) i ponti crollati e lesionati ecc prima degli interventi
  • Massimo

    23-05-2016 16:41 - #8
    Dire perché la risistemazione dei Fiumi Ete Morto Ete Vivo è fallita non è facile. Potremmo star qui a discutere all’infinito. C’è una cosa che deve comunque far riflettere e giustamente è stata sottolineata nell’articolo sopra pubblicato (Milioni di Euro spesi inutilmente, ecc…). Nella sostanza si dice che la gestione di un'asta fluviale è infatti qualcosa di complesso e di interconnesso e necessita di un progetto organico e d'insieme. Questo è il punto focale di tutta la questione. Interventi circoscritti, avulsi da una visione globale, non solo sono poco efficaci, ma nel tempo perfino dannosi. Ci si dovrebbe invece muovere inizialmente prendendo in considerazione addirittura la realtà fisiografica su cui si andrà ad incidere, e cioè il bacino idrografico con le sue peculiari caratteristiche geologiche e geomorfologiche, quindi procedere ad una dettagliata analisi dello specifico rischio idraulico-geologico connesso. E’ quindi del tutto evidente che se si vuole un progetto organico d’insieme per un’efficace risistemazione fluviale, questo non può e non potrà assolutamente prescindere da un tale contesto. Ora a fronte di ciò che si può costatare, anche da semplici sopralluoghi lungo il corso dei fiumi Ete Morto, Ete Vivo, risulta difficile immaginare che gli interventi effettuati, dal 2011 in poi, abbiano preso le mosse dagli auspicati indirizzi qui prospettati. Si ha piuttosto l’impressione, che quanto realizzato, non sia scaturito da un progetto globale ben organizzato -se mai un progetto unico vi sia stato-, quanto piuttosto da una congerie di progetti e progettini estemporanei, peraltro disgiunti gli uni dagli altri. Insomma una sorta di spezzatino riconducibile solo ad un'informe minutaglia progettuale, assai lontana da quella necessaria visione d’insieme, la sola idonea a far fronte alle problematiche idrogeologiche da risolvere. A suffragare questa visione critica, ci sono i dati pubblicati dalla stessa provincia ( http://www.provincia.fm.it/notizie/comunicati-stampa/840 ), la dove si fa l’elenco degli importi spesi e la miriade di ditte (ben 25 !!!!) a cui si sono stati affidati i lavori, sempre e solo in somma urgenza. Alla fine di tutto alcune domande sono d’obbligo. Ma la dirigenza politica, che ha avallato un tale progetto di risistemazione fluviale, aveva chiara percezione delle scelte fatte? Non si è resa conto che c’era il rischio di non centrare gli obiettivi? Non era forse il caso di limitare gli appalti in somma urgenza al necessario, e poi procedere per le opere strutturali a un appalto unico per ditte altamente specializzate a livello nazionale? Probabilmente i soldi impiegati sarebbero finiti fuori regione, ma sicuramente il loro impiego sarebbe stato più fruttuoso.
  • Giggi

    23-05-2016 00:23 - #7
    Caro sig. Amarcord,vista la sua buona memoria,sa dirmi se allora come oggi,la protezione civile di fermo,casualmente da pochi giorni,si ricorda di essere dotata di attrezzature quali motoseghe e tute impermeabili x andare sotto i piloni dei ponti a pulirli dai tronchi ammassati dopo le pioggie abbondanti recenti? dal 2013 al dopo piena del 23 marzo 2016 non ricordava,la protezione civile,di avere questi compiti-poteri?...o semplicemente voglia di farlo previo permesso dalla regione?,,,,ci sarebbero molti ma molti tronchi da segare e togliere nel fiume Ete Morto...forse dovrebbe perlustrare bene bene i letti dei fiumi x verificare lo stato di sicurezza o va' soltanto in 2-3 ponti in vista alla cittadinanza con fotografo a seguito?...vedremo le prossime iniziative di facciata!!
  • EDMONDO SCROFALO

    22-05-2016 23:31 - #6
    Leggo, di un agricoltore che con la ruspa è entrato nell’alveo del Fiume Ete Vivo per deviare le acque, ma questo ha tutte le rotelle a posto? Se uno si mette a spostare un fiume, un canale come gli pare, cosa succede. Magari io ho un terreno lontano da un corso d’acqua, e un giorno prendo la ruspa e me lo avvicino per avere la possibilità di pompare quell’acqua che non ho. Non mi sembra normale.
  • Renzo

    21-05-2016 17:35 - #5
    Qualche cittadino (vedi post di Giorgio sul ponte di Calderette) invita a fare un semplice viaggetto lungo la strada Vald'Ete che costeggia il fiume, per accorgersi come esso è ridotto. In pratica è da paura. Amarcord ironicamente vorrebbe non tornare più su vicende vecchie che hanno interessato l’assegnazione dei lavori di risistemazione delle aste fluviali dell’Ete Vivo e dell’Ete Morto. Altri mostrano (vedi post di Mario sempre sul ponte di Calderette) un palese nervosismo per la trattazione di certi argomenti, nervosismo che si esplicita con frasi come questa:” E basta a fa sempre le solite chiacchiere da politico, è ora che te corci le maniche e vai a fatica .... sempre a criticà ma vanne invece a pulì li fiumi dall'Ete e jò Tenna.. E' mejo per tutti”. Noi comprendiamo, queste pulsioni irrefrenabili. Vogliamo comunque sottolineare che il MoVimento 5 Stelle ha nei confronti dell’ambiente un approccio diverso da quello della solita politica, che per l’ambiente è stata distruttiva. Così voglio ribadire qui quanto in parte già espresso da noi pentastellati in atro post (Ponte di Calderette), perchè queste vicende, che molti vorrebbero far passare nel dimenticatoio, è bene riportarle all'attenzione della cittadinanza. La quale deve valutare se i risultati delle opere eseguite con denaro pubblico – cioè dei cittadini - sono stati appropriati alla cifra impiegata e soprattutto se hanno portato beneficio alla collettività. Molti avveduti tecnici affermerebbero che qualcosa non è andato per il verso giusto. Loro non dicono che i lavori sono stati un disastro e che la natura per rimediarlo impiegherebbe qualche migliaio d'anni, no certamente. Solo le male lingue si lasciano andare a commenti velenosi, e perfidi. ma noi non li riportiamo perchè le polemiche non ci piacciono, e poi qualcuno si potrebbe offendere. Magari anche indispettire, in quanto potrebbe essere costretto a difendere l'indifendibile. D'altra parte a fronte dissesto idrogeologico, come quello ben visibile a livello dei Fiumi Ete Morto e Vivo, non ci sono discorsi che tengano. Perchè poi a ben considerare, questo qualcuno, in merito a questa vicenda del risanamento sbagliato dei fiumi (ovviamente secondo noi - non vogliamo che ci sia chi se la prenda a male), è parte (interessata?) con quelli che vorrebbero, pretendono anzi, di tenere nascosto un cadavere sotto il tappeto e che poi nel tempo non puzzi. E invece se andate a farvi una passeggiata, come Girgio consiglia, lungo i fiumi Ete Morto e Ete Vivo, vi servirà un tampone di cloroformio sotto il naso per non sentire la puzza.
  • Amarcord Sommurgenz

    21-05-2016 08:27 - #4
    Adesso, che tutto era passato, iniziano ad affiorare i ricordi. Ma come, cosa è successo? Signor Aragorn, lei come si permette di riportare in vita una vicenda che al tempo determinò molti molti contorcimenti e mal di pancia a tanti cittadini e soprattutto a tanti consiglieri d’opposizione? Eppure lei, signor Aragorn dovrebbe sapere o no che questo è il paese dove vale il detto napoletano” Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdámmoce 'o ppassato”. Certe cose lasciamole stare, non svegliamo lo schiavo che dorme. Cosa vuole che interessi ai cittadini che allora si avvertiva (comunicato stampa da lei riportato) “un certo generale fermento in ordine a quelli (riferito a lavori) di “somma urgenza” ordinati, osservabile tra l’altro dalla produzione di esposti sui lavori per fatti addirittura non ancora avvenuti”? Poi il tempo è stato galantuomo e ci fu data l’oppotunità di verificare, dati oggettivi alla mano, che i lavori per la risistemazione dell’Ete Morto ed Ete Vivo, all’indomani delle alluvioni del Marzo 2011, furono tutti effettivamente di somma urgenza. Certo, la situazione, dopo le esondazioni, implicava la somma urgenza. Però, secondo il buon senso, per i lavori, dati allora in appalto, la somma urgenza sarebbe dovuta rimanere circoscritta in ambiti d’immediato e urgente ripristino della normalità. Invece si estese d’imperio ad opere strutturali che furono eseguite in tempi successivi e prolungati, assolutamente non riconducibili al contesto temporale, stretto e limitato, della vera urgenza. Non solo, le opere subirono interruzioni, con dilatazioni di tempo, che nessuna logica potrebbe minimamente assimilare a quello oltremodo ridotto della somma urgenza. Inoltre, e questo ha dell’incredibile, la somma urgenza fu adottata anche nei i lavori eseguiti negli anni successivi alle alluvioni del 2011. Lavori eseguiti per rimediare a quelli già molto tempo prima portati a termine, ma di scarsa o nulla efficacia nella corretta regimentazione delle acque. Insomma, per farla breve, fu un diluvio di somme urgenze. E nonostante anche il fatto che questa metodologia di appalto delle opere pubbliche implica attribuzioni per importi relativamente bassi. Quando invece è notorio che le cifre impegnate, per la risistemazione delle aste fluviali dell’Ete Vivo ed Ete Morto, furono cospicue. Sono cose queste del passato, Signor Aragorn, meglio lasciarle stare, come pure lasciamo stare tutte quelle interrogazioni ed esposti che al tempo furono presentate a destra e a manca, ci mancò poco anche al Padre Eterno. Tutte a vuoto, tutte senza risposta. Sebbene, avessero tutte ampiamente previsto come sarebbe andata a finire: in un dissesto del bacino idrologico della provincia Fermana, dissesto di tale portata, che a memoria d’uomo, non si ricorda niente di simile.
  • Aragorn

    19-05-2016 15:10 - #3
    molto interessante...l'importo al 15/06/2011 era di Euro 9.452.230,00 e non di 9.386.877,94 (http://www.provincia.fm.it/notizie/comunicati-stampa/840), comunicato stampa che si chiude con..." Considerato infine che tutti i tentativi di attuare interventi nell’ottica di una corretta programmazione, producendo progetti preliminari e stime dei fabbisogni non hanno avuto ad oggi alcun esito, e che si avverte un certo e generale fermento in ordine a quelli di somma urgenza ordinati, osservabile tra l’altro dalla produzione di esposti sui lavori per fatti addirittura non ancora avvenuti, si comunica che perdurando l’attuale incertezza sullo stato dei finanziamenti, eccezion fatta per gli impegni assunti dall’Amministrazione provinciale di Fermo, il Genio Civile sta valutando, sia pure con grande dolore, l’eventualità di proporre la sospensione ogni attività fino ad oggi intrapresa e di richiedere alla Regione di sostituirsi alla Provincia per quanto attiene alle deleghe in materia di difesa del suolo, non essendo in grado di provvedere con efficacia, a causa di chiara responsabilità di terzi, ai propri compiti istituzionali. L’Ingegnere Capo Stefano Babini...mah! quello che mi piacerebbe sapere è quanto si sia speso per il "progetto fiumi" ed, in particolare, quanto sia costata la "app" per "indicare con precisione le aree che presentano criticità"...ora il passo successivo, ci dite come vengono spesi questi soldi? chi decide, quando e perché?
  • ANGELA MORGANTI

    19-05-2016 01:16 - #2
    Vogliamo invece parlare del fiume TENNA??? Siete mai stati a fare una camminata nel parco pedonale (chiamato anche ruzzodromo) realizzato a Fermo in contrada Girola? Inaugurato nel 2010 costo dell'opera circa 500 mila euro ora è completamente dissestato e pieno di erbacce. Andate pure.... potrete vedere come grazie all'incuria del comune e degli enti preposti alla salvaguardia della sicurezza del cittadino (chi siamo i responsabili.....non ci è dato saperlo!!) il corso del fiume Tenna che si estende su un'enorme letto ingombro di arbusti e piante di ogni genere, sia andato a scorrere stringendosi in un piccolo letto, proprio sulla sponda, a ridosso della collinetta dove si trova il parco pedonale. Così facendo ha fatto franare parte della pista, ora recintata da un semplice telone arancione. Possiamo quindi dire che ora il Fiume rappresenta un pericolo ... e pensare che nella metà del XV° sec. la vita nel territorio denominato oggi Molini Girola era tra le piu' importanti proprio grazie al fiume Tenna. Gli abitanti in quel periodo costruirono molti canali che servivano per l’irrigazione, sui quali sorgevano molti mulini ad acqua; e l’antico mulino ad acqua è infatti il simbolo della contrada foranea. La storia narra di come in questo territorio anticamente vi fossero insediati nuclei abitativi Piceni che proprio dalla vicinanza dell’acqua del fiume Tenna traevano stimolo per il loro sviluppo. Sarebbe a questo punto opportuno fare una riflessione sul fatto che la gestione della messa in sicurezza dei fiumi nel nostro territorio è difettosa e del tutto inconcludente.... qualunque sia il loro nome Tenna, Ete Vivo o Ete Morto.
  • Renzo

    18-05-2016 18:27 - #1
    Esattamente i soldi spesi furono 9.386.877,94 euro come risulta dall'atto n° 52 del 22/03/ 2011 della precedente amministrazione provinciale - settore Genio Civile -. Poi però i lavori furono eseguiti, a nostro avviso, senza la cognizione di cosa sia un fiume. Lavori insomma fatti alla buona, per non dire proprio malfatti. A testimonianza di ciò, si sono determinate situazioni, problematiche, e circostanze, che spesso sono state anche ampiamente segnalate, nelle proprie cronache locali, dalla stampa e da testate web. Nello specifico proprio oggi è riportato, sul giornale il Resto del Carlino, che ci sono ruspe in azione lungo la Mezzina per scongiurare che l’acqua dell’Ete Morto possa far franare un tratto di strada o peggio che escavi al disotto del manto stradale rischiando l’apertura di improvvise voragini. La pericolosità di una tale condizione si commenta da sola. Così ai lavori sui fiumi Ete Morto ed Ete Vivo, eseguiti all’indomani dell’alluvione del 2011, se ne sono successivamente aggiunti altri, spesso su punti sui quali in passato si era già intervenuto e anche più volte. Inutile dire che tutto ciò ha comportato un aggravio non indifferente di spesa, e conferma sicuramente che la risistemazione dei fiumi, attuata nel 2011, in pratica è stata pressochè inutile. Senza poi dimenticare: i cittadini residenti a monte della foce dell'Ete Vivo, i quali vivono nell'incubo di eventuali esondazioni (come più volte segnalato ai giornali); gli agricoltori frontisti di Ponzano che hanno costituito persino un Comitato a difesa dei loro diritti, in quanto esasperati dai continui rimaneggiamenti che l'acqua del fiume Ete Vivo provoca ai loro appezzamenti di terra (significativo è il caso – riportato sul corriere Adriatico - dell'Agricoltore Giuseppe Antolini che addirittura è sceso sull'alveo del fiume con un mezzo pesante per rimediare ai danni che l'acqua provocava al suo vasto appezzamento di terra); il sindaco di Sant'Elpidio a Mare Alessio Terrenzi (articolo su InformazioneTV) che è andato in cerca di soldi per rimediare alla situazione "DISASTROSA" dell'Ete Morto a Casette; le segnalazioni sui quotidiani dei tronchi d'albero, che in quantità impressionante, dopo essere stati eradicati dagli argini dissolti dall’acqua, giacciono di traverso sull'aveo dell'Ete Morto (pericolosi perchè, se trascinati dalla piena, potrebbero ammassarsi sotto le campate dei ponti compromettendone la stabilità). In ogni caso la situazione dei due fiumi Ete Morto ed Ete Vivo è critica, inquadrandosi peraltro in un più esteso contesto regionale di degrado ambientale. Degrado che oggi è stato anche sottolineato da Lega Ambiente, ampiamente intervenuta sulla stampa (Corriere Adriatico) per testimoniare che il Dissesto Idrogeologico nelle Marche concerne 181 comuni su 239.
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