Politica
Fratelli d'Italia: adesso Don Vinicio chieda scusa. L'immigrazione? Lo Stato garantisca più sicurezza

Morese e Balestrieri intervengono sul caso creatosi intorno alla morte di Emmanuel Chidi Namdi

Fratelli d'Italia: adesso Don Vinicio chieda scusa. L'immigrazione? Lo Stato garantisca più sicurezza

La morte di Emmanuel Chidi Namdi continua ad essere al centro della discussione politica.

 

Da Fratelli d'Italia arriva da un lato un duro attacco a Don Vinicio Albanesi, reo secondo Emanuele Morese, membro del direttivo provinciale del partito, di aver costruito un circo mediatico; dall'altro si riflette sull'urgenza di affrontare in maniera diversa i flussi migratori, come rimarca Andrea Balestrieri, Capogruppo consiliare a Porto Sant’Elpidio con delega regionale alla sicurezza per Fratelli d'Italia.

 

EMANUELE MORESE

“Stando a quanto si legge nei notiziari, e considerando che la brutta vicenda di Fermo sta assumendo tratti decisamente più incerti di quanto sembrasse ad alcuni, credo che sia giunto il momento che Don Vinicio si scusi.

E dovrebbe scusarsi con le vittime di questa tragedia perché con il suo comportamento ha creato più dolore di quanto non ce ne fosse costruendo un impietoso circo mediatico di odio che ha spaccato la società; dovrebbe scusarsi con gli italiani perché, in barba alla magistratura, ha sfruttato il suo ruolo mediatico per ergersi a tribunale degli inquisiti, e dovrebbe chiedere scusa ai fermani per aver esposto Fermo alla gogna pubblica internazionale attirando giudizi discriminatori su una cittadina ed una provincia che si è sempre distinta per la sua sensibilità all’accoglienza. Lo dico da cristiano e da cittadino italiano, che il giudizio spetta ad altri e non a Don Vinicio. Un circo mediatico costruito ad arte da chi, con le disgrazie dei rifugiati ci campa politicamente, che potrebbe però costare caro alla moglie della Emmanuel, vittima per due volte di questa tragedia.

In Italia va sempre così, si indica la luna e si finisce col guardare il dito, perché da una disgrazia di simile portata ci saremmo aspettati un piano chiaro di integrazione vera con questa realtà di immigrazione che non possiamo ignorare. Se c’è una cosa peggiore del razzismo è l’ipocrisia di chi pontifica ed emette giudizi senza averne titolo, fingendo interesse per il bene di altri.”

 

ANDREA BALESTRIERI

“La libertà di movimento la definisco il principale fattore di stratificazione nelle società contemporanee a cui si plasmano le nuove gerarchie sociali. La condizione attuale del fenomeno immigratorio e cioè quello degli arrivi in massa ed improvvisi creerà e sta già creando una situazione di fatto irreversibile e di complessa gestione che renderà assai difficile per i paesi di approdo ogni tipo di respingimento.

La mia più grande "paura" è che il crescente squilibrio tra Stati sviluppati e società in cerca di sviluppo potrebbe condurre ad una crisi estremamente grave con gravi rischi per la sicurezza sociale e l'ordine pubblico soprattutto dei paesi europei e in special modo dell'Italia. Il caso di Fermo balzato su tutte le cronache nazionali ne è stata la prova lampante!

Da tutto ciò deve quindi derivare un chiaro e ben definito quadro del flusso migratorio ma anche un quadro di sicurezza dai livelli alti con garanzie da parte dello Stato centrale attraverso un impiego di mezzi e uomini che diano ai nostri territori non la percezione ma la certezza di controllo quale espressione del cambiamento dalla concezione tradizionale a quella di territorio senza più la delimitazione delle frontiere. Prenderò in carico la questione portando un protocollo regionale sulla sicurezza agli organi regionali e alle amministrazioni regionali.

Spero che l’On. Petrini riferisca alla Camera dell’evoluzione della vicenda fermane e della condizione di disagio in cui si trova la sua provincia.”

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Data pubblicazione : 16/07/2016 13:17
Scritto da : Redazione
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