Politica
Gentiloni al Miti ascolta le voci della "parte giusta" e lancia la sfida del Pd: "L'unica possibilità per continuare sulla strada della crescita è un governo di centrosinistra"

E' un Paolo Gentiloni sorridente e rilassato quello che, dopo le visite a Palazzo dei Priori e all'Iti, intorno alle 16:45 ha varcato la porta d'ingresso del Museo Miti, accolto dal grande applauso delle tantissime persone che lo aspettavano già da parecchi minuti: stracolma la sala, largamente insufficienti le sedie predisposte per accogliere tutta la gente accorsa con curiosità a salutare e ad abbracciare il Presidente del Consiglio. Particolarmente nutrita la rappresentanza di esponenti regionali, provinciali e locali del Partito Democratico.

Gentiloni al Miti ascolta le voci della

Un Gentiloni che, dopo i saluti di rito del senatore Francesco Verducci e del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, ha ascoltato con attenzione, carte e penna alla mano per prendere appunti, tutte le voci della “parte giusta”, una serie di suggerimenti e idee per le Marche e per l'Italia arrivati da una lunga serie di esponenti di ogni ambito e settore della società civile.

 

E così Gentiloni ha prestato attenzione alla testimonianza di Oberdan Cesanelli, che ha sottolineato l'importanza delle arti, del teatro e della cultura in particolar modo per le giovani generazioni, così come quella di Vincenzo Castelli, il cui intervento si è concentrato sull'importanza di riscrivere il modello di accoglienza dei migranti e delle vittime di tratta, “perché la solidarietà non è un lusso né un vestito da indossare solo in alcune occasioni”.

Ha poi ascoltato Francesco Adornato, rettore dell'Università di Macerata, che ha ricordato le misure adottate dai governi Pd a favore della scuola, degli atenei, della ricerca e del diritto allo studio, sottolineando al tempo stesso come aprirsi dal punto di vista della cooperazione culturale e scientifica aiuti anche la coesione sociale, e il Presidente di Cna Fermo Paolo Silenzi, che in una testimonianza centrata sull'importanza della piccola e media impresa per il nostro sistema paese, ha evidenziato la necessità di intervenire sulla pressione fiscale, la burocrazia e la lentezza delle pubbliche amministrazioni.

E poi ancora Gentiloni ha ascoltato Enrico Paniccià, che ha chiesto la riduzione del cuneo fiscale ma ha soprattutto sottolineato cosa significhi essere un imprenditore che guarda al mondo del centrosinistra e che non ha paura di declinare parole come onestà, uguaglianza e democrazia, e poi anche Michele Franchi e Giuseppe Pochini, i quali hanno raccontato come, se è vero come è vero che la ricostruzione nelle zone colpite dal sisma si è caratterizzata anche per alcuni ritardi e per alcune imperfezioni, è altrettanto vero che tanto è stato fatto e che i rappresentanti del Pd hanno mostrato fin da subito grande vicinanza alle popolazioni colpite da questa tragedia.

Gentiloni poi ha seguito con grande concentrazione l'intervento della Presidente della Provincia Moira Canigola, che ha auspicato che il Pd dia seguito ad uno degli impegni del suo programma elettorale, quello di riscrivere il patto con gli enti locali secondo l'equazione maggiore autonomia= maggiore responsabilità, chiedendo anche che alla Provincia vengano ridati i poteri per svolgere al meglio i proprio compiti istituzionali, mentre il medico Romano Folicaldi ha svolto il ruolo di “memoria storica” per ricordare a tutti la drammatica situazione in cui l'Italia si è trovata nel 2011, con lo spread vicino a quota 600, la Merkel e Sarkozy che ironizzavano sul'affidabilità del nostro Paese e una situazione che sembrava ormai “quasi l'anticamera della Grecia”.

 

Gentiloni ha poi ascoltato con interesse anche gli interventi dei numerosi rappresentanti politici presenti, a partire dal segretario provinciale del Pd, Fabiano Alessandrini, che ha definito la visita del premier nel Fermano “un segno importante di attenzione e di rispetto per il nostro territorio, quello che chiediamo e abbiamo sempre chiesto”. Alessandrini cita Mao (“abbiamo sempre chiesto la canna da pesca e non il pesce”) per evidenziare come la lunga battaglia per l'autonomia provinciale sia stata finalizzata non ad un semplice motivo di vanto (“non per poter esporre una targa”) ma per avere gli strumenti adatti per soddisfare i propri bisogni.

 

Gentiloni ha ascoltato anche le testimonianze del Presidente della Regione Luca Ceriscioli, che lo ha ringraziato per quanto il governo ha messo a disposizione della nostra regione, invitandolo però ad un ultimo sforzo per completare la ricostruzione delle strade, e quelli dei Parlamentari uscenti, Paolo Petrini e Francesco Verducci: “Questo è un territorio dove la crisi ha colpito duro, ma noi dobbiamo combattere la cultura del vittimismo – ha dichiarato l'ex sindaco di Porto Sant'Elpidio – perché abbiamo bisogno di soluzioni e non di una lista di responsabili: sta a noi vincere la sfida tra quindici giorni e dimostrare che ce la possiamo fare a risorgere”.

“La politica quando non si nasconde e non rinuncia a battersi per ciò in cui crede può cambiare le cose – è invece l'opinione di Verducci -. Correggere le storture sociali deve essere la nostra bussola, noi abbiamo abbattuto il muro più odioso, quello che impedisce alle persone di realizzare il proprio progetto di vita: solo chi crede nell'Italia può cambiarla”.

 

E alla fine è toccato proprio a Gentiloni salire sul palco e chiudere l'incontro con il suo discorso, partendo dal sottolineare come la sua candidatura da capolista nel collegio plurinominale delle Marche del Sud non sia semplicemente dovuta ai legami con la nostra terra (la famiglia del premier è originaria di Tolentino e parte di quella della moglie di Campofilone, ndr): “La candidatura in questo collegio è un messaggio importante che chi ha la responsabilità della guida del governo vuole dare sul tema della ricostruzione post sisma – esordisce Gentiloni – perché non dobbiamo mai dimenticare che c'è una parte del Paese che nell'ultimo anno e mezzo ha vissuto una situazione veramente drammatica: la mia candidatura qui è quindi un segnale di presenza e di attenzione ad una delle emergenze più gravi che vive l'Italia, un'emergenza che non dobbiamo mai dimenticare perché un Paese che dimentica le condizioni difficili in cui versa una sua parte così centrale, non solo dal punto di vista geografico, non è all'altezza della sua storia e della sua civiltà”.

 

Gentiloni, poi, pur sottolineando di essere perfettamente conscio che quanto fatto dai governi a guida Pd negli ultimi anni non sia stato sufficiente per risolvere tutti i problemi del Paese, lancia un messaggio di ottimismo, condizionato comunque all'esito delle prossime elezioni: “Non dobbiamo essere pessimisti perché il momento della ripresa è possibile e il governo deve accompagnare con le misure giuste quelle potenzialità di know-how, artigianato, cultura e marketing che abbiamo – argomenta il Presidente del Consiglio -. Serve però una seconda stagione di riforme e il risultato delle elezioni è fondamentale per darle fiato e per non disperdere i risultati ottenuti fin qui”.

Risultati che Gentiloni rivendica con orgoglio, ricordando il critico quadro di inizio legislatura, quando sembrava impossibile dar vita ad una maggioranza e tutte le difficoltà del Pd in quel periodo storico deflagrarono con la vicenda dei franchi tiratori sulla candidatura di Prodi al Quirinale: “Eppure dopo cinque anni credo che possiamo rivolgerci a testa alta agli elettori dicendo che grazie ai governi a guida Pd, nonché ai sacrifici e alle capacità di famiglie, lavoratori e imprenditori, il Paese è uscito dalla più drammatica crisi dal dopoguerra e da un contesto vicino al collasso: ora però è fondamentale impedire che gli italiani vengano ricacciati nella crisi dalla quale si sono faticosamente tirati fuori”.

 

In quello che Verducci definisce il “secondo tempo”, secondo Gentiloni c'è però ancora molto da fare: riuscire a far sì che i benefici della ripresa vengano adeguatamente redistribuiti, continuare a lavorare dal punto di vista dei diritti per rendere sempre più civile il Paese e non sottovalutare mai la sensazione di insicurezza ed impotenza di molti cittadini “normali”, che vanno adeguatamente rassicurati del fatto che le strade e i quartieri siano sicuri o del fatto, e qui specifico è il riferimento al nostro territorio, che nel giro di uno-due mesi anche a Fermo aprirà la Questura.

Il Premier, che ricorda come 25 anni fa la sua generazione abbia fatto la scelta di aprire alla cultura democratico-progressista di sinistra la sfida del governo, è però convinto che una sola sia la ricetta possibile per vincere queste sfide e per spiegarla usa in prestito le parole di Prodi, secondo il quale è necessario unire le forze attorno al Pd per consentire una seconda stagione di riforme nel nostro Paese: “Chi ha in mente un altro schema di gioco rischia di consegnare l'Italia al populismo e alle posizioni antieuropee, a chi può portarci a sprecare le cose fatte negli ultimi anni -chiude Gentiloni -. L'unica possibilità che questo Paese ha di continuare sulla via della crescita e del risanamento è avere un governo serio, credibile, affidabile, presente in Europa e capace di continuare il cammino delle riforme: un governo guidato dal Pd e dal centrosinistra”.

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Data pubblicazione : 17/02/2018 20:07
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
5 commenti presenti
  • Paolo

    20-02-2018 14:22 - #5
    Guido Gennaro... ahahah...ex Dc...psi...fi...va do tira lu ventu.... ahahah....se lu vede Nino.... ahahah
  • l'osservatore fermano

    18-02-2018 13:49 - #4
    fa bene allo spirito e al morale ascoltare il primo ministro Paolo Gentiloni. Pacatezza,chiarezza e programmi realizzabili.Ogni giorno ci tocca ascoltare e leggere le innumerevoli promesse elettorali che tutte o quasi non potranno essere realizzate. Ormai l'imperativo preminente dei Movimenti e nuovi partiti é quello di dare "potere" al Popolo.Il Potere l'abbiamo già ed è quello della libertà di voto, probabilmente c'è carenza di Leader da votare ed in grado di realizzare i programmi che ci hanno proposto. Evidentemente chi fa Politica attiva nazionale e regionale oppure amministra grandi e piccoli Centri non si rende conto che circa la metà dei Cittadini votanti si asterrà dal voto. " Il prestigio dei Capi aumenta proporzionalmente alla loro capacità di disfarsi della propria qualità di Capi.la direzione alle masse e la funzione di esecutore ai Capi (Rosa Luxemburg)". In questa esposizione chiara e netta c'è probabilmente il senso delle dichiarazioni odierne dei Partiti e Movimenti che però si arrogano il diritto di "interpretare" a loro modo le aspettative di noi Cittadini. Chi è stato mai interpellato come semplice Cittadino non iscritto a Partiti/ Associazioni-Comitati ecc.per esporre i nostri desideri, prospettive per vivere al meglio o dare peso ai nostri "sogni"? Es.: I terremotati,tutti,"sognano" di potere tornare a vivere nei luoghi dove risiedevano. ALLORA PER LORO LA PRIORITA' E' LA RICOSTRUZIONE! Dopo tanto tempo si deve ancora iniziare a farlo e non è che siano ascoltati,si preferisce tamponare con hotel ,camping.residence,e oggi "casette" ma non per tutti. All'intorno ancora macerie per non parlare della situazione degli allevatori. L'esperienza ce l'ha insegnato: in Friuli,grazie al commissario Zamberletti e alla volontà politica di quel tempo si è riusciti a realizzare nell'ordine la ricostruzione di fabbriche,scuole,case e Chiese utilizzando al meglio i fondi disponibili e COINVOLGENDO MAESTRANZE E IMPRESE LOCALI; LE GERARCHIE DELLA CHIESA FRIULANA SONO STATE LE GRANDI SOSTENITRICI DEL PROGRAMMA. Infine una richiesta ai Partiti-Movimenti-Amministrazioni e Sindacati: organizzare incontri e seminari,periodicamente,per coinvolgere i nostri giovani nella gestione della "cosa pubblica" e nella conoscenza delle regole democratiche,parlamentari e politiche che chiamerei orgoglio di appartenenza ad una Comunità. Infatti " se i giovani si organizzano,si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi,non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia (Enrico Berlinguer)". Non si tratta di destra-centro o sinistra ma come l'insieme degli auspici di una comunità che voglia uscire dalle secche, da qualche ingiustizia e soprattutto acquisire la consapevolezza che i diritti sono veramente di tutti,anche di quelli non allineati e /o iscritti a Movimenti-partiti ecc.
  • paolo

    18-02-2018 11:13 - #3
    concordo con gentiloni. cosi facendo salveremo altre banche in bancarotta inculando i correntisti...faremo sfruttare i nostri figl ( ma non il mio che sta in norvegia... con un lauto stipendio) con contratti di lavoro occasionali e stipendi da fame..favoriremo gli imprenditori con il jobs act che sfruttano i giovani...faremo venire gli immigrati che sonouna fonte di guadagno x tutti...vedi sprar...pensetece ve' a vota'...
  • Matteo

    18-02-2018 09:09 - #2
    Riepilogando...personaggi non votati da nessuno (dittatura) danno del populista a chi vuol votare democraticamente....in un paese normale sarebbe arrestato qui appaludito...con articoli pomposi dei media mercenari...
  • lucom49

    17-02-2018 22:47 - #1
    Condivido l'intervento del Dott.Folicaldi. Ricordate come eravamo messi nel 2011? spread 600, Europa rideva di noi, ecc.....
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