Politica
"Dalla parte giusta". Caso Mattarella, tu da che parte stai? Fintanto ti dico da che parte sto io

A livello nazionale in questi giorni tengono ovviamente banco le vicende legate alla formazione del governo.
La decisione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di porre il suo veto sul nome di Paolo Savona come ministro dell'economia del governo composto da Lega e Movimento 5 Stelle, che ha portato al passo indietro del premier incaricato Giuseppe Conte, ha provocato reazioni a catena sui social nei giorni a seguire, molte delle quali di segno fortemente negativo.
La massima carica dello Stato è stata oggetto di insulti anche molto pesanti sui social network fino ad arrivare addirittura a minacce di morte: attenzione, però, il Presidente della Repubblica gode di un profilo giuridico particolare in relazione al prestigio delle funzioni che ricopre.
Cosa rischia, dunque, chi insulta il Capo dello Stato? Ce lo spiega l'avvocato Andrea Agostini nel secondo appuntamento della sua rubrica "Dalla parte giusta" su informazione.tv

Giuseppe Conte rimette il mandato di premier incaricato della formazione del governo M5S e Lega nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il diniego di questi di nominare ministro dell’economia Paolo Savona ed ecco che l’Italia e noi Italiani siamo finiti nel pallone.
La mancata qualificazione degli Azzurri agli imminenti mondiali di Russia ci ha sottratto dall’impegno calcistico, così noi popolo di allenatori della nazionale ci siamo elevati a costituzionalisti per sindacare le prerogative del Capo dello Stato fino a sentenziarne l’alto tradimento.


Così ci è divisi tra quelli che #iostoconMattarella e quelli che #Mattarelladimettiti e fin qui nulla di male, del resto siamo nella colorita dialettica democratica di un popolo apostrofato da Churchill per essere quello che perde le partite di calcio come fossero guerre e perde le guerre come fossero partite di calcio.
Accade però che qualche leone da tastiera ruggisca dal suo smartphone nella più totale mancanza del senso di se stesso e del prossimo e soprattutto delle istituzioni.
Si leggono così online insulti, minacce, auguri di morte all’indirizzo del Presidente della Repubblica.


Ebbene questi non solo è uomo come noi, che vogliamo tutelati in sede civile e penale i beni preziosi della nostra dignità, reputazione, libertà fisica e morale, ma è l’essenza stessa della personalità dello Stato nella più alta carica dell’ordinamento repubblicano, che nel suo prestigio e per la serenità dello svolgimento delle funzioni gode di specifiche tutele penali, che vanno dall’ergastolo a chi attenta alla vita, all’incolumità o alla libertà personale, fino alla reclusione da 1 a 5 anni a chi offende l'onore o il prestigio.
Il che non vuole dire che il Presidente della Repubblica non possa essere criticato anche aspramente nell’operato delle sue funzioni purché il dissenso venga espresso con parole e toni misurati, rimanendo sul tema di rilevanza sociale in discussione, senza attacchi gratuiti a colpire la persona.
Amici costituzionalisti: concediamoci dunque alla più vivace delle polemiche politiche, ma andiamoci piano con gli insulti e le minacce, non siamo mica ai mondiali di calcio!

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Data pubblicazione : 31/05/2018 09:32
Scritto da : Avv. Andrea Agostini
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Lucio

    31-05-2018 13:12 - #3
    Finché i programmi più visti sono grande fratello e Company ci meritiamo peggio!! Ogni popolo ha il governo che merita!!! Basta guardarsi in giro...gli adolescenti con telefoni da 1000 euro...i terremotati non protestano...la disoccupazione alle stelle...le mamme su FB...cosa pretendiamo dopo????
  • lucom49

    31-05-2018 12:09 - #2
    Condivido. Il dissenso e' sempre esistito e va' espresso in maniera civile. Ma certe fasce della popolazione riescono ad esprimersi solo con insulti e minacce e certi oratori(cattivi maestri) li caricano sempre piu' invece di smorzare i toni.D'altronde gli insulti e gli slogan ( non i contenuti) sono diventati il mezzo per arrivare al potere,cosa pretendiamo di meglio?
  • POLITICA -EDUCAZIONE - BUON SENSO

    31-05-2018 10:39 - #1
    Se è per questo non siamo nemmeno in Consiglio Comunale o nella propaganda elettorale più o meno permanente per le elezioni comunali..... Il Presidente della Repubblica va comunque rispettato, è il simbolo stesso della Repubblica, le critiche vanno fatte secondo le norme di BUON SENSO e di legge che regolano la vita della Repubblica. Il fatto che alcuni noti e rappresentativi esponenti politici della nostra Repubblica non conoscano nè il buon senso, nè le buona educazione, tanto meno le leggi fondamentali della Repubblica è il mglior esempio di cosa sia diventata la politica italiana. E non mi consola sapere che - in fondo - i politici rappresentino la "società civile". E' la politica che ci ha abituato a sbranarsi in pubblico senza alcun ritegno ed ha abituato la "società civile" a sbranarsi, a non rispettarsi a rubare a man salva, ad offendersi se qualcuno ha la pretesa di far rispondere delle proprie azioni chi agisce male. Troppa strada abbiamo da percorrere. Prendersela poi con un personaggio politico come Sergio Mattarella è doppiamente da vigliacchi e da infami. Avrei voluto vedere i due presunti statisti Salvini e Di Maio permettersi certe libertà con un Pertini. E non erano certo tempi migliori di oggi!
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