Politica
Elezioni provinciali. "Chi pensava che il Pd fosse morto ha fatto i conti senza l'oste". Dem soddisfatti anche senza il sesto consigliere, porte aperte al dialogo per le deleghe

A poco meno di una settimana dalle elezioni di secondo grado per il rinnovo del consiglio della Provincia di Fermo, il Partito Democratico ha incontrato gli organi di informazione per tirare le somme: una consultazione, quella dello scorso 31 ottobre, in cui i dem hanno confermato i cinque consiglieri del passato mandato, senza però riuscire a far scattare quel sesto seggio che avrebbe regalato loro la maggioranza assoluta, obiettivo che il segretario provinciale Fabiano Alessadrini aveva fissato nei giorni precedenti il voto.

Elezioni provinciali.

 “Speravamo scattasse il sesto seggio, che ci avrebbe consentito anche di eleggere un consigliere di Fermo (Pierluigi Malvatani, ndr), traguardo che auspicavamo di raggiungere e che era alla nostra portata, nonostante un contesto oggettivamente più difficile rispetto a quello di due anni fa – ammette lo stesso Alessandrini -. Il partito ha fatto ciò che poteva per alzare il quorum della candidatura di Fermo, ma la verità è che avremmo potuto farcerla solo se avessimo preso il sesto consigliere”.

Se l'esclusione di Malvatani, consigliere uscente con delega al bilancio, ha finito per fare non poco rumore negli ultimi giorni, Alessandrini tiene a sottolineare ugualmente la sua soddisfazione per un risultato “che ci consente di proseguire un lavoro che negli ultimi due anni abbiamo portato avanti tra le mille difficoltà dell'ente Provincia che, pur con le note carenze di personale e di risorse, mantiene incombenze importanti su rifiuti, viabilità e scuole”.

“Chi pensava che il Pd fosse morto ha fatto i conti senza l'oste – aggiunge Alessandrini -: l'oste c'è ancora”. Ad offrire un'analisi politica del risultato dei dem ha pensato Aronne Perugini, terzo candidato più votato della lista: “Due anni fa, con lo stesso elettorato attivo e una competizione a due liste, abbiamo portato a casa cinque consiglieri a testa – ricorda -. Stavolta la novità era rappresentata dalla presenza di quattro formazioni e dalla maggiore connotazione politica della lista nostra concorrente già due anni fa: il risultato è che noi abbiamo confermato cinque consiglieri avvicinandoci al sesto, mentre loro sono passati da cinque a quattro. Non capisco quindi il motivo per cui la Lega si intesti un successo elettorale che non c'è: credo anzi che la maggiore politicizzazione alla fine si sia dimostrata una debolezza”.

Il quadro che ne esce, quindi, è quello di un Pd soddisfatto del risultato anche senza il sesto consigliere. Nella lista dem spicca in particolar modo il risultato del vicepresidente uscente Stefano Pompozzi: “Sono contento soprattutto per il numero di elettori che mi hanno dato la loro fiducia, ben 90 – spiega -: un risultato che dà un minimo di dignità ad una sistema di per sé rocambolesco, perché con 90 voti si diventa consiglieri comunali di realtà piccole e anche medie. In particolar modo sono contento di essere stato eletto con il voto dei Comuni più piccoli e di aver raccolto preferenze in almeno una ventina delle realtà del nostro territorio: una fiducia amministrativa che spero di ripagare con il lavoro nei due anni che abbiamo davanti, anni che, tra i lavori della variante di Molini e quelli di adeguamento sismico delle scuole, saranno particolarmente importanti per il Fermano”.



Già, perché ora, ad elezioni archiviate, c'è subito da rimettersi al lavoro: “Ringrazio gli elettori che ci hanno dato fiducia premiando un lavoro quotidiano portato avanti per due anni cercando di rendere il nostro ente la “Casa dei Comuni” attraverso un rapporto diretto e costante con sindaci e consiglieri del territorio - commenta la Presidente Moira Canigola -. Per quanto riguardo i consiglieri eletti con la nostra lista, penso che la forte componente femminile (due elette su cinque, Silvia Santini di Porto Sant'Elpidio e Francesca Mandolesi di Sant'Elpidio a Mare, ndr) possa dare un apporto significativo. Si è creato un rapporto importante tra i veterani e le nuove leve e penso quindi che ci siano tutti gli elementi necessari per fare bene e portare avanti le funzioni della Provincia, sia quelle attribuite dalle normative, che quelle extra come ad esempio il Tavolo per lo sviluppo”.

Nei prossimi giorni si aprirà la partita delle deleghe: nel mandato scorso la Canigola coinvolse direttamente anche i due consiglieri esponenti della maggioranza del capoluogo (Christian Falzolgher e Gionata Borraccini), candidati nella lista avversaria, assegnando loro competenze specifiche. Resta da capire se ora avverrà lo stesso, data la maggior politicizzazione dello schieramento avversario.

“Abbiamo mantenuto la maggioranza ma questo non significa che saremo autusufficienti – spiega a questo proposito Alessandrini -. Ci poniamo sempre in un'ottica territoriale e quindi ragioneremo insieme a chi dimostrerà voglia e disponibilità in tal senso”.

“Stiamo cominciando ora a discutere anche di questo, ma è chiaro che le aperture a favore del territorio siano sempre di buon auspicio – aggiunge la Canigola – Tra l'altro questo schema adottato due anni fa ci ha consentito di ottenere buoni risultati, quindi da parte mia non c'è alcun tipo di chiusura verso questo tipo di possibilità”.

Si tratta comunque di un percorso che si concretizzerà solo nei prossimi giorni. D'altronde, spiega ancora la Canigola, ora sono in corso i riscontri sui singoli candidati, poi si insedierà il consiglio e solo dopo si potrà procedere con le deleghe, la cui assegnazione "spetta a me, dipende dalla mia volontà – aggiunge – ma non è né scontata né obbligatoria. In altre situazioni c'è chi non ha dato deleghe né la vicepresidenza: da questo punto di vista, quindi, non ci sono né scadenze temporali né obblighi”.


La speranza comune, comunque, è che quelle di mercoledì scorso siano state le ultime elezioni con questo sistema e che quindi nell'immediato futuro si possa tornare a dare la parola direttamente ai cittadini: “Sicuramente questa parte della legge Delrio è sbagliata e il Pd, dopo l'esito del referendum, ha fatto male a non cambiarla – ammette Aronne Perugini, che poi rilancia – ora però al governo ci sono Lega e Movimento Cinque Stelle e quindi adesso attendiamo una risposta da parte loro: la Provincia è un ente fondamentale per i comuni e può essere un supporto validissimo, ma o la si commissaria e la si chiude, oppure la si dota nuovamente di risorse per il personale e le funzioni reintroducendo al tempo stesso l'elezione diretta”.



 



Letture:637
Data pubblicazione : 06/11/2018 12:25
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • il liceo classico no

    08-11-2018 21:48 - #3
    Caro "conti", il liceo classico di Fermo no, lasciamolo stare, sta benissimo dove sta, in un edificio storico , bello e solido ! Si dice sia la scuola più sicura di Fermo , l'unica dotata di indice sismico a norma di legge! A che pro spostare una scuola storica in estrema periferia, in un posto orrendo, senza alcuna necessità che non sia raccattare qualche quintalata di euro ? Anzi, la richiesta di soldi allo Stato da parte della provincia per un nuovo scatolone di cemento, che non è detto nemmeno sia più sicuro dell'edificio storico, di per sé sicurissimo ( vedi il liceo scientifico, che dicono messo male, ma male proprio, tanto che ha avuto un contributo eccezionale per la ristrutturazione post terremoto e basta vedere quanto è decadente, dopo soli trent'anni dalla costruzione ), è un affronto ai paesi terremotati del centro Italia che sono VERAMENTE bisognosi di tutto. Questo enorme sperpero di denaro pubblico è un ulteriore indice dell'elitarismo di questa sinistra, che di tutto si occupa tranne che del popolo. Tra l'altro, dimostrando un odio sospetto nei confronti della città capoluogo.
  • I conti senza l'hostess

    06-11-2018 21:33 - #2
    Ed ecco i cannoni gonfiati del PD fermano sparare a salve per congratularsi della loro auto-elezione. Nei loro proclami e interviste, che nessuno leggerà fuorché qualche masochista come lo scrivente e loro stessi, straparlano di "elettori", nella speranza di dare a bere ad un inesistente auditorio che l'istituzione provincia riformata dal PD stesso abbia un presidente ed un consiglio di "eletti", nel senso di "suffragio popolare" del termine. Invece la nouvelle provincia altro non è che una elezione di eletti, un ristretto circolo che elegge sé stesso all'insaputa degli abitanti della provincia stessa. Sarebbe interessante avere un sondaggio tra i residenti nella provincia fermana: sei o non sei a conoscenza dell'elezione del presidente e del consiglio provinciale? Provincia? Esiste ancora? Che nostalgia, come non ricordare i tempi della sfida Offidani-Cesetti: quando alle primarie il montegiorgese sconfisse l'elpidiese e, dopo una vera e propria cavalcata elettorale, vinse le elezioni! Quelle si che furono ELEZIONI! Poi una nefasta riforma, ed ecco arrivare lo sconosciuto avv. Perugini da Montegranaro, col ciuffo alla De André e la retorica soporifera, da stendere pure i cavalli dopati. E poi la Canigola, in tandem con l'onnipresente Pompozzi. Sfortunati, è vero, lo sono stati: gli piomba il terremoto e loro rassicurano che gli edifici sono monitorati, bisogna spostare il Classico e la Betti. Ma poi a crollare è un pezzo dell'ITI, e invece di dimettersi, magari sotto la spinta di qualche necessaria inchiesta giudiziaria, ce li ritroviamo "ri-eletti" dai loro compagni di partito! Poveri noi! Ma dopo i miliardi di euro buttati con l'istituzione delle provincie (PDS) e poi il loro declassamento a ente di secondo grado (PD), ma quanti investimenti avrebbe potuto fare lo Stato??? Invece no, eccoli ancora incaponiti a loro posto. Tronfi di una vittoria inesistente. Ancora ad occupare un'ala del polo scolastico, che dopo la chiusura delle scuole del centro un minimo di decenza intellettuale avrebbe voluto sgombra per destinarvi gli scolari e non gli uffici di un ente che potrebbe essere tranquillamente spostato in zone più raggiungibili come Girola (assieme agli sportelli della Camera di Commercio e, perché no, ad un busto del presidente Hogan Di Battista).
  • luigi

    06-11-2018 15:06 - #1
    tutti molto concentrati sul discorso di chi sta parlando
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications