Politica
"Delusi dalla direzione imboccata dal processo costituente". I militanti fermani lasciano Potere al Popolo e formano la Casa del Popolo

L'assemblea di Potere al Popolo della Provincia di Fermo esce dal movimento nazionale: a darne notizia gli stessi militanti del nostro territorio, che si dichiarano "delusi dalla direzione imboccata dal processo costituente".

"Ci costa enorme fatica dover dichiarare il nostro disagio, ma qualsiasi impegno politico autentico richiede delle scelte trasparenti - si legge nella nota -. Quando a novembre di un anno fa aderimmo all’appello dei compagni napoletani dell'Ex-Opg Je So Pazzo, lo facemmo convinti di quel passaggio del manifesto fondativo nel qual si dichiarava che Potere al Popolo sarebbe stato “un movimento di lavoratrici e lavoratori, di giovani, disoccupati e pensionati, di competenze messe al servizio della comunità, di persone impegnate in associazioni, comitati territoriali, esperienze civiche, di attivisti e militanti, che coinvolga partiti, reti e organizzazioni della sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, comunista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria, meridionalista che in questi anni sono stati all’opposizione e non si sono arresi”.

 

"Lo facemmo perché quel manifesto prefigurava un movimento politico che fosse uno spazio democratico fondato sulla partecipazione e sulle esperienze di auto-organizzazione: un luogo, nelle sostanza, dove poter attuare pratiche di trasformazione sociale - ricordano i membri del Fermano -. Questo è ciò che abbiamo raccontato in campagna elettorale, nelle innumerevoli assemblee organizzate sul territorio provinciale, questo è quello che abbiamo continuato a raccontare nelle assemblee post-campagna elettorale. Sono stati mesi impegnativi, ricchi di incontri e di iniziative politiche, fino alla nascita di una casa del popolo; sono stati mesi nei quali abbiamo praticato la democrazia attraverso il metodo del consenso, rispettando i tempi, le storie e le idee di tutti, e abbiamo agito così non perché siamo migliori di altri, ma perché questa doveva essere l’essenza di Potere al Popolo!, e chi ha aderito ha colto la possibilità di praticare la radicalità nella condivisione.

 

"Cosa è accaduto tuttavia, in questi mesi, al processo costituente di Potere al Popolo?

E’ accaduto che a livello di coordinamento nazionale sono state messe in discussione le ragioni fondative del nostro stare insieme, inquinando il clima con una conta divisiva sullo statuto, utilizzato per regolare questioni politiche che andavano affrontate in ben altro modo - si legge ancora nella nota. L’assemblea fermana di Potere al Popolo!, all’alba della votazione sullo statuto, ha prodotto una critica pubblica all'inversione decisionista del percorso e ha avanzato la sua proposta per un movimento che valorizzi ciò che unisce, non ciò che divide. Al tentativo di trasformare Potere al Popolo! nell’ennesimo partito, con elementi di plebiscitarismo e verticismo, tradendo nella sostanza i principi su cui era nato, ci siamo opposti fermamente.

La domanda a cui abbiamo voluto rispondere è la seguente: ha senso immaginare Potere al Popolo come una sorta di ennesimo partito, nel quale si decide, più o meno democraticamente, la linea politica per poi cercare di remare tutti nella stessa direzione? C'è bisogno di questo? Noi pensiamo di no, pensiamo che occorra piuttosto una rete di movimenti aperta, radicalmente democratica e non gerarchica, che abbia nella sua costitutiva pluralità la principale ricchezza. Una rete i cui nodi fondamentali siano le assemblee territoriali, soggetti politici sovrani, veri collettivi dove non ci siano votazioni e fazioni, ma si prendano decisioni comunitariamente attraverso il consenso".

 

"Dal nazionale tuttavia, non vi è stato alcun ripensamento, nonostante le critiche arrivate da più parti e gli abbandoni di soggetti organizzati e non, fino alla votazione dello statuto a cui hanno partecipato appena un terzo degli aventi diritto al voto - continuano gli esponenti fermani -. Oggi la delusione è tanta e sentiamo il peso di una scelta che sembra contraddittoria rispetto al lavoro di mesi e mesi, ma se l’obiettivo è quello di tenere aperto uno spazio territoriale praticabile di confronto democratico affinché la dignità del lavoro, la solidarietà, la lotta al razzismo, l’antifascismo, l’antiliberismo e l’uguaglianza orientino la nostra quotidiana militanza politica, non abbiamo alternative: l’assemblea di Potere al Popolo della provincia di Fermo annuncia la sua uscita da Potere al Popolo per trasformarsi nell’assemblea della Casa del Popolo.

La Casa del Popolo resterà uno spazio plurale e radicale, di studio ed approfondimento, di socializzazione e di solidarietà attiva, di confronto e dialogo con tutti quei soggetti collettivi ed individuali che sul territorio condividono i nostri valori di fondo.

Confronto e dialogo che pensiamo debba esserci anche con Potere al Popolo!, di cui riconosciamo la legittimità delle scelte, pur non condividendole. La Casa del Popolo non è concorrenziale a coloro che hanno il nostro stesso orizzonte strategico: riteniamo tuttavia che siano altri, più inclusivi ed aperti, i percorsi da mettere in campo per la costruzione del blocco sociale e dell’alternativa antiliberista di massa in questo Paese".

 

Casa del Popolo Fermo

FIRMATARI

Lucia Interlenghi, Fermo

Daniele Rossini, Fermo

Stefania Castellucci, Fermo

Federico Quondamatteo, Fermo

Cosimo Del Faro, Fermo

Luigi Monterubbianesi, Fermo

Diletta Parrino, Fermo

Alessandro Volponi, Fermo

Maria Paola Volponi, Fermo

Patrizia Serafini, Fermo

Michela Valeri, Porto San Giorgio

Giorgio Raccichini, Porto San Giorgio

Antonio Gareri, Sant'Elpidio a Mare

Elena Pompa, Sant'Elpidio a Mare

Alberto Procaccini, Porto Sant'Elpidio

Alessandro Fortuna, Montegiorgio

Silvia Marani, Falerone

Marco Mani, Smerillo

Roberto Ercoli, Amandola

 

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Data pubblicazione : 16/11/2018 16:25
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
5 commenti presenti
  • Giorgio Benni

    17-11-2018 19:16 - #5
    Ernesto Che la ringrazio per la nomination nel suo commento che in porte condivido ma la voglio rassicurare che la sinistra di lotta, nonostante tutti i suoi grandi errori, purtroppo mai riconosciuti, per le battaglie non sempre utili e condivise dal basso e con tutte le continue divisioni per divergenze non certo di prospettiva politica ma di banali interessi momentanei di qualche segretario di partito, (vedi Bertinotti), ma non solo, è e rimarrà una forza determinante in questo paese anche con lo 0,1%. Non so se il 40% di chi non vota è di sinistra ma questo è relativo, mi interessa solo una cosa sapere che c’è il 40 % di persone che necessitano di trovare una ragione politica in idee che non siano quelle standardizzate del liberismo sfrenato o del progressismo di destra del PD da riportare al voto. Forse a sinistra se si tornasse un po tutti con i piedi per terra e non al caldo di qualche stanza a parlare dei massimi sistemi si potrebbe recuperare almeno una parte di quelle persone che hanno perso fiducia in noi e nelle nostre politiche. Sono sempre più convinto, viso lo stato in cui siamo messi, che di spazi aperti ci sono ancora e le idee nuove passano anche attraverso la contaminazione con chi politicamente la pensa all’opposto di noi, visto che loro, gli altri partiti, si sono appropriati delle nostre battaglie e le hanno utilizzate per propri fini. Perché non fare il contrario ? Sarebbe una scommessa tutta da giocare visto come vanno le cose ma per fare questo occorre prima avere noi le idee chiare. Cordialità Giorgio Benni
  • BRAVI COMPAGNI !

    17-11-2018 18:01 - #4
    grazie compagni, la tradizione continua! Dieci persone, tre partiti e cinque correnti diverse! Continuate così, verso il radioso futuro rivoluzionario, con la nuova umanità ed il nuovo sole nascete! Verso il mondo nuovo, la nuova umanità e la nuova vita, passando per momentanei ritardi tipo i prossimi venticinque anni di governo della Lega, da sola o con gli utili idioti di turno.... ma la storia vi darà ragione!
  • Orlando

    17-11-2018 09:49 - #3
    La soluzione è semplicissima, basta regalare a queste persone un CALENDARIO e far vedere loro che siamo nel 2018. Credo che nelle loro sede, ormai desolate, campeggi ancora qualche vecchia reliquia degli anni 70
  • BRAVI COMPAGNI !

    16-11-2018 20:24 - #2
    grazie compagni, la tradizione continua! Dieci persone, tre partiti e cinque correnti diverse! Continuate così, verso il radioso futuro rivoluzionario, con la nuova umanità ed il nuovo sole nascete! Verso il mondo nuovo, la nuova umanità e la nuova vita, passando per momentanei ritardi tipo i prossimi venticinque anni di governo della Lega, da sola o con gli utili idioti di turno.... ma la storia vi darà ragione!
  • ERNESTO CHE

    16-11-2018 20:18 - #1
    Guardando i nomi e contando i voti ci sono tutti o quasi. Mancano all’appello sono alcuni: Interlenghi, Montanini, Faggio, Benni, Tizi e pochi altri. Insomma la “Pandite” politica della sinistra extrema continua e continua sulla dissociazione delle virgole e dei due punti. Ma cari signori della oramai vecchia sinistra non avete capito una “cippa” come dice Di Maio se continuate a dissociarvi ogni volta che vi mettete insieme per ricostruire una parvenza di quella che fu la sinistra di Lotta. Una volta sulla guerra in Jugoslavia, una volta sulle trentacinque ore, una volta sul nome, una volta sul cognome ora siamo arrivati con i soliti slogan a dissentire sull’organizzazione dell’organizzazione ! Insomma a ragionarci sopra non si riesce a capire cosa volete ! Ricominciare ad essere credibili ? Ritornare a rappresentare una piccola o grande fetta della società ? Ripensare ad un modello di “sviluppo” tutto economicista e poco incline ai bisogni della gente ? Forse con questi slogan sperate di trovare nella attuale società totalmente egoistico centrica un benché minimo consenso ? O forse continuare a pensare ai massimi sistemi per poi accorgervi che la sinistra in questo paese è diventata totalmente trasparente. Nella nota vengono ancora riportati gli slogan degli anni ottanta ma vi sembra questo il modo per RIAFFRONTARE i temi passati con solo le parole d’ordine di trenta anni fa ? Ma per favore cari “compagni”, fate un torto alla vostra intelligenza se continuate su questa strada. Non si va tanto lontano se non ci accorgiamo di avere, anche grazie agli errori della sinistra, una società totalmente cambiata, nei costumi, nel ragionamento, nelle scelte, nelle necessità e soprattutto per la mancanza di futuro…. Compagni se continuate a sostenere ciascuno di essere più di sinistra degli altri la strada è segnata definitivamente..! Buona riflessione.
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