Politica
Area di crisi complessa, in attesa della firma il Pd rivendica i suoi meriti. Verducci durissimo con Lega e M5S: "Mistificatori, da loro solo sceneggiate patetiche"

La settimana scorsa una delegazione del Tavolo per lo sviluppo e la competitività della Provincia di Fermo è stata ricevuta a Roma dalla Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, la deputata leghista Barbara Saltamartini: oggetto dell'incontro il riconoscimento dello stato di crisi industriale complesso del distretto pelli e calzature fermano-maceratese. Come noto, le parti si sono lasciate con la promessa che nel giro di un paio di settimane sarebbe arrivato il via libera al decreto.

Area di crisi complessa, in attesa della firma il Pd rivendica i suoi meriti. Verducci durissimo con Lega e M5S:

Un risultato di cui si dicono contenti anche i principali esponenti del Partito Democratico fermano, che però stamattina hanno voluto da una parte rivendicare i meriti di un percorso impostato e avviato nella precedente legislatura nazionale e dall'altra sollecitare l'effettivo arrivo di una firma, quella del Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che a loro dire sta slittando ormai da troppo tempo.

“Ci interessa il risultato e se questa firma effettivamente arriverà saremo solo contenti – ha spiegato il segretario provinciale Fabiano Alessandrini -. La riteniamo comunque dovuta nei confronti del territorio a seguito di un cammino che parte da lontano e che abbiamo fortemente voluto mettendo in piedi tutti gli atti amministrativi necessari”.

 

L'assessore regionale al bilancio Fabrizio Cesetti ha voluto sottolineare con forza un concetto: la volontà politica di arrivare al riconoscimento dell'area di crisi complessa va riconosciuta in capo alla giunta Ceriscioli fin dal suo insediamento. Una volontà che comunque, prima di esplicarsi nella richiesta formale al governo nazionale, ha avuto bisogno di alcuni passaggi propedeutici.

A questo proposito l'ex Presidente della Provincia di Fermo ha ricordato di essersi mosso in prima persona per far sì che otto comuni della parte montana del nostro territorio (Amandola, Montefortino, Montefalcone Appennino, Smerillo, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano, Ortezzano e Monte Rinaldo) venissero inseriti all'interno dell'area di crisi complessa Val Vibrata – Valle del Tronto – Piceno, dalla quale erano rimasti esclusi nella programmazione precedente. In seguito si arrivò alla deliberazione dell'area di crisi non complessa per gli altri 32 Comuni del Fermano e da lì, grazie anche al Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo costituitosi nel frattempo e all'intercessione del senatore dem Francesco Verducci, si è messa in moto la procedura per arrivare al riconoscimento dell'area di crisi complessa.

 

Un momento chiave di questo iter, ricordano lo stesso Cesetti e il consigliere regionale Francesco Giacinti, fu l'incontro dello scorso autunno con l'allora viceministro dello sviluppo economico Teresa Bellanova, cui furono presentate due richieste precise in merito all'applicazione della legge 181/1989, quella che è alla base del rilancio delle attività produttive nelle zone di crisi industriale complessa e che concede agevolazioni  alleiniziative che prevedano la realizzazione di programmi di investimento con spese ammissibili non inferiori a 1,5 milioni di euro “Abbassare questa soglia ed estendere la normativa alle reti e alle aggregazioni di imprese – spiegano i due esponenti regionali -. Senza queste modifiche il riconoscimento dell'area di crisi complessa rischia di arrecare al nostro territorio più danni della crisi stessa”.

 

Dopo l'incontro con la Bellanova, ricorda ancora Cesetti, a fine gennaio di quest'anno c'è stato l'avvio formale in giunta della procedura per l'apertura di un dossier, realizzato dagli uffici regionali in collaborazione con i membri del Tavolo per lo Sviluppo, che recepisse anche quegli stessi input sottoposti alla Bellanova. “Fu così che il 21 maggio scorso è arrivato l'atto conclusivo, la delibera 657, con l'istanza al Ministero – conclude l'assessore -. Nel frattempo sono passati sei mesi e la firma ancora non si vede”.

 

Insomma, ciò che ai dem proprio non va giù è che Lega e Movimento 5 Stelle cerchino di rivendicare un risultato frutto del lavoro di altri senza nemmeno che il decreto sia effettivamente ancora arrivato. Un atteggiamento, quello delle forze di governo nazionale, pesantemente stigmatizzato dal senatore Verducci: “Per chi ha ruoli istituzionali è veramente mortificante assistere a tutto questo – è il suo affondo -. Lega e Movimento 5 Stelle trattano i cittadini fermani come se avessero l'anello al naso, quando invece il nostro territorio ha bisogno di serietà. Il governo manipola questa vicenda: anziché dare vita a sceneggiate patetiche, perché non si scusa e non spiega il motivo per cui sta ancora lasciando inevasa questa richiesta della Regione Marche?”

Sono dei mistificatori, il loro è un atteggiamento da peracottari” - insiste poi ricordando anche i casi dei fondi ai Comuni per la videosorveglianza e dell'istituzione della Questura a Fermo, traguardi su cui, secondo il senatore, Lega e Movimento 5 Stelle avrebbero solo incassato i risultati di un lavoro portato avanti dal Pd.

Un'altra cosa che Verducci non ha assolutamente gradito è la partecipazione all'incontro con la Saltamartini di alcuni parlamentari machigiani delle due forze di governo: “A suo tempo – ricorda – decisi di non prendere parte al summit con la Bellanova per una questione di stile istituzionale. La presenza politica è infatti solo un modo di strumentalizzare il Tavolo per lo Sviluppo, che non è di nessuno ma solo dei cittadini fermani”.

 

Insomma, attorno a uno dei obiettivi più importanti per l'economia del territorio divampa la polemica, in attesa che, si spera in brevissimo tempo, possa davvero arrivare questa firma che le aziende del Fermano aspettano con ansia.

 

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Data pubblicazione : 24/11/2018 16:20
Scritto da : Andrea Pedonesi
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