Politica
Sequestro del triennio dell'Iti, duro affondo di Fermo Forte contro la Canigola: "Se non è in grado di conciliare i due incarichi rimetta il mandato provinciale"

Si è riunito d'urgenza il direttivo di Fermo Forte, coordinato da Maurizio Laurenzi e alla presenza del capogruppo Alessandro Bargoni, al seguito del sequestro della sede del triennio dell'ITI-Montani, disposto dalla Procura di Fermo per il cedimento del tetto del 14 maggio scorso.

Sequestro del triennio dell'Iti, duro affondo di Fermo Forte contro la Canigola:

Il direttivo esprime in merito le seguenti osservazioni:


1) La provincia di Fermo ha dimostrato tutta la sua insufficienza non svolgendo i controlli e i dovuti sopralluoghi dopo i primi interventi post-sisma: di conseguenza sono mancati i lavorii edilizi necessari al mantenimento in efficienza dello storico edificio scolastico.
L’insufficienza dell’attività della Provincia ha coperto di ridicolo tutta la cittadinanza, che ha visto una delle più antiche scuole d’Italia sequestrata anche a causa della poca attività degli stessi amministratori provinciali.


2) La politica scolastica provinciale è senza una programmazione coerente, tutta intesa a dislocare fuori dal centro storico le scuole secondarie fermane, motivando la mancata attività di manutenzione con la necessità di maggiori fondi economici: in realtà, nel caso dell’ ITI Montani è mancato un efficace controllo da parte degli uffici tecnici della Provincia, un'attività a costo zero che comunque non è stata fatta a sufficienza.
Fermo Forte si domanda cosa facciano gli uffici della Provincia e a cosa servano se non monitorano costantemente gli edifici scolastici dopo il sisma del 2016.


3) La Presidente della Provincia, nonché Sindaco di Monte Urano, se non è in grado di svolgere entrambi i ruoli prenda atto della sua insufficienza politica e rimetta il mandato nelle mani del Sindaco del Capoluogo.

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Data pubblicazione : 02/12/2018 10:23
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
8 commenti presenti
  • Franca

    06-12-2018 16:34 - #8
    Egregio Crossa, chiunque lei sia, la ringrazio della lezione di storia, ma non fa che confermare quanto già si è detto: le chiacchiere stanno a zero, l'edificio del liceo classico è sicuro, dato che, oltre all'evidenza storica, esiste una perizia accuratissima fatta da tecnici di prestigio, che ha preso in considerazione ogni aspetto dell'edificio, passato, presente e futuro, indicando anche i miglioramenti possibili con poco dispendio di risorse della comunità. Per quanto riguarda il fatto che un edificio storico meraviglioso come palazzo Euffreducci sia o meno adatto ad ospitare studi classici, ad accogliere una preziosissima biblioteca antica, a favorire il contatto con la bellezza di Fermo , favorendo altresì l'integrazione degli studenti con la città e permettendo una possibilità di socializzazione impossibile in periferia , beh, si tratta di sensibilità e cultura: non tutti ne siamo dotati in ugual misura. Infine, riferirsi ad un errore enorme come quello di scampagnare gli altri istituti fermani, di cui hanno pagato e pagano ancora le conseguenze gli studenti, le famiglie e tutta Fermo, francamente lascia senza parole. Si legga in proposito cosa ne pensa il senatore Cisbani, che considera la deportazione attuata decenni fa molto negativa. Poi, ognuno la pensa come vuole, su dove sia meglio viva una scuola, è noto che molte città sono già tornate indietro dopo la sbornia-mania dei campus, di cui alcuni rimasti abbandonati al degrado, e credo siano ammessi pareri diversi in democrazia, ma carta canta e chiacchierare senza competenze ( come ammesso da lei stesso ) non serve a molto. Trascurando anche molti altri aspetti ben noti a chi conosce leggermente più a fondo la questione, come il fatto che il liceo classico, composto anche dalle sezioni delle scienze umane, con molti insegnanti in comune, sarebbe dislocato in due luoghi lontanissimi con la nuova costruzione e altre cosucce che ora non mi sembra il caso di esaminare, ma che pure hanno un valore per chi ama Fermo e la sua tradizione di città di scuole.( Proprio ieri sono capitata nel palazzo della provincia, che ospita la povera Betti, ugualmente abbandonata a se stessa dal sindaco che ha mirato pure lui ad arraffare finanziamenti cementificanti piuttosto che sistemarla. Palazzo che ospita anche artistico e geometri, anonimo e freddo, anche se soffocante per parecchi mesi l'anno .Ebbene, già, dopo pochi anni, si nota l'incuria dei muri scrostati, i tubi arrugginiti, per non parlare della mancanza di un parcheggio adeguato, coi ragazzi ammassati sull'asfalto, senza possibilità di una passeggiata non pericolosa e ecologica, ecc ecc : voglio dire, non è tutto oro quel che luccica, tutti gli edifici hanno bisogno di manutenzione e quelli storici hanno una marcia in più,rispetto a bellezza e solidità e vivibilità insieme. soprattutto se costantemente monitorati e seguiti nei secoli.
  • Arberto Crossa

    05-12-2018 17:03 - #7
    Sarebbe troppo facile rispondere alla sig.ra Franca o a chi si nasconde dietro questo pseudonimo ma per evitare fraintendimenti mi attengo ai fatti di oggi e di ieri. Il palazzo oggi sede del Liceo classico è un palazzo fortificato che la nobile famiglia Euffreducci fece erigere qualche secolo fa e il più blasonato proprietario fu Olivierotto da Fermo che poi conquistò Fermo. Il palazzo passò in mano ai Gesuiti che lo utilizzarono come convento e ne ampliarono le fattezze con nuovi volumi. Dopo la seconda guerra mondiale, per ovvi motivi di necessità, fu destinato a liceo. Quindi un immobile nato come abitazione/fortificazione, poi trasformato in convento ed infine a liceo. E’ ovvio ed evidente anche ad un bambino che un conto oggi è costruire una struttura adeguata e nata come scuola altro conto adattare l’esistente. Primo non sappiamo nel corso dei vari interventi come essi sono stati eseguiti, specialmente quelli dopo l’ultima guerra che, per far presto, si usava di tutto con ovvie carenze anche dal punto di vista strutturale (demolizioni, ricostruzioni, materiali eterogenei ecc) . Seconda problematica che occorre porsi, oggi una scuola così strutturata è adeguata alla didattica moderna ? Serietà vuole che le strutture e la rivitalizzazione dei Centri Storici non passa solo attraverso l’utilizzo dei palazzi storici destinandoli a scuole ma anche attraverso il loro riutilizzo per fini istituzionali e sociali. Se così non fosse perché allora, negli anni passati sono state portate fuori dal Centro Storico di Fermo le scuole di Geometri, Ragioneria, Liceo Classico, IPSIA, Leonardo da Vinci, ? Semplice perché avevano bisogno di aule, spazi, palestre e molto altro che i vecchi palazzi non erano più in grado di fornire. Se si continua a dire che tutti quelli che vogliono le scuole fuori dal Centro storico sono insensibili non abbiamo capito dove va il mondo. Nessuno vieta di utilizzare quei palazzi per altri fini e sicuramente molto più attinenti alla rivitalizzazione del Centro Storico. Occorre però per questo che la politica abbia idee chiare. Certo non è con Calcinaro e/o la Canigola che possiamo andare molto lontano. Hanno paura pure della loro ombra e ogni decisione diventa un’ansia ingovernabile per tutti. Roba da crisi isteriche. Infine vorrei porre l’attenzione su un problema. Quando si afferma che alcune strutture sono supersicure occorre guardare l’insieme delle problematiche della sicurezza e non solo una o quella che più fa comodo. Se non sbaglio per il Liceo Classico esiste una perizia tecnica di un libero professionista che attestava che l’immobile presentava delle problematicità ora che tutto questo sia smentito mi pare dubbio sia per il rispetto del professionista che per informazioni non certo chiare. Insomma io che non sono un tecnico mi guardo bene dal fare e dare certezze rispetto ai molti che invece pontificano da questo sito su argomenti squisitamente tecnici. Un po più di attenzione non guasta. Basta guardare cosa è successo all’ITI con il crollo del tetto e lo sfilamento delle travi, cosa del tutto imprevedibile e ripetibile anche con scosse non intense ! Insomma come la vogliamo girare a mio giudizio i sei milioni di euro per una nuova scuola non sono spesi male, anzi è una occasione unica ed irripetibile per avere finalmente scuole moderne in questa città. I palazzi storici possono, tranquillamente, essere usati per la provincia di Fermo e quegli spazi, oggi, utilizzati (improduttivamente) restituiti alla didattica. Che poi occorre affidare i progetti per le nuove scuole a persone qualificate e preparate, avere una politica e politici seri e capaci siamo tutti in sintonia ma per il resto occorre pensare al futuro anche guardando al passato senza però restarne prigionieri.
  • Franca

    05-12-2018 00:59 - #6
    Crossa,sono d'accordo con la totale inadeguatezza di questa Provincia, ma lo sono , in riferimento alle scuole, per il motivo del tutto opposto al suo, dato che la burocrate ,non fermana, eletta tra politici locali, come lo stesso consiglio, si è dimostrata totalmente inadeguata a gestire l'emergenza post-terremoto, alzando polveroni, dicendo mezze parole, non prendendo posizione, tentennando qua e là ridicolmente. Non c'è un motivo al mondo per cui, come dice benissimo osservatore fermano in altro post, le scuole di Fermo debbano essere smantellate e non , invece, messe in sicurezza. Per quanto riguarda il liceo classico, per cui si sono sottratti alla comunità 6 milioni di euro per l'inutile rifacimento di una scuola agibile e solidissima, abbiamo un indice di vulnerabilità sismica perfettamente a norma. Non è che il primo che si alza si improvvisa ingegnere : c'è uno studio accuratissimo , fatto da professionisti, che attesta la enorme sicurezza del liceo classico storico. E basta passare davanti a quell'edificio che si erge da centinaia e centinaia d'anni per vederne la solidità e maestosità.Per cui, Crossa, demente sarà lei( per usare il suo stesso tatto e la sua stessa educazione) che vuole affossare scuole storiche, uniche e irripetibili, che fanno Fermo, che sono Fermo , per di più cementificando a iosa, inutilmente.
  • alberto

    04-12-2018 18:47 - #5
    L'unica verità è che è caduto il tetto in un'aula scolastica e ci poteva essere una strage, non parliamo di un fienile in campagna. Punto.
  • cittadini abituati a subire scandali inaccettabili

    04-12-2018 17:39 - #4
    ora arriva il sequestro. per mesi gli studenti hanno frequentato aule non sicure rischiando grosso per andare a scuola. questo è da paese del quarto mondo. ma tanto la gente ha assorbito il amnrra che il problema in italia sono i migranti... intanto crollano le città la sanità è allo sbando e i figli vanno a scuola e rischiano la vita... non è colpa solo della politica spesso criminale..
  • l'osservatore fermano

    04-12-2018 16:21 - #3
    Ho letto che l'aula in oggetto è parte integrante della chiesa di S.Agostino, costruita circa 500 anni or sono. Ho anche letto che la sola suddetta Chiesa é subito stata messa in sicurezza,mentre per le due aule adiacenti e facenti parte del complesso si é effettuato un sopralluogo evidentemente rassicurante; le strutture portanti dell'aula (muri laterali ecc.) non hanno subito lesioni e la cronaca ci racconta che un paio di mesi dopo le prime due scosse c'è ne è stata una nuova di circa 3 gradi richter. Le travi che sorreggevano le capriate non si sono rotte ma per quello che ipotizziamo e letto e visto sulle foto, si sono sfilate dalle loro sedi di appoggio visto che erano adiacenti alla Chiesa messa in sicurezza e pertanto irrigidita . Tirando le somme è chiaro che il complesso ITIS Montani potrà ancora essere utilizzato dalle generazioni future purchè non ci si limiti a interventi tampone , bensì a ripristinare, utilizzando le nuove tecnologie e materiali, i tetti delle aule con i soffitti in camorcanna. Si rinforzerebbero anche le strutture dell'edificio e sarebbe anche possibile renderlo antisismico. Le foto che il drone cci ha messo a disposizione evidenziano quanto sopra scritto. Il parere e la descrizione dei possibili lavori da parte degli esperti relativamente alla messa in sicurezza antisismica sarebbe molto interessante per tutti noi Cittadini.Abbiamo visto il cantiere attivo per molti mesi per il rifacimento dei tetti, e allora? Le foto nell'articolo non evidenziano rotture delle travi portanti e nessuno ne ha parlato; sembra quasi che siano fuoriuscite dal loro vano di appoggio. Se continuiamo di questo passo la nostra Fermo da Citta' degli Studi e della Cultura si trasformerà in un territorio cementificato. A cosa servono le innovazioni,i nuovi materiali,le nuove tecnologie,tutti gli Architetti e Ingegneri se non si riesce a rendere sicuro il Complesso ITIS, visto che i soldi e tanti ci sono? Sembra che chi di dovere non voglia assumersi responsabilità. La Ugo Betti verrà trasformata in ostello, per essere ricostruita fuori dalle mura cittadine,in campagna, Il liceo Classico è sempre sotto la lente di ingrandimento nonostante le acclarate certezze sulla sua sicurezza. Possiamo concludere col dire che quello che non é riuscito a fare il terremoto potè la Politica con i suoi ritardi e capo chino alla burocrazia? Dove sono TUTTI i politiici locali? Sono un "datato" ex alunno, ho fatto conoscere l'ITIS in tutto il mondo e come altre decine di migliaia di ex alunni vorrei parlare ancora con orgoglio della nostra scuola tuttora tra le migliori in Italia. Un grazie alla Preside Bonanni per la sua tenacia ,ovviamente affermando che la sicurezza viene prima di tutto, e per quel che mi riguarda e può valere ha e avrà tutto il mio appoggio.
  • a prescindere

    03-12-2018 11:58 - #2
    non mi interessa chi siano i firmatari di questo documento ma lo condivido in toto, il crollo del tetto del Montani è una vergogna per tutti i fermani. Se vi è un sequestro dell'intero triennio, come sembra da altri articoli, per motivi di sicurezza vi sembra cosa da poco?
  • Arberto Crossa

    02-12-2018 14:47 - #1
    Mi pare che ci sia troppa disinvoltura a passare da Forza Italia a Fermo Forte da parte di questi due simpatici mattacchioni che rispondono al nome, anzi cognome, di Laurenzi e Bargoni. Mattacchioni in tutti i sensi perché grazie al loro appoggio “esterno” la giunta Calcinaro ancora sopravvive. Siamo alla vigilia di prove tecniche di inciuci per poter ancora tornare a sperare di contare qualcosina. Il nome, Fermo Forte, appare troppo altisonante per i contenuti politici che i partecipanti possono offrire. Più una “marchetta “ politica che una reale necessità di una nuova formazione che non offre novità ma solo il solco del misero consenso politico. Pace sia. Entriamo nel merito della loro disquisizione. Dimenticano, i due ex o anche attuali Forzaitalioti, che come ex compagni di merende di Renzi hanno condiviso la politica scellerata di Renzi, Del Rio e C. di relegare le Provincie ad effimeri sistemi di democrazia indiretta e inutili enti senza più risorse e che, oggi, stentano pure a pagare gli stipendi ai propri impiegati, figuriamoci a garantire la sicurezza, la programmazione e gli interventi nei plessi scolastici. Insomma una agonia politica delle provincie scientificamente voluta da Renzi, dal PD e da tutte le forze che hanno condiviso tale scelte tra cui Forza Italia da cui derivano i “lor signori” in immagine raffigurati. Il risultato di tali scelte è sotto gli occhi di tutti. Un presidente della Provincia politicamente e totalmente inadatto. Consiglieri auto votati. Ragazzotti che di politica non capiscono una “pippa” ma con una grande presunzione di apparire e sperare di contare sempre una “pippa”. Questa è l’Italia che avete pensato voi di Forza Italia e del PD. Altro che innovatori !!! Le scuole in generale sono un colabrodo. Pensare ancora di collocarle nei Centri Storici è da dementi. Occorrono ingenti finanziamenti per renderle sicure, energicamente compatibili, idonee ad una didattica innovativa e sicuramente più attinente alle sfide future. Un dato è certo la Provincia non ha una classe politica idonea ad affrontare le sfide future. La “nuova formazione politica” Fermo Forte è solo un “Amarcord” di vecchie facce, per carità “simpatici e goliardici” vecchietti che non possono offrire e strappare nulla di più in campo politico di un sorriso affettuoso!
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