Politica
Edison. “Singolare che un assessore al bilancio non sa quali cifre il comune deve incassare dal maggior contribuente privato del paese”: Felicioni risponde alla Ferracuti

"È abbastanza singolare che un assessore al bilancio dichiari di non sapere quali cifre il comune deve incassare dal maggior contribuente privato del paese. Le modifiche normative cui si fa riferimento e la giurisprudenza di legittimità, che hanno consentito l’accordo con la Edison spa, sono più che sufficienti per determinare l’IMU dovuta dalla società petrolifera anche per gli anni successivi al 2015, dei quali almeno due sono già trascorsi e accertabili” a rispondere alla replica dell'Assessore al Bilancio elpidiense Emanuela Ferracuti al consigliere di Fratelli d'Italia Giorgio Marcotulli è il capogruppo del Laboratorio Civico elpiense Alessandro Felicioni.

Edison. “Singolare che un assessore al bilancio non sa quali cifre il comune deve incassare dal maggior contribuente privato del paese”: Felicioni risponde alla Ferracuti

“L’imposta riconosciuta dalla Edison spa per il 2015 è pari a circa 370 mila euro ed è stata determinata sulla base dei valori contabili dei manufatti pacificamente assoggettati a tassazione. Abbiamo il valore dei beni così come comunicato dalla Edison, sappiamo quali di questi beni possono essere considerati imponibili, non comprendiamo quale sia il problema per determinare l’imposta annuale – si domanda Felicioni -. Il problema, semmai, è a monte. La Edison, solo alcuni mesi fa, ha ottenuto da parte della commissione regionale la possibilità di non pagare fino alla conclusione del contenzioso.”

 

“Dopo tale parziale successo ha invece acconsentito a un accordo con il comune andando a definire puntualmente il dovuto sulla base delle pronunce giurisprudenziali e della normativa di riferimento. Segno evidente di una scelta strategica del colosso petrolifero di chiudere i contenziosi, come in effetti sta accadendo in tutta Italia – spiega il capogruppo del Laboratorio Civico -. Allora perché non approfittarne? Perché non inserire nell’accordo un riconoscimento, da parte di Edison, della base imponibile utilizzata per la definizione da applicare anche al futuro, fatte salve modifiche normative? Perché non chiedere di accatastare i manufatti e dar loro una rendita sulla quale calcolare, pacificamente, l’imposta? Queste sono scelte politiche e interventi che avremmo apprezzato da parte dell’assessore competente; l’accordo è frutto della tenacia dei dirigenti del comune e, soprattutto, dalla volontà di Edison senza la quale nulla si sarebbe fatto, come dimostrato dai quindici anni in cui ci hanno tenuto sotto scacco.”

 

“Sugli incassi, poi – continua Felicioni -, si continua a non dire che le somme introitate non sono 4,3 milioni ma solo 2,3, visto che due milioni erano già stati versati in precedenza. Non si dice che ci sono le spese legali, restate a carico del comune. Non si dice nemmeno che l’accordo porta con sé una differenza di circa 30 mila euro da versare alla Assoservizi, società che all’epoca operò la consulenza anche e soprattutto per la valutazione dei manufatti. Assoservizi che ha già incassato più di 600 mila euro! Anche qui, se è vero come è vero che l’accordo è basato sui valori contabili dei manufatti, appare chiaro che la necessità della consulenza di Assoservizi viene del tutto ridimensionata, visto che la base imponibile determinata con l’ausilio della società di servizi, non è servita a nulla. Questo dovrebbe costituire un argomento più che valido per stralciare almeno il saldo di trenta mila euro richiesto se non, addirittura, per ridimensionare anche quanto già versato.”

 

“Insomma, al di là di tutto, i fatti oggettivi sono che i primi due contribuenti IMU di Porto Sant’Elpidio (Edison e FIM) regolarmente e beatamente non pagano il dovuto per circa 500 mila euro all’anno. Al primo, poi, in verità non sapremmo nemmeno quanto chiedere – conclude il Laboratorio Civico -. Quanto poi all’utilizzo delle somme incassate non crediamo si ponga il problema perché le stesse servono, sostanzialmente, a puntellare il bilancio. Se il conto corrente a fine anno non sarà superiore a 2,3 milioni di euro significherà che, in prima battuta, le somme sono servite per non avere un saldo di cassa negativo con conseguenze devastanti per l’intera gestione.”

Letture:1336
Data pubblicazione : 07/01/2019 15:11
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications