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Fermo. Oggi si riunisce il consiglio comunale, al voto la delibera sulla conversione in abitazione degli annessi agricoli: alcuni consiglieri di minoranza annunciano l'uscita dall'aula

"Oggi il Consiglio Comunale tornerà a votare la nota delibera legata alla conversione in abitazione degli accessori agricoli, modificata nella sua parte più importante. La maggioranza ha cambiato idea ed ha deciso di cambiare la delibera salvando i furbi". Torna a riunirsi oggi il Consiglio comunale della città di Fermo e alcuni dei consiglieri di opposizione (Marco Mochi, Mirko Temperini, Sonia Marrozzini, Massimo Rossi, Giulia Torresi e Pasquale Zacheo) attaccano già la maggioranza su uno dei punti all'ordine del giorno

Fermo. Oggi si riunisce il consiglio comunale, al voto la delibera sulla conversione in abitazione degli annessi agricoli: alcuni consiglieri di minoranza annunciano l'uscita dall'aula

"La delibera infatti, già passata in Consiglio nel 2016 ed approvata all'unanimità, prevedeva il divieto definitivo della possibilità di trasformare gli annessi agricoli in abitazioni se realizzati dopo l'approvazione del Piano Regolatore del 2006 - ricordano i consiglieri -. Intento principale del documento era quello di salvare il paesaggio da nuovi scempi edilizi sui crinali delle nostre stupende colline e inoltre di salvaguardare le casse comunali dalle successive richieste di servizi da parte di chi, dopo aver costruito la propria abitazione in area agricola, avrebbe anche avuto il diritto di richiedere utenze e servizi da parte del Comune".


"Oggi si voterà per concedere, a chi tra il 2006 e il 2016 ha costruito un annesso agricolo pur non avendo nessun interesse di fare impresa agricola, la possibilità di cambiarne la destinazione d'uso e farsi una bella villa in campagna - si legge ancora nella nota -. Il risultato sarà che il cittadino onesto, che ha comprato casa in zona residenziale e vorrebbe venderla, in una città dove nessuno riesce a vendere casa, può contare su di una amministrazione che decide di svalutare il valore degli immobili esistenti modificando i permessi nella zona di San Michele terra dando la possibilità di edificare ulteriori abitazioni e ora fa un passo nella direzione di tutelare chi, in maniera consapevole, ha già realizzato una casa in campagna, facendola passare per annesso agricolo, sicuro che poi un giorno avrebbe potuto cambiarne la destinazione d'uso".


"Cosa dobbiamo credere? - si domandano i consiglieri -. Che la maggioranza nel 2016 non ha letto o non ha saputo leggere quanto ha votato? E quindi che sono stati incapaci? Oppure che cambiano atteggiamento al primo intervento di chi ha un interesse? E quindi che non è l'interesse collettivo che difendono ma quello di pochi?
Diranno che l'ufficio legale del Comune ha ravvisato la possibilità di ricorsi. Ma l'amministrazione comunale, al di la del parere legale, prendendo atto dell'eccessiva urbanizzazione delle campagne, avrebbe potuto adottare una nuova variante volta ad impedire definitivamente il cambio di destinazione degli accessori agricoli, "tagliando così la testa al toro". Non ci sono pertanto attenuanti per questo comportamento, vantaggioso per pochi e molto dannoso per il bene comune.
questa amministrazione, che ha il dovere di controllare gli annessi agricoli costruiti, in realtà non è stata capace di vedere che tanti hanno già costruito delle case e certo non per permettere a trattori e zappe di godere della vista dei Sibillini".


"La verità è che siamo di fronte all'ennesima mancanza di coraggio dell'amministrazione nelle questioni urbanistiche - è l'accusa -. Eppure la maggioranza compatta aveva deciso di fare un importante passo avanti nella difesa del territorio e aveva votato nel 2016 un documento che aveva il merito di restringere l'applicazione della legge regionale promuovendo un testo nuovo e coraggioso per evitare case e ville li, dove deve esserci verde e rispetto dell'ambiente.
Noi non avvalleremo questo cambio di rotta. Noi non parteciperemo a questo ennesimo atto contrario al bene comune. Stavolta ad essere assenti saremo noi e non assisteremo all'ennesimo plebiscito di una maggioranza inconsapevole di ciò che sta votando.
Ci auguriamo che il Natale porti ai consiglieri di maggioranza la dote dell'analisi delle delibere che votano perché il futuro di questa città, spente le luci delle feste, brilli di competenza e buona fede".

Letture:1970
Data pubblicazione : 18/12/2018 09:23
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
15 commenti presenti
  • Paolo

    22-12-2018 22:04 - #15
    La delibera andava approvata, bisognava aiutare il consigliere di maggioranza che ha trasformato una rimessa attrezzi in villetta.
  • adriano

    20-12-2018 12:15 - #14
    gentile sig.ra Giusy, alle sue semplici domande, rispondo in modo altrettanto semplice: 1) se sono stati costruiti una ventina di accessori dopo il 2016, evidentemente ciò è avvenuto perchè sono state rispettate le particolari condizioni previste dalla legge a cui lei si riferisce. 2) che le opere di urbanizzazione, se non esistono, debbano essere realizzate a carico dei privati, non lo dico io ma gli art. 3 e 58 delle norme tecniche di attuazione. 3) Parlare delle abnormi previsioni del Piano Regolatore non è un modo per spostare il tema, al contrario è proprio il voler parlare soltanto di questi venti piccoli edifici esistenti ritengo sia un modo per sviare l'attenzione dalle vere aggressioni al territorio rappresentate da queste scellerate previsioni urbanistiche. 4) io non chiedo di usufruire di privilegi particolari, chiedo soltanto che quello che è previsto e consentito dalle leggi vigenti venga rispettato senza che qualcuno, animato esclusivamente di spirito punitivo, cerchi illegittimamente di impedirlo.
  • Giusy

    19-12-2018 23:11 - #13
    C'è molta confusione sotto il cielo di Fermo e, nella materia aimè difficilissima che è l'urbanistica e l'edilizia che non sono la stessa identica cosa. Il sig. Adriano probabilmente parte in causa parla di piccoli venti accessori costruiti dopo il 2006. Domanda banale come è stato possibile costruirli visto che c'è una legge che lo vieta se non ci sono particolari condizioni ? Servono alla conduzione di fondi agricoli o di piccoli appezzamenti di terreno ? Come fa a dire Adriano che le opere di urbanizzazione sono a carico del privato quando i cambi d'uso pagano gli oneri di urbanizzazione e non è detto, anzi sicuramente il contrario, che tali soldi vengano utilizzati per creare fognature, strade, pubblica illuminazione ecc. ? Non è per caso che si confonde la zona agricola con la zone edificabili ? Adriano ha ragione guardiamo tutto il PRG ma questa purtroppo è una vecchia storia che risale al 2000 quando una sciagurata amministrazione prima e quella successiva dopo decisero che Fermo potesse diventare una piccola Parigi con previsioni urbanistiche ben più consistenti del necessario, ma questa è un'altra storia. Non verrei come fa Adriano spostare il tema tra chi ben sapendo di aver fatto una scelta chiara di acquistare un pezzo di terreno per costruire un accessorio oggi ne rivendichi la possibilità di farne un uso diverso magari abitativo, rispetto a chi spende magari 200/300 mila euro per comprarsi un appartamento in zona edificabile. Signor Adriano con tutto il rispetto non rivendichi una cosa ingiusta e fatta per pochi insultando gli altri perché così facendo non solo dimostra di non conoscere la materia,come credo che sia leggendo i suoi post, ma si trova nella condizione peggiore di non poter vantare un suo diritto che diritto non è visto che riguarda solo poche persone e che anzi lascia supporre che tutta l'operazione possa essere in qualche modo viziata all'origine da persone che forse in modo scorretto le hanno garantito cose che non potevano essere mantenute. Sta a Lei decidere. O essere uno dei pochi privilegiati o trovare conforto "incazzandosi" con chi non ha potuto mantenere le promesse.
  • Antonio

    19-12-2018 19:11 - #12
    caro Adriano non so chi tu sia, un ingegnere, un architetto (spero di no)..o un semplice supporter che scrive dietro dettatura. Non entro nel merito della questione perchè temo sia tempo perso, viste le decine e decine di m...... che hai scritto, il buon Franco e altri ci hanno provato ma dubito della riuscita. Ti prego a nome di chi mastica un pochino questa materia, fermati qui.
  • Fabio

    19-12-2018 18:42 - #11
    Adriano mi costringi ad essere piu' chiaro perche' vai fuori strada, lungo la valle delle Moie hanno costruito senza essere coltivatori terrieri, impiegati comunali degli stupendi accessori agricoli trasformati in abitazioni o villette, forse regolarmente, forse no, forse sono abusivi forse condonati o forse soltanto molto furbi. Chi doveva controllare, ha controllato? Bo? Chiudiamola qui.
  • adriano

    19-12-2018 18:14 - #10
    sig. Franco, in quale parte dei miei interventi le risulta che io abbia messo in discussione o criticato i principi ed i vincoli della Legge regionale n.13 ? Vincoli che ritengo validi, opportuni e assolutamente da rispettare. Mi sembra che lei faccia un pò di confusione. Con la Delibera consiliare in discussione non si voleva affatto sminuire o eliminare tali vincoli, al contrario li si voleva aumentare drasticamente, vietando il cambio di destinazione degli accessori anche nei casi in cui la Legge 13, l'avesse consentito. Su tale volontà nulla da eccepire, l'unico errore commesso è stato quello di voler rendere tale divieto retroattivo a partire dal 2006. Su questo punto, chiaramente illegittimo, l'amministrazione ha dovuto fare retromarcia ed ha approvato una delibera nella quale ha mantenuto in ogni caso il divieto per tutte le nuove costruzioni. Si tranquillizzi pertanto, per il futuro il problema non sussiste più, mentre per il passato, i proprietari degli edifici esistenti che volessero effettuare un cambio di destinazione, continueranno a sottostare alle ferree regole della Legge 13 da lei cosi esaustivamente descritte. Risolto questo problema sarei curioso di conoscere la sua opinione in merito alle decine di lottizzazioni previste dal piano regolatore in campagna e delle famose zone B che prevedono l'edificazione su tutti i crinali più belli di palazzine con indici edificatori 100 volte più alti di quelli degli accessori
  • Franco

    19-12-2018 16:49 - #9
    Evviva, Fermo può vantare uno dei più grandi urbanisti della storia, il sig. Adriano che tanto sa e tanto dice in materia del costruire da lasciare "sbigottiti". Tale signore pontifica e benedice ciò che gli fa più comodo e piacere (evidente parte in causa ) senza sapere una "mazza" di cosa parla. Don Chisciotte, pur nel suo modesto intelletto (molto superiore all’Adriano di turno) ha detto cose sensate e giuste al contrario della protervia del Papa Adriano I che, a ben leggere, ha la più totale ignoranza della materia urbanistica (materia per pochi, falegnami, muratori, carpentieri o mezze cucchiare qual dir si voglia) . Nello specifico del tema la legge 13 del 1990 è chiara come la luce del sole e dice che in zona agricola è possibile la trasformazione degli accessori in abitazioni, (art.lo 6 comma 3) quando questi non siano più utilizzati per la conduzione del fondo previo parere dell'ispettorato agrario. Neppure la legge derogatoria per eccellenza la legge regionale 22/2009 all’art. 1 comma 8 e all’art. 2 comma 4 non consente il cambio di destinazione degli accessori agricolo. Quindi, normativamente, i cambi di destinazione per gli accessori agricoli sono possibili in casi del tutto specifici e dettagliati dalla norma e non generalizzati. E’ evidente che se fosse così facile come sostiene “l’urbanista Adriano” non sarebbe necessario approvare una variante urbanistica ma bensì attenersi alla normativa. Ma vi è un particolare che sfugge al nostro Dotto interlocutore. Ottenere il Permesso di realizzazione di una accessorio agricolo è soggetto a verifica da parte dell’Ispettorato agrario che deve valutare la necessari età dello stesso alle esigenze dell’azienda e la norma, proprio per questa particolare connessione con la terra da coltivare, ne prevede un obbligo di destinazione almeno decennale salvo più lunghi periodi, segno evidente che, l’immobile, è strettamente collegato alla gestione dell’azienda e conseguentemente ad una attività produttiva seria e concreta. Appare strano che chi ha avuto interesse a realizzare quell’opera per produrre in agricoltura se ne possa disfare destinandolo ad abitazione, cosa che potrebbe, invece, richiedere in maniera autonoma. Ergo che dietro queste operazioni ci siano situazioni poco chiare da verificare caso per caso dei così detti “furbetti” del quartierino . Spesso succede che chi ha realizzato tali accessori frazionino l’area per 3000/4000 mq e la vendano a terzi che poi chiedono il cambio di destinazione cosa urbanisticamente scorretta e da denuncia alla Procura della Repubblica. Comprendiamo la foga dell’neo Urbanista Adriano che probabilmente si trova tra l’incudine ed il martello e non riesce a rendere remunerativo un investimento fatto poco tempo fa ma purtroppo la realtà è questa, senza troppe disquisizioni. Spiace rilevare che anche l’Amministrazione Comunale ha assecondato tali furberie facendole proprie e giustificandole e ancora peggio normandole. Sulla strada Moje richiamata da alcuni post è l’esempio lampante di una gestione del territorio approssimativa dove si è consentito tutto in barba e senza il rispetto dalle più normali regole previste dalla vigente normativa, evidentemente le coperture erano tali e tante da far passare cose disdicevoli per cose normali. Se poi siano stati tecnici comunali, amici degli amici o Licenze rilasciate in modo truffaldino, non resta che prenderne tristemente atto rammaricandoci sul comportamento di chi, per istituto, è chiamato a far rispettare leggi. L’unica rassicurazione, però, ci deriva dal Sommo Adriano che vigila e vigilerà sulla “ottima pianificazione” messa in atto da questa amministrazione con piglio e puntiglio di chi la materia la mastica a pranzo e cena. VIVA ADRIANO !!!
  • norberto

    19-12-2018 16:27 - #8
    guardate che i fabbricati di via Moie, cosi come tutti quelli costruiti prima del 2006, non venivano toccati dai vincoli imposti con la delibera in questione, che andava a colpire soltanto una ventina di famiglie che hanno costruito dopo il 2006. Una delibera del tutto ingiusta e demagogica
  • Mahhhhhhhhhhhhhh !

    19-12-2018 16:26 - #7
    Che quanto successo in c.da Moie sia una "anomalia" è evidente solo passandoci per quella strada e tenendo gli occhi neanche tanto aperti (ma occhio alla strada). Per il resto il provvedimento è alla Don Abbondio.
  • adriano

    19-12-2018 13:57 - #6
    se ti informassi meglio prima di parlare, scopriresti che quelli costruiti in via Moie, cosi come tutti gli altri accessori realizzati prima del 2006, non venivano neanche sfiorati dai vincoli contenuti nella delibera che a te ed ai consiglieri di minoranza piace tanto. Ennesima riprova che si trattava di un'operazione puramente demagogica
  • Fabio

    19-12-2018 13:16 - #5
    Orlando perche' non dici tutto? In c.da moie hanno costruito noti impiegati comunali e e tecnici e la procura ha chiuso gli occhi come tutti.
  • ORLANDO

    19-12-2018 10:39 - #4
    Per evitare tanti battibecchi, fatevi una passeggiata in Via Moie e poi mi dite che tipo di lottizzazione c'era e che leggi si sono applicate. Osservate ed informatevi di chi sono tutte quelle case che sono nate negli ultimi 10 anni. Capireste tante cose e ......, tornando al Marchese del Grillo, vi verrà in mente la frase " io so io e voi non siete un c...."
  • adriano

    19-12-2018 10:00 - #3
    caro Don Chisciotte, forse avresti fatto meglio a far parlare Sancho Panza notoriamente più intelligente del suo cavaliere. Avresti evitato di diffamare senza motivo tutti i cittadini che hanno realizzato degli accessori dopo il 2006. Accessori che prima di essere realizzati sono stati esaminati e approvati da tutti gli uffici comunali, provinciale e regionali preposti, nel pieno rispetto di quella legge regionale 13/90 che tu citi evidentemente senza conoscerla. Per quanto riguarda il dibattito pubblico pienamente disponibile a condizione che si allarghi a tutto il Piano regolatore che prevede un'espansione edilizia per 100.000 abitanti. Questo si che mi sembra più interessante di venti capanne di 60 metri quadrati.
  • Don Chisciotte

    18-12-2018 16:43 - #2
    Caro Adriano, invece di citare l'art.lo 3 della Costituzione che nella fattispecie dell'edilizia è come parlare di mele e pere dovresti sapere nel tuo dotto intervento che ci sono norme coma la legge regionale 13/90 che consentono di trasformare anche gli annessi in abitazioni solo quando questi non sono più utili alla conduzione del fondo da parte dell'imprenditore agricolo. Mentre tu parli dei furbetti che si sono fatti un accessorio "irregolare" in zona agricola non avendone i requisiti e oggi pretendono di trasformarlo in abitazione e questa secondo te è giustizia? Allora aboliamo a L.R. 13 del 1990 e facciamo si che tutto il territorio agricolo possa essere lottizzato. Mi pare che sia la cosa più equa da fare rispetto alla equità per pochi casi da te invocata. Ti faccio una proposta rimandiamo l'approvazione e apriamo un dibattito pubblico sul tema e poi alla fine decidiamo sul da farsi.... Le tue considerazioni sono più verosimili all'idea di società del Marche del Grillo piuttosto che da un ragionamento logico!!!
  • adriano

    18-12-2018 12:01 - #1
    Con Delibera del Consiglio Comunale n.87/2016 venne adottata una Variante al PRG che vietava per sempre i cambi di destinazione d’uso degli accessori agricoli, applicando tale divieto con carattere retroattivo a partire dal 2006. Contro tale illegittimo carattere retroattivo vennero avanzate decine di osservazioni con centinaia di firme da parte di cittadini, imprenditori agricoli, ordini professionali ed associazioni di categoria. La giustezza di tali osservazioni fu riconosciuta dall’Ufficio legale del Comune e pertanto l’Ufficio tecnico predispose una Delibera di approvazione finale che, pur mantenendo il suddetto divieto per le future costruzioni, eliminava l’illegittima retroattività e che oggi, finalmente, viene portata all’approvazione del Consiglio. Contro tale giusta correzione dell’illegittimità si sono però scagliati alcuni consiglieri di minoranza con argomentazioni pretestuose e assolutamente infondate come il fatto che il Comune dovrebbe farsi carico del costo delle opere di urbanizzazione. I Consiglieri dovrebbero sapere che le norme tecniche prevedono che il costo di tali opere sia a completo carico dei privati. Risulta incomprensibile l’accanimento di tali consiglieri contro quelle famiglie che hanno costruito una ventina di piccoli edifici agricoli dopo il 2006, mentre nulla si eccepisce nei confronti: delle abnormi previsioni di nuove lottizzazioni in aree agricole inserite nel Piano Regolatore, delle centinaia di accessori realizzati prima e, soprattutto, si tace sui casali agricoli che vengono acquistati da facoltosi professionisti e trasformati in lussuose residenze di campagna con annessa piscina. Tali casali non hanno anch’essi una destinazione agricola come gli accessori ? L’art.3 della Costituzione Italiana sancisce la pari dignità e l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, conferendo loro un diritto inalienabile al pari trattamento e vietando in assoluto discriminazioni irrazionali o irragionevoli. Con la retroattività inserita nella Delibera in questione tali principi erano stati completamente disattesi, creando un irragionevole disparità di trattamento e una gravissima discriminazione, dal punto di vista socio/economico, fra chi può permettersi l’acquisto e la trasformazione in residenza di grandi casali costruiti come prevede la legge, per l’esecuzione dell’attività agricola e chi invece è proprietario soltanto di un piccolo accessorio. Per tali Consiglieri, solo i grandi immobiliaristi possono costruire lottizzazioni in campagna e solo i ricchi, che possono spendere milioni per acquistare e ristrutturare i grandi casali, hanno il diritto di mutare la destinazione d’uso degli edifici agricoli dismessi. Quei pochi invece che hanno realizzato solo un modesto accessorio dopo il 2006, nel pieno rispetto delle norme e dando fondo ai propri risparmi, anche dopo lo scadere del ragionevole vincolo decennale previsto per legge, non dovrebbero utilizzarlo in nessun altro modo. I loro figli, se questo non venisse più utilizzato per l’attività agricola, dovrebbero farlo deperire fino a che non diventi un rudere a deturpare la campagna. Speravamo che l’epoca della difesa dei privilegi e delle ingiustizie fosse finita, evidentemente ci sbagliavamo.
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