Politica
Nel 2018 -366 aziende nella nostra Provincia, Forza Italia attacca il governo nazionale: "Spinge le Marche e il Fermano nel baratro"

"Governo del Cambiamento? Sì, del cambiamento ogni quarto d’ora che sta spingendo l’Italia, le Marche e il Fermano con le sue aziende e categorie produttive nel baratro". Non usano mezzi termini i vertici politici di Forza Italia nella nostra Regione per attaccare l'operato dell'esecutivo nazionale nelle ore in cui la legge finanziaria sta per essere approvata dalla Camera dei Deputati.

Nel 2018 -366 aziende nella nostra Provincia, Forza Italia attacca il governo nazionale:

"In un anno nella nostra Provincia abbiamo perso ben 366 aziende, pari a un -1,9% rispetto al dato di fine novembre 2017 - si legge nella nota firmata dal coordinatore regionale Marcello Fiori, dal senatore Andrea Cangini e dalla coordinatrice provinciale Jessica Marcozzi -. Perse 108 aziende in agricoltura, 102 nel settore manifatturiero, oltre 50 nell'edilizia. Numeri allarmanti, ma non per il governo, sempre più solo, precario e arroccato nelle sue strampalate convinzioni assistenzialiste e stataliste. Non possiamo rimanere con le mani in mano dinanzi alle scelte scellerate di un esecutivo che non riduce affatto la pressione fiscale, che non prevede alcuna facilitazione per l’accesso al credito per le imprese, che ha dimenticato i terremotati marchigiani, che non prevede nessun investimento in infrastrutture, che tace dinanzi a una situazione economico-produttiva-sociale delle Marche che sta trascinando la nostra regione ai livelli delle peggiori economie regionali del Sud-Italia".

 

"Riempirsi la bocca con l’area di crisi complessa del distretto pelli e calzature che si rivela una scatola vuota, con pochi milioni di euro, significa scherzare con la pelle dei nostri artigiani e imprenditori - denunciano gli azzurri -. Dove sono gli accordi di programma per il territorio? Dove sono le progettualità per il rilancio, l’ammodernamento, la competitività, l’internazionalizzazione, la formazione, la lotta alla concorrenza sleale e al Made in? Le Marche meritano tutt’altro, meritano amministratori in grado di supportare e programmare la crescita aziendale e occupazionale, meritano facilitazioni e agevolazioni nell’accesso al credito per imprenditori e artigiani che ogni giorno portano avanti con dedizione, professionalità e tenacia il loro qualificato lavoro, meritano una classe politica e dirigente che sappia comprendere e interpretare le loro difficoltà fornendo soluzioni sia nell’immediato che a medio-lungo termine e infine meritano interlocutori seri nei rapporti con l’Europa, oggi decisiva fonte di risorse e fondi per la crescita e per le nostre esportazioni".   

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Data pubblicazione : 30/12/2018 14:48
Scritto da : Redazione
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