P. A.
Simulazioni tra alluvioni e terremoti: il lavoro della Protezione Civile di Fermo

Un pomeriggio con i volontari del gruppo comunale del capoluogo, guidati da Francesco Lusek. A maggio l'arrivo di Robert Triozzi, Comandante dello United Nations Fire Rescue Development Programme

Simulazioni tra alluvioni e terremoti: il lavoro della Protezione Civile di Fermo

Mentre camminiamo con Francesco Lusek ai margini del laghetto di San Marco, i volontari del gruppo comunale della Protezione Civile di Fermo - del quale è responsabile - continuano ad esercitarsi. C'è chi infila una muta, chi verifica l'integrità di un gommone prima di entrare in acqua, chi lavora sull'idrovora, chi si avvicina all'area della prova macerie e anche chi indossa i dispositivi di protezione prima di iniziare il taglio dei tronchi.

E' l'occasione, per noi, di iniziare un viaggio dentro le realtà operative del territorio provinciale, non soltanto in ambito di Protezione Civile. Un racconto, in varie puntate, su come è strutturato l'intero sistema di prevenzione, di controllo e di intervento del quale, troppo spesso, ci ricordiamo soltanto di fronte ad eventi drammatici.

 

LE SIMULAZIONI

“In questa situazione - spiega Lusek - simuliamo l'utilizzo di tutte le attrezzature che abbiamo a disposizione, a partire dal Centro di Coordinamento Mobile allestito su tenda e dotato di tutte le strumentazioni tecnologiche per coordinare le operazioni. C'è la squadra di soccorso alluvionale, attrezzata con gommone e mute per il recupero. C'è quella che si occupa delle idrovore per aspirare acqua. C'è la squadra per la ricerca di eventuali superstiti o vittime da crolli, dotata di strumentazioni particolari. E quella addetta al taglio di materiali vari. L'esercitazione si svolge dalle 9 alle 16, con una pausa pranzo di mezzora, ed è un tipo di prova che viene fatto una volta al mese. E' una sorta di plenaria, chiamiamola così, che permette a tutti di ruotare e provare quanto già sperimentato nei corsi e di mantenersi pronti.

Le postazioni sono sempre le stesse, ogni ora e mezza le squadre cambiano punto e chi conosce il sistema rinfresca la propria preparazione, chi è nuovo ha modo di sperimentare e scegliere poi quello che fare in futuro. Abbiamo avuto 5 nuovi volontari alla prima esercitazione, volontari che poi sceglieranno il proprio percorso specifico. In organico abbiamo anche 2 ragazzi del Servizio Civile, assegnati tramite il programma Garanzia Giovani e che selezioniamo in base alle professionalità che hanno. Entro la fine di questo mese termineranno il loro incarico, poi ne arriveranno altri due”.

 

LE ALTRE ESERCITAZIONI

“Facciamo anche esercitazioni con altri gruppi per specializzazioni particolari. Ci chiamano a volte per simulazioni nella ricerca di dispersi, altre volte per il soccorso in acqua oppure per l'utilizzo delle idrovore. Ottimo è il nostro rapporto con Ascoli Piceno, una realtà con la quale si dialoga molto e si lavora insieme. Sabato 7 maggio, proprio con loro, faremo un'intervento reale di prevenzione nella Valdaso, nella zona tra Montalto e Monterinaldo, operando in supporto a quei Comuni per mettere in sicurezza alcune zone a rischio. Successivamente, con data e luogo ancora da definire, ci sarà un'altra esercitazione che vedrà la presenza del nostro gruppo, di quello di Ascoli e quello di San Benedetto del Tronto”.

 

LA PROVINCIA CHE NON C'È

“C'è sempre la Regione che fa da collante, ma la Provincia è difficile da sostituire. L'organismo intermedio è fondamentale, soprattutto per il nostro settore. Rimane sì la Prefettura, sempre preziosa e collaborativa, ma occorrerà trovare una nuova forma di coordinamento provinciale altrettanto efficace come avvenuto in passato”.

 

GLI ISTRUTTORI

“Ci sono referenti professionali in ogni comparto, come l'Assessore di Fermo Ingrid Luciani, istruttore già da prima di entrare in Giunta. E' molto esperta, ha fatto missioni all'estero con l'Esercito e oggi tiene corsi di logistica ai volontari.

Poi c'è anche Franco Capancioni, capo dei Vigili del Fuoco in pensione, con un'esperienza trentennale di soccorso. E' una persona con attitudini caratteriali speciali, unite ad una solida formazione. Ai ragazzi piace molto il suo modo di fare e così si ottengono importanti risultati”.

“Sono andato in pensione nel 2009 dopo 35 anni di servizio - ci spiega Capancioni - e quando Francesco mi ha proposto questo ruolo ho accettato subito. Qui c'è la possibilità di portare esperienza a questi ragazzi e lo faccio molto volentieri consapevole della delicatezza di un settore come questo”.

“Su 48 persone del nostro gruppo - prosegue Lusek - abbiamo 8 formatori e 4 istruttori per l'utilizzo delle attrezzate, per un totale di 12. Questo gruppo istruttori ci viene anche richiesto fuori da qui. Siamo anche stati a Malta per un addestramento tra esperti europei nella ricerca sotto macerie. Siamo andati io e Renato Pelacani, il ragazzo fermano che nel 2009 è stato salvato nel crollo della Casa dello Studente a L'Aquila. In quella situazione l'ho visto mentre lo tiravano fuori, perchè lavorano in un altro punto. Ho memorizzato la figura di questo ragazzone, ma non sapevo che fosse di Fermo. E' passato del tempo, io ho iniziato il mio lavoro con il Comune e lui, dopo un anno, si è iscritto come volontario. All'inizio non mi ha detto nulla, poi dopo qualche mese parlando tra noi è tornata fuori quella drammatica esperienza. Da lì abbiamo abbinato l'esperienza del soccorritore all'esperienza della vittima, creando un percorso formativo che ci viene richiesto da molte parti, come è successo a Malta davanti ad esperti provenienti da Gran Bretagna, Portogallo e Grecia”.

 

I NUMERI

“In totale oggi si sono esercitati circa 40 volontari, la quasi totalità del gruppo che, come detto, è composto da 48 unità. Siamo passati da una decina di persone 6 anni fa a oggi che siamo arrivati a quasi 50, con una crescita di quasi 10 unità annue. Puntiamo a fare di più, anche perchè l'idea condivisa dall'Amministrazione comunale è che avendo più risorse umane si possano iniziare a creare dei presidi distaccati, oltre alla sede centrale, ad esempio in località come Torre di Palme e Lido di Fermo. Dovremmo avere almeno una decina di persone per ogni area territoriale per garantire un'operatività ottimale e con l'idea di dislocare attrezzature in quei punti, anche per essere più tempestivi”.

 

LE RISORSE

“Al nostro servizio questa Amministrazione comunale destina risorse, variabili tra i 6.000 e i 10.000 euro annui, che non vanno solo per utilizzo delle attrezzature ma anche per riparazioni meccaniche, carburante, manutenzione della sala operativa, acquisto nuovi apparati, spese per energia elettrica, riscaldamento ed altro ancora. Va detto che i Comuni sono soli perchè non hanno più risorse e, non essendoci più stanziamenti da Regione e dal nazionale, si hanno le difficoltà che conosciamo tutti”.

 

IL RUOLO DEI VOLONTARI

“Altrove i volontari vengono spesso utilizzati come manovalanza a buon mercato. Ma molti di loro provengono da esperienze professionali in settori specifici e volontariamente si mettono a disposizione. Per fare un solo esempio, il coordinatore dei nostri volontari, Fabrizio Ioiò, è un geologo. A Fermo questo utilizzo improprio non avviene più da quando sono arrivato io, proprio perchè consapevole del livello di preparazione di queste persone e, soprattutto, di come siano importanti nell'ambito di competenza”.

 

VERSO L'OPEN DAY

“Nella seconda metà di maggio a Fermo ci sarà l'Open Day della Protezione Civile comunale, un'iniziativa per presentarci con una parte istituzionale che vede una conferenza e l'esposizione delle nostre attrezzature. Ci saranno anche giochi per bambini e stand gastronomici. Come ospite d'onore avremo il Comandante dello United Nations Fire Rescue Development Programme, Robert Triozzi, di origini italiane”.

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Data pubblicazione : 18/04/2016 17:27
Scritto da : Andrea Braconi
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