Religione
Comunicare la bellezza di Dio sia on-line che off-line. Il prefetto della comunicazione per la Santa Sede apre l'anno accademico all'Istituto teologico marchigiano di Fermo

L'inizio dell'anno accademico all'Istituto teologico marchigiano è stato benedetto dalla presenza di Mons Dario Viganò, Prefetto per la comunicazione della Santa Sede. E' Don Enrico Brancozzi, direttore della Scuola di Formazione Teologica di Fermo, a presentarlo con queste parole: "Di fronte ad alcune sfide e salti che ci propone la realtà del nostro tempo, dobbiamo avere delle risposte e dobbiamo essere anche pronti a comunicarle. L'Istituto teologico marchigiano ha due sedi, quella di Ancona con 60 iscritti e questa di Fermo con ben 105 iscritti di cui 60 seminaristi e 35 laici, studiosi di teologia. Tra le materie di approfondimento, oggi non possiamo sottovalutare la comunicazione, sotto tutti i punti di vista, per farci capire da chi ci ascolta: sia dietro ad una radio sia dietro ad uno smart phone. La parola di Dio può raggiungere tutti".

Comunicare la bellezza di Dio sia on-line che off-line. Il prefetto della comunicazione per la Santa Sede apre l'anno accademico all'Istituto teologico marchigiano di Fermo

E su questa linea prosegue Mons. Viganò dimostrando una grande preparazione in materia e conoscenza delle ultime innovazioni. Parla così dello "Story telling" come la moda del momento e dice:-Bisogna saper raccontare storie. Non la storiella ma la storia. La naturalizzazione della tecnologia fa sì che realtà virtuale e naturale si intersechino sempre più. Tutti noi, ormai, più o meno giovani, viviamo una vita reale e una vita social che fa ugualmente parte di noi. Questo è il presupposto che deve spingere a muoverci verso chi si pone in ascolto, con ogni mezzo. E se il primo mezzo di comunicazione che la Chiesa ha adottato è stato la radio, poi il cinema e la televisione, oggi è impensabile non affiancare ai sopra citati mezzi il web e i social network - continua Mons. Viganò - La radio copre la distanza e soprattutto crea senso di comunità. È uno dei mezzi più longevi e, nonostante il progresso, regge ancora il suo ruolo che principalmente è quello di "fare compagnia". La vocalità è l'elemento di forza. Ma anche la radio si deve evolvere e lo sta facendo con il supporto dei media virtuali grazie ai quali tutti sono al contempo emittenti e riceventi. La nostra missione è quella di abbracciare le comunità virtuali-reali come negli anni passati si abbracciavano le comunità nelle parrocchie. Questa è la nuova sfida. Essere off line oggi significa sentirsi fuori dal mondo. Non possiamo portare il Vangelo nelle case in un unico modo ma in più modi. Le reti sociali permettono di comunicare tutto e perché non dovrebbero comunicare la bellezza di Dio come ha detto Papa Francesco proprio sul tema?-.

 

Alla dissertazione di Mons. Viganò si sono succedute domande da parte dei presenti, studenti e non; ne è scaturito un approfondimento di grande valore culturale e spirituale.
- Il mondo virtuale non è un mondo che non esiste: anzi - risponde Mons. Viganò - Non va contrapposto al mondo reale ma solo integrato in maniera equilibrata. La realtà in genere è sempre e costantemente in evoluzione. E in ogni fase di passaggio, l'umanità vive momenti di paura legati all'ignoto. Abbiamo un Papa che molti definiscono "social". Io solitamente rispondo che è un "Papa Apple": interfaccia semplice, sistema complesso - conclude col sorriso il Prefetto della comunicazione della Santa Sede.
Stesso sorriso che accompagna Don Enrico Brancozzi nel saluto finale: - Condividere la realtà del nostro tempo senza paura è il nostro impegno. E con questo dichiaro aperto l'anno accademico -.

Al direttore Don Enrico Brancozzi l'applauso dei presenti e il nostro augurio di buon lavoro.

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Data pubblicazione : 14/11/2015 00:41
Scritto da : Nunzia Eleuteri
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