Religione
Venerdì 6 aprile alle ore 21 va in scena a Monte San Pietrangeli la rappresentazione liturgico-drammatica della Passione e Morte di Gesù

L’attuale rappresentazione del Venerdì Santo prende forma alla fine del '800 con l'antica bara del "Cristo Morto", opera realizzata da Luigi Fontana. 

Venerdì 6 aprile alle ore 21 va in scena a Monte San Pietrangeli la rappresentazione liturgico-drammatica della Passione e Morte di Gesù

Molti anni dopo, nel 1977, un gruppo di ragazzi con pochi mezzi ma con tanto entusiasmo riuscì a mettere in scena uno spettacolo teatrale ma dalle vesti religiose. L'entusiasmo ha contagiato tutti e lo spettacolo è diventato un suggestivo coinvolgimento popolare.

Tutto viene ambientato all'interno del centro storico, trasformato per l'occasione in un'ampia scenografia, con bracieri e fiaccole. Unica al mondo è l'illuminazione, invenzione anch'essa del Fontana nella seconda metà dell'800, con centinai di lumini in vetro colorati.
Sono oltre 250 i figuranti che indossano costumi confezionati dalla sartoria dell'associazione e conformi ai modelli e ai tessuti dell'epoca così come i finimenti e le bardature dei cavalli e gli armamenti dei soldati. La rappresentazione ha inizio di fronte la chiesa dei SS. Lorenzo e Biagio, principale scena per il processo e la crocifissione.
Gesù davanti a Kaifa e al Sinedrio; Gesù alle prese con Ponzio Pilato e Barabba; la condanna a morte del Salvatore; la Via Crucis e la crocifissione sul Golgota: tutto viene ripercorso con scrupolo storico in una liturgia di grande suggestione per gli adulti e d'impronta assai educativa per i bambini. E' proprio la Via Crucis che dà lo spunto alla Processione, durante la quale un Cristo affaticato dalle percosse e dal peso della croce si muove tra la schiera numerosa di soldati romani a piedi e a cavallo, tra donne piangenti, sacerdoti ebrei, ladroni condannati allo stesso destino. Partendo dalla Chiesa dei SS. Lorenzo e Biagio la processione si snoda tra la via centrale e i vicoli del paese antico, compiendo un percorso che riconduce i figuranti di nuovo davanti alla stessa chiesa, ove ha luogo il momento più suggestivo, ossia la crocifissione. Un sapiente gioco di luci e di effetti sonori accompagna la sofferenza di Cristo, e il Requiem di Verdi, che esplode nell'aria nel momento della morte, innalza l'anima dei presenti nei più alti strati del sentire umano. L'antica bara del "Cristo Morto" (risalente alla fine del '800) accompagnata dagli "svegliarini" e da tutti i figuranti, è la protagonista di una seconda processione che ripercorre per l'ultima volta le vie del centro storico.
 

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Data pubblicazione : 27/03/2012 10:40
Scritto da : Redazione
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