Religione
Non può passare inosservata ai fermani la ricorrenza della morte di Fra Serafino da Montegranaro, un vero santo

“Dopo la Madonna di Loreto è questa la massima figura per la Chiesa delle Marche”, così stanno dicendo in queste ore i Frati Cappuccini durante i riti religiosi della giornata.

Non può passare inosservata ai fermani la ricorrenza della morte di Fra Serafino da Montegranaro, un vero santo

Serafino nacque a Montegranaro nel 1540. Morì il 12 ottobre 1604. Fratello laico cappuccino, è venerato come santo della Chiesa Cattolica. La sua memoria liturgica cade oggi. Serafino era di famiglia povera. Gli diedero il nome Felice dal padre Gerolamo Rapagnano e dalla madre Teodora Giovannuzzi. Fu inizialmente custode di gregge. A 18 anni, durante il lavoro in cantiere, con il fratello, trascorreva i momenti di riposo, ascoltando le storie sacre che la figlia del padrone leggeva e fu questa donna ad incoraggiarlo alla vita conventuale. A Tolentino fu accolto come fratello laico nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e fece noviziato a Jesi. Continuiamo a leggere la storia di Sefafino come è riportata da Wikipedia: Peregrinò per tutti i conventi delle Marche, perché, nonostante la buona volontà e la massima diligenza che poneva nel fare le cose, non riusciva ad accontentare né superiori, né confratelli, che non gli risparmiarono rimproveri, spesso motivati dalla sua eccessiva generosità. Ma egli dimostrò sempre tanta bontà, povertà, umiltà, purezza e mortificazione.

Nel 1590 Serafino si stabilì definitivamente ad Ascoli Piceno, dedicandosi particolarmente all'attività di monaco questuante, visitando così quasi tutta la popolazione di Ascoli, che in breve tempo si affezionò talmente a lui, che quando nel 1602, si paventò che potesse essere trasferito altrove, tutta la cittadinanza si rivolse ai superiori dell'Ordine, affinché non venisse allontanato da Ascoli. Aveva la capacità di scrutare nel profondo dell'animo umano, e di dare saggi consigli a tutti coloro che a lui si rivolgevano.

Fu molto devoto al crocefisso ed al santo rosario, strumento che utilizzava per la sua attività di evangelizzazione. Aveva 64 anni e la fama della sua santità si diffondeva per Ascoli, quando egli stesso chiese con insistenza il viatico.

La morte lo colse il 12 ottobre 1604. Dopo essere spirato, semplice anche nella morte, la voce del popolo che lo diceva santo giunse anche alle orecchie del Papa Paolo V, il quale autorizzò l'accensione di una lampada sulla sua tomba.

Fu canonizzato da Papa Clemente XIII il 16 luglio 1767.

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Data pubblicazione : 12/10/2011 15:56
Scritto da : M.R.
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