Religione
I parroci di Porto S.Giorgio scrivono alle comunità cattoliche locali: rispettate la domenica
I parroci di Porto S.Giorgio scrivono alle comunità cattoliche locali: rispettate la domenica
I parroci di Porto S.Giorgio scrivono alle comunità cattoliche locali: rispettate la domenica

Carissimi,

l'estate è vicina e ci troveremo con gli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa, i negozi, aperti anche la Domenica.

In proposito, come sacerdoti responsabili delle parrocchie di Porto S. Giorgio desideriamo proporvi una riflessione sul valore e sul significato della Domenica. Riprendiamo le considerazioni della Conferenza Episcopale Italiana riportate nel documento IL GIORNO DEL SIGNORE del Maggio 1984.

I vescovi nel documento si esprimono così: «Sorretta e animata dallo Spirito, la Chiesa, attraverso i secoli, ha conferito alla domenica una fisionomia assai viva e ben caratterizzata: giorno dell'Eucaristia e della preghiera, giorno della comunità e della famiglia, giorno del riposo e della festa, giorno della libertà dalle cure e dalle fatiche quotidiane (specie per i più poveri, i servi, gli schiavi) nell'anticipazione della libertà ultima e definitiva dalla servitù e dal bisogno. ( n° 4.)

In questo nostro tempo nuove condizioni e nuove abitudini di vita stanno esponendo la domenica a un processo di profonda trasformazione.

Questo fenomeno di natura prevalentemente socio-culturale merita la massima considerazione da parte nostra. Esso infatti comporta acquisizioni e vantaggi largamente positivi per l'uomo. Tutto ciò che concorre a una vera crescita umana merita la sincera stima della Chiesa.

Tuttavia ciò può comportare ad ogni uomo, cedente e non, anche pericoli non indifferenti; ne è un chiaro esempio un certo sfaldamento della comunità familiare e di quella religiosa. ( n° 5.)

Il riposo domenicale e festivo acquista una dimensione non solo reale, ma anche ed essenzialmente simbolica e profetica. Il riposo cristiano afferma la superiorità dell'uomo sull'ambiente che lo circonda: egli riconosce come suo il mondo in cui è chiamato a vivere, ma progetta e anticipa il mondo nuovo e una liberazione definitiva e totale dalla schiavitù dei bisogni. (n° 16).

Alla trasformazione della vita dell'uomo hanno contribuito fattori importanti e oggettivi: il passaggio da una cultura prevalentemente rurale a una di tipo urbano e industriale con forte concentrazione della popolazione nelle aree urbane; i ritmi di lavoro sempre più incalzanti, specialmente nel settore dei servizi; l'organizzazione sempre più serrata del tempo libero; la maggiore mobilità delle persone (migrazione interna, facilità di viaggiare, seconda macchina, seconda casa, ...); le nuove possibilità di praticare sport diversi; la promozione delle attività culturali, politiche, sportive che, dato l'attuale calendario scolastico e aziendale, finiscono per concentrarsi quasi necessariamente nella domenica.

Nessuna di queste nuove realtà è di per se stessa cattiva o illegittima, ma non si può negare che da tutto questo può derivare il pericolo della perdita della dimensione religiosa della vita e del tempo. Il giorno del Signore potrebbe ridursi così a semplice giorno dell'uomo. (n° 19)

Massima comprensione ed attenzione, unite a fermezza e coraggio, merita il fenomeno tutto contemporaneo del «fine settimana», nel quale confluiscono e possono scontrarsi le diverse esigenze.

Consideriamo legittima l'aspirazione a cercare fuori del quartiere e della città un momento di vita più umano, più disteso, più sano dopo una settimana di lavoro e di tensione. Ciò risponde a una vera esigenza dell'uomo del nostro tempo.

Tuttavia non possiamo ignorare i danni che questo modo di vivere può arrecare non solo alla pratica religiosa, ma alle persone, e, in particolare, alla comunità familiare. Non di rado, per non poche famiglie, la domenica è diventata proprio il giorno della massima estraneità» (n° 28).

«L'agire di Dio è modello dell'agire umano - dice Il Catechismo della Chiesa Cattolica - Se Dio nel settimo giorno «si è riposato» (Es 31,17), anche l'uomo deve «far riposo» e lasciare che gli altri, soprattutto i poveri, «possano goder quiete». Il sabato sospende le attività quotidiane e concede una tregua. È un giorno di protesta contro le schiavitù del lavoro e il culto del denaro. (n° 2172)

Come Dio «cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro» (Gn 2,2), così anche la vita dell'uomo è ritmata dal lavoro e dal riposo. L'istituzione del giorno del Signore contribuisce a dare a tutti la possibilità di godere di sufficiente riposo e tempo libero che permetta loro di curare la vita familiare, culturale, sociale e religiosa», dice ancora il Catechismo della Chiesa Cattolica al n° 2184.

Per sottolineare l'importanza della domenica, dal punto di vista della fede , è significativa la testimonianza dei 49 martiri uccisi ad Abitène, in Turchia nel 304 d.C, perché celebravano l'Eucaristia domenicale contravvenendo all'editto dell'imperatore romano. Il responsabile del gruppo dei martiri prima di morire ha affermato: "Noi cristiani senza la domenica non possiamo vivere".


Questo affermiamo ancora noi, oggi.


Riteniamo importante che la domenica non sia sommersa dalla logica del mercato, del commercio e dell'evasione. Sarebbe un segno degno di nota se qualche cristiano tenesse chiuso il proprio esercizio. E' comunque importante che i credenti esercitino il loro discernimento e garantiscano per sé e per le proprie famiglie una maniera di vivere la domenica fedele al suo valore di giorno dell'Eucaristia e della preghiera, giorno della comunità e della famiglia, giorno del riposo e della festa.

Affidiamo queste considerazioni alla riflessione delle persone appartenenti alla comunità di questa nostra città.

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Data pubblicazione : 04/05/2009 11:10
Scritto da : redazione
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