Sanità
Murri di Fermo senza posti letto. Donati della CISL: “Situazione al limite dell'umana sopportazione. Nonostante l’abnegazione dei professionisti sanitari Pronto Soccorso vicino al collasso”

“La situazione emergenziale che da qualche settimana sta interessando il Pronto Soccorso di Fermo a causa della carenza di posti letto nei quali ricoverare i tanti pazienti , per lo più anziani, colpiti da forme aggressive o complicate d’influenza, rimette al centro dell’attenzione pubblica l’antico discorso dell’inadeguatezza del numero di posti letto all’interno del Murri, unico ospedale dedicato ai ricoveri per acuti in Area Vasta 4”. Inizia così l'intervento del segretario generale CISL FP Giuseppe Donati in merito alla situazione posti letto dell'ospedale Murri di Fermo, partendo dal Pronto Soccorso.

Murri di Fermo senza posti letto. Donati della CISL: “Situazione al limite dell'umana sopportazione. Nonostante l’abnegazione dei professionisti sanitari Pronto Soccorso vicino al collasso”

“Guardando i locali del Pronto Soccorso di Fermo – scrive Donati - pieni zeppi di barelle con malati parcheggiati in attesa di essere destinati ai reparti e personale infermieristico ed OSS al limite dell’umana sopportazione perché oltre a far fronte all’emergenze doveva assistere tutti i malati nei corridoi, si aveva l’immagine plastica di un sistema che, nonostante l’abnegazione dei professionisti sanitari, non regge più ed è vicino al collasso. I rischi professionali e lo stress ai quali sono sottoposti infermieri ed OSS sono fuori da ogni ragionevole limite. A parere di chi scrive, talune iniziative della Direzione Sanitaria e di chi gestisce il personale infermieristico messe in atto per affrontare l’emergenza, sono apparse poco efficaci ed estemporanee”.

Segretario CISL che entra nel dettaglio: “I soli 300 posti letto del Murri sono insufficienti a rispondere alle esigenze di ricovero di un’utenza di circa 170.000 persone sempre più anziana. Questo dato inequivocabile la CISL FP lo denuncia da anni senza che dalla politica o dai tecnici dell’ASUR siano arrivate risposte concrete per rispondere adeguatamente all’emergenza. A dire il vero nemmeno la politica locale fermana ha mostrato grande interesse al tema, chiudendo gli occhi per non mettere in imbarazzo la Giunta Regionale di uguale colore. Perché i posti sono insufficienti? Lo sono perché l’Area Vasta 4, nonostante i piccoli aggiustamenti apportati nel recente periodo, soffre di mancanza di centri alternativi al ricovero per acuti dove poter assistere malati che per le patologie riscontrate e per la cronicità di esse non avrebbero bisogno di posto letto in ospedale ma allo stesso tempo non possono essere assistiti a domicilio. E’ bastata quindi una semplice influenza stagionale più aggressiva del solito per mettere in crisi l’intero sistema di ricovero. Allora giù con l’appoggio letto indiscriminato in ogni reparto, soprattutto dell’area chirurgica, che avesse disponibilità di letti o peggio la sosta in barella in Pronto Soccorso. Le attuali alternative di ricovero in caso di patologie croniche o legate all’anzianizzazione della popolazione fermana, esistenti in Area Vasta 4 sono pochissime e con un numero di posti di molto inferiore rispetto alla percentuale dello 0,7 per mille abitanti prevista dai tanti documenti regionali rimasti inapplicati. 20 posti di RSA a Petritoli, 12 – 13 posti di RSA ad Amandola, 20 posti di RSR a Porto San Giorgio e 15 posti di SRR per la riabilitazione psichiatrica a Fermo sono l’imbarazzante dotazione di posti residenziali e post acuzie di cui la collettività fermana può servirsi. E’ vero che a Montegiorgio ci sono ancora 20 posti di Medicina, che però sono classificati come ospedalieri. La domanda che già mesi fa la CISL FP ha posto all’attenzione della politica e che oggi ripropone, sperando che qualcuno si degni di rispondere è la seguente: dove sono finite le Case della Salute con medici di continuità assistenziale presenti 12 o 24 ore e con alcuni posti di osservazione che nelle teorie fumose e sempre virtuali di un esecutivo regionale che ha tanto promesso ma poco realizzato, dovevano essere l’alternativa ai piccoli ospedali?”

Donati che prosegue: “La realtà purtroppo al di là delle chiacchiere è quella sotto gli occhi di tutti. Nonostante la percentuale di posti per acuti e post acuti dell’Area Vasta 4 fosse una delle più basse delle Marche, nel fermano a luglio 2013 è stato chiuso l’unico piccolo ospedale ( Sant’Elpidio a Mare) della regione senza alcun recupero di posti letto. L’area medica del Murri, è costretta ad ospitare una quantità indeterminata di ricoveri impropri, ascrivibili per la stragrande maggioranza a pazienti anziani con patologie croniche riacutizzate o complicanze multifattoriali. Questi malati che, è bene ribadirlo, hanno diritto di essere assistiti nel miglio modo possibile, sostano per giorni nei reparti anche se potrebbero essere destinati a strutture di lungodegenza o RSA. Va detto che ogni giorno di degenza in un posto letto per acuti costa all’erario pubblico, quindi a tutti coloro che pagano le tasse, dai 700 ai 1000 euro. Il costo medio per un posto in lungodegenza è circa un quarto più basso. A chi fa comodo lo status quo? Per quanto sopra detto, la CISL FP Marche ritiene indispensabile e non più rinviabile attivare i 20 posti di lungodegenza previsti a Fermo. La Regione ha già autorizzato la modifica della dotazione organica dell’INRCA dando sostanzialmente parere positivo al progetto di una Lungodegenza gestita dall’Area Vasta 4 ma posta all’interno del POR INRCA di Fermo, Per la CISL FP è un successo perché in tempi non sospetti, mentre altri caldeggiavano la chiusura dell’INRCA di Fermo, il nostro Sindacato proponeva una forte sinergia del POR fermano con l’Area Vasta 4. La soluzione di utilizzare il reparto vuoto dell’INRCA in favore di una stretta collaborazione con l’Area Vasta fu fortemente ribadito dalla CISL anche quando in modo insensato la Direzione Generale dell’INRCA di Ancona volle ridimensionare la Radiologia invece di accelerare il progetto di rete con quella dell’Ospedale. Anche quando si parlò di dover rinunciare ai 20 posti letto di Montegiorgio a causa di urgenti lavori di messa a norma della struttura, la CISL FP propose l’utilizzo del reparto presente all’INRCA per recuperarli. Forse questa sarà la volta buona e l’agognato reparto di lungodegenza potrà vedere la luce entro la primavera senza nuovi lavori dispendiosi, necessari per la collocazione di essa all’interno del Murri. Un’altra vittoria della CISL FP è legata alla tipologia di personale assistenziale che opererà nella neo lungodegenza di Fermo che sarà assunto dall’INRCA, differentemente da quanto avvenuto, in modo del tutto sbagliato e diseconomico, per la RSA di Amandola per la quale si è preferito utilizzare l’esternalizzazione dell’assistenza”.

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Data pubblicazione : 31/01/2015 10:26
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • PAOLO

    31-01-2015 23:12 - #3
    ancora una volta nel caso ce ne fosse bisogno di ricordarlo assistiamo alla pokezza politica dei nostri rappresentanti in regione...ortenzi...ciriaci..eccecc buoni soltanto a prendersi i bei 6-7000 euro al mese piu spese e a sietemare parenti e amici...
  • massimo

    31-01-2015 22:15 - #2
    non ho molte parole per commentare ciò che a detto Donati è la pura verità .Andare al pronto soccorso è molto straziante primo perché stai male ,secondo le lunghe ore di attesa prima di essere visitato poi ore di attesa su una lettiga lungo il corridoio alla vista di tutti ,poi mi parlano della privacy. .Non riesco a capire il perché nessuno si muove a dare una svolta a questa situazione molto triste. Io credo che fa comodo a tutti coloro che comandano ,i l presidente della Regione, il Presidente della Regione ,il sindaco la Prefettura. Credo che una grande responsabilità è della dirigenza e da chi dirige il pronto soccorso.. ho visto pazienti entrare in pronto soccorso alle 08 di mattino e lasciare il pronto soccorso dopo 12 ore..... Cosi non è giusto ............ ...
  • Austerity e saccheggi della politica presentano i risultati

    31-01-2015 12:21 - #1
    questa è la conseguenza del programma di governo neoliberista che massacra il bene pubblico. tanto politici banchieri e industriali usano la sanità privata di alto livello. la plebe che faccia 8 ore di fila al prontosoccorso..
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