Sanità
Porto San Giorgio. Residenza sanitaria senza riscaldamento da tre giorni. L'intervento di Giorgio Raccichini

Alcuni dei frutti più marci del governo regionale di Spacca riguardano sicuramente la sanità: disservizi, diminuzione dei posti letto, aumenti dei ticket, allungamento dei periodi di attesa per visite e accertamenti importanti presso le strutture pubbliche. Non meraviglia quindi aprire il giornale e leggere che da tre giorni e tre notti la Residenza sanitaria riabilitativa istituita presso l'ex ospedale di Porto San Giorgio è senza riscaldamento e che tale problema è diventato abbastanza frequente nella struttura. Probabilmente la colpa di ciò è maggiormente imputabile a chi gestisce l'Area Vasta, ma il problema è perfettamente in linea con quanto ha prodotto la mentalità di chi governa la Regione e di chi negli ultimi anni ha retto l'Italia. Una mentalità pronta a vedere in un servizio pubblico importante come quello sanitario un costo che va tagliato, con il fine esplicito di ridurre in maniera facile la spesa pubblica considerata "improduttiva" e con l'obiettivo impronunciabile di favorire le strutture private, le quali evidentemente gongolano di fronte alle carenze del pubblico e alle vergognosamente lunghe file d'attesa.

Porto San Giorgio. Residenza sanitaria senza riscaldamento da tre giorni. L'intervento di Giorgio Raccichini

Se poi andiamo a guardare la situazione del Fermano, ci accorgiamo che questa si presenta peggiore rispetto agli altri territori provinciali. Non solo è stato penalizzato nella ripartizione dei posti letto e delle risorse finanziarie, ma ha visto continuamente evasa, tranne in fase di propaganda elettorale, la richiesta di una nuova struttura ospedaliera nella zona di Campiglione di Fermo.  Su quest'ultimo punto si fa tanta propaganda e scommetto che anche alle prossime elezioni regionali ogni candidato metterà tra i primi punti, con granitica certezza, la costruzione del nuovo ospedale nel più breve tempo possibile. Penso che un ragionamento serio vada fatto al riguardo, specie in quella sinistra che andrà unita alle prossime regionali presentandosi come un'alternativa rispetto al blocco di potere impersonificato da Spacca. Nella situazione presente, la costruzione di un nuovo ospedale non rischierebbe di disperdere ulteriori risorse mettendo a rischio ciò che già esiste e potrebbe essere migliorato e potenziato? Non sarebbe meglio destinare più risorse per migliorare le strutture esistenti, evitando che si verifichino inaccettabili carenze come quella della Residenza sanitaria sangiorgese? Non si potrebbero potenziare i servizi ospedalieri dell'interno, fondamentali per evitarne uno spopolamento che sarebbe dannoso anche da un punto di vista economico per tutta la regione?

Sono tutti interrogativi sui quali si impone un ragionamento serio, rifiutando la prassi degli slogan da cui purtroppo sembrano affette le forze politiche da destra a sinistra.

Quando vediamo incresciosi disservizi nelle strutture ospedaliere o notiamo che l'amministrazione regionale si disinteressa dell'insabbiamento dei porti, problema che – ahimè – affligge anche quello di Porto San Giorgio, non dimentico di certo che la Regione ha sofferto e soffre i tagli imposti dagli ultimi Governi nazionali, soprattutto a partire da Monti. Tuttavia va ricordato che i tagli provengono da Governi sostenuti dalle forze politiche a cui Spacca è o era legato e che lo stesso Presidente della Regione Marche, nell'autunno scorso, si dichiarava non preoccupato per le minori risorse erogate alle Amministrazioni regionali.

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Data pubblicazione : 08/03/2015 11:42
Scritto da : Giorgio Raccichini, PCdI sez. di Porto San Giorgio
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Piero

    09-03-2015 11:59 - #3
    Le politiche liberiste hanno prodotto una serie di provvedimenti legislativi tutti volti a spostare l'assistenza sanitaria dal pubblico al privato, ivi compreso l'esercizio della libera professione intramuraria fortemente incentivato non per il teorico e sbandierato tentativo di accorciare le liste di attesa, ma semplicemente per far cassa. Un po' come avviene nei comuni: io stato taglio i trasferimenti, tu comune aumenta la tassazione locale. Ora non esiste che i cittadini si meraviglino dell'attuale situazione; è ora che si prenda collettivamente coscienza che per alcuni aspetti basilari della vita accelerare sempre più verso il privato provocherà inevitabilmente dure conseguenze per le classi sociali più deboli: il privato fa profitto non assistenza. Altro discorso sono invece i mancati controlli, l'inefficienza di alcuni dirigenti, i comportamenti di alcuni operatori al limite dell'illegalità..........antichi mali della politica e della classe dirigente italiana.
  • Lucy

    08-03-2015 23:07 - #2
    Da anni è stata avviata una politica a favore del privato. non si capisce come mai le liste di attesa per una visita specialista siano così lunghe,. addirittura superiori ai 12 mesi per anziani novantenni: mia madre, pensionata al minimo, da giugno 2014 ha avuto una prenotazione di una visita cardiologica per luglio 2015! ed ha compiuto 90 anni a gennaio! mi sembrava impossibile, invece era vero!. di conseguenza sono dovuta andare al centro medico privato che in settimana mi ha dato l'appuntamento!!! Da quello che so, spesso le visite vengono fatte da medici in pensione o ancora in servizio part time nell' ASUR. Come mai?Chi ha voluto tutto questo?Non parliamo delle analisi del sangue: anche nelle strutture pubbliche sono più costose pagando il ticket che pagando senza richiederlo! ho pagato E 98 con tre impegnative, anziché le 90 dovute se avessi utilizzato la prescrizione con ricetta bianca! .....
  • francesco

    08-03-2015 16:01 - #1
    Sig. Raccichini ti assicuro che i tagli sono pochi rispetto all'improduttivita del personale ( non tutto) e dei vari dirigenti che non controllano o non possono per problemi sidacali. Vigila e vedi poi scrivi quello che pensi.
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