Sanità
Modifiche alla legge regionale sulla sanità. Donati della Cisl furioso. “Attacco all’autonomia dei territori. Personale affidato all’Asur. Il nuovo ospedale? Al massimo solo uno scheletro"

"Era chiaro, che la Giunta Ceriscioli e la sua maggioranza, poco avvezzi al contraddittorio e al confronto di merito sui problemi veri della sanità, prima o poi avrebbero tentato di mettere a tacere le poche voci libere e le teste pensanti autonome, rimaste in giro sui territori, accentrando tutta la trattativa contrattuale ma anche organizzativa presso l’ASUR".  Inizia così il durissimo intetervento del segretario regionale CISL Giuseppe Donati che riaccende il dibattito sulla situazione della sanità nel Fermano. 

Modifiche alla legge regionale sulla sanità. Donati della Cisl furioso. “Attacco all’autonomia dei territori. Personale affidato all’Asur. Il nuovo ospedale? Al massimo solo uno scheletro

Durissime le parole di Donati: "Era questione di tempo per un Presidente che di Sanità certo non è esperto, che ha voluto tenere per se la delega e che per emulazione del suo capo di partito, tende a far tacere i dissensi e governare con spot.Questa meschina operazione è stata messa in atto, nel modo più vile possibile, nell’ultima seduta del Consiglio Regionale del 23 dicembre, grazie ad una proposta di legge fatta scrivere appositamente, sembrerebbe sotto regia del Segretario regionale PD, e depositata da quattro consiglieri tra cui il fedele Francesco Giacinti. Votata dalla maggioranza, con parte delle opposizioni fuori dall’aula per protestare contro la legge di stabilità 2016, la “leggina – scippo” dai contenuti più svariati tra cui anche materia attinente i tartufi, ha di fatto esautorato le Rappresentanze Sindacali Unitarie, elette democraticamente nei territori nel marzo scorso, per accentrare tutta la trattativa decentrata e non solo ad Ancona. Perché questo grave fatto dovrebbe interessare il territorio fermano così tanto e non essere relegato a pura materia sindacale ? Semplice, perché dopo la votazione ed approvazione della P.D.L. N.25 i territori provinciali in cui insistono le 5 Aree Vaste, quindi anche Fermo, hanno perso l’ultimo tassello di autonomia che avevano mantenuto. Il personale dell’Area Vasta 4, la sua collocazione, la sua assegnazione, prima erano materie esclusive della stessa Area Vasta ma dopo la votazione del 23 dicembre, tutto il personale è assegnato alla Direzione dell’ASUR con il pericolo di mobilità senza regole e di svilimento della qualità dei servizi assistenziali resi ai cittadini".

Donati che aggiunge: "In questi anni difficili, prima con il governo Spacca e poi con Ceriscioli, l’intensa attività sindacale e di confronto svolta nel territorio fermano è stata una dei pochi ostacoli alla politica di isolamento e di depauperazione della sanità del fermano. La CISL FP ma anche le altre Organizzazioni Sindacali insieme alla RSU hanno fatto da baluardo con denuncia pubblica delle iniziative di taglio indiscriminato che in tanti momenti hanno colpito la sanità di Fermo. In realtà, le menti libere non politicamente schierate, sono rimaste poche. Azzerare, o tentare di farlo, il confronto sindacale territoriale per concentrarlo tutto ad Ancona con modalità impensabili al momento, è un altro colpo basso che la politica regionale, in questo caso la Giunta Ceriscioli, scaglia contro il territorio fermano e non solo. Alla faccia delle peculiarità dei diversi territori, la Giunta ha pensato alla cassa ma non fino in fondo perché le poltrone importanti le ha salvate infatti i Direttori di Area vasta rimangono al loro posto con i loro 120 mila euro più incentivi annui di retribuzione. E’ avvilente che tra i quattro promotori della Legge-scippo ci sia anche Giacinti un rappresentante eletto nel fermano. Forse troppo presto ci si dimentica della propria storia e perché si viene eletti al Consiglio Regionale. Non certamente per dire sempre si al Presidente ma per tutelare soprattutto il territorio da cui si proviene. Stesso discorso vale per chi questa Legge-scippo ha votato. Certo a leggere le dichiarazioni stampa del Segretario provinciale PD Nicolai sulla situazione della provincia di Fermo, ci si accorge della distanza di visione che c’è tra la realtà e la fantasia. Probabilmente Nicolai non vive a Fermo oppure, peccato veniale, ha voluto fare un po’ di propaganda. Certo, quando afferma che la provincia di Fermo ha recuperato terreno rispetto al passato, nonostante tutti i numeri e le classifiche dicano il contrario, mostra molta imprudenza. Non fosse per la classifica del Sole24ore sulla vivibilità delle province italiane che colloca Fermo all’ultimo posto tra le marchigiane ma sostenere che i tagli sulla sanità si siano fermati, è un azzardo. Sono diminuiti perché altrimenti, con il gap storico maturato, non ci sarebbe più stata sanità pubblica nel fermano. I tagli ci sono stati e come, sul personale innanzitutto".

Da qui la descrizione della situazione nel Fermano: "Con l’attivazione dei 20 posti di cure intermedie a Montegiorgio ed i 20 posti di lungodegenza all’INRCA, operazioni assolutamente positive, non si è fatto altro che recuperare una piccola parte del divario esistente tra la percentuale di posti post acuzie, RSA e lungodegenza per mille abitanti esistente nel fermano rispetto alla media delle Marche e dell’intera Italia. Non dimentichiamo però che a fronte dei posti attivati, altrettanti posti per acuti si sono persi ( 20 a Montegiorgio e 20 a Sant’Elpidio a Mare) aggravando l’altra percentuale che connota l’arretratezza del fermano, cioè quella dei posti per acuti per mille abitanti. Non c’è nulla quindi per cui rallegrarsi, a meno che non si voglia fare propaganda pura. Come si è fatta per dieci anni sul nuovo ospedale di Fermo. Non è questione di essere gufi ma realisti. Con lo stanziamento a disposizione non si potrà costruire un nuovo ospedale. Tutt'al più  costruire lo scheletro e poi si vedrà, tanto poi arrivano nuove elezioni".

Da qui l'appello ai sindaci; "Tornando alla Legge-scippo del 23 dicembre, chiederemo al Sindaco di Fermo e agli altri Sindaci della provincia fermana di attivarsi per premere sulla Regione affinchè la revochi in tempi brevi. E’ un insulto alla democrazia partecipativa dei lavoratori ma soprattutto è un altro pezzo di autonomia che se ne va verso Ancona. La CISL FP unitamente alle altre Organizzazioni Sindacali confederali e di categoria chiederà subito al Presidente Cersicioli di fare marcia indietro. Se ciò non avverrà, dopo una consultazione delle RR.SS.UU. di tutti i territori, partiranno iniziative di sensibilizzazione e di protesta su tutto il territorio regionale. Non può essere esclusa nemmeno la proclamazione di uno sciopero del personale delle Aree Vaste che sancirebbe una rottura difficilmente sanabile con un Esecutivo che sta mostrando il suo vero volto".

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Data pubblicazione : 28/12/2015 10:00
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Livio

    29-12-2015 04:46 - #2
    Meno male che c'è qualcuno che sa fare il suo mestiere. I politici ormai cercano solo di soddisfare i propri desideri e la fame di potere. I baby segretari dovrebbero tornare a giocare con i LEGO. Vogliamo persone serie. Basta con la gente che per non contraddire il capo dice si ad ogni cosa. Vogliamo persone con la schiena dritta.
  • marche virtuali

    28-12-2015 14:23 - #1
    Ormai le marche non sono più neanche una regione ma una succursale del governo centrale, non c' è una progettualità nè per la sanità ne' per gli enti locali solo tagli e recessione. Molto male va questa giunta PD, i cui membri sono stati stravotati anche dai fermani. Non vedo alcun segno +
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