Sanità
Amandola. Il disappunto del Sindaco Marinangeli sull'ospedale: "Le scelte sbagliate della politica stanno peggiorando la situazione"

Dopo l’ennesimo disservizio capitato in questo fine settimana all'Ospedale di Amandola sento il dovere di rendere noto il mio deciso disappunto, essendomi trovato a seguire in prima persona questa triste vicenda. A mezzogiorno di venerdì è arrivato in ospedale un paziente di 78 anni colpito da aneurisma all'arteria iliaca. La centrale del 118 ha allertato l'eliambulanza, ma quella di Ancona era impegnata così come l’altra di stanza a L’Aquila. Fabriano non operativa per allerta meteo.

Amandola. Il disappunto del Sindaco Marinangeli sull'ospedale:

La centrale del 118, dopo le provvidenziali cure d’urgenza prestate dal bravissimo dottor Zega al reparto di medicina, ha autorizzato dopo oltre un’ora il trasporto del paziente all’ospedale di Fermo per poi essere di nuovo trasportato, sempre in ambulanza in Ancona con il rischio di morire, vista la grave patologia, in una discutibile Odissea. Si perdono così oltre quattro ore per assurdità burocratiche e di “protocollo”.
Che dire dell’allerta meteo? Oggettivamente c’erano proprio i presupposti per impedire alla eliambulanza di partire o non si è forse preferita la sicurezza e la tranquillità di alcuni a dispetto della incolumità e della salute di altri? Per ogni battito d’ali si decreta l’allerta meteo e così adesso restiamo anche senza il servizio dell’eliambulanza che già, lo ricordiamo, non vola né di notte né con la nebbia. Come possiamo ancora sottostare e rimanere inermi di fronte a certi ‘protocolli’ rischiando di far morire una persona? Venerdì ho dovuto assistere a tutto questo come sindaco e come cittadino di un’area montana che viene, purtroppo, lasciata in balia di se stessa!
Stiamo cercando di recuperare rigore e senso civico in ogni settore di attività sociale ed amministrativa a partire proprio dalla sanità che riteniamo essere peculiare ed imprescindibile per la crescita del nostro territorio. In tale contesto il nostro ospedale è un gioiello di primaria importanza che non può e non deve essere abbandonato a se stesso.
Ben consapevole di ciò, ogni venerdì mi reco personalmente nella struttura per conoscere le varie esigenze dei pazienti, ma anche quelle degli ottimi operatori sanitari che con grandi sacrifici personali gestiscono, soli contro la burocrazia, l’intero nosocomio.
Noi sindaci della zona montana siamo letteralmente in trincea, costretti ogni giorno ad una assurda lotta per reclamare ciò che ci spetta di diritto: questo non è più ammissibile, è una vera discriminazione!
Le scelte sbagliate della politica stanno peggiorando la situazione di giorno in giorno, con il forte rischio che la burocrazia, i protocolli e i tecnicismi portino alla paralisi tutto il sistema.
Finché abbiamo tempo fermiamoci a ragionare e a riflettere su queste modifiche ed innovazioni e sulla reale necessità delle reti cliniche. Tutto quanto sta avvenendo è necessario e proficuo oppure tende a distruggere un sistema che fino ad ora ha funzionato portando la sanità marchigiana ai primi posti nazionali?
Fermiamoci a ragionare, fermamente convinti di dover essere sempre e comunque dalla parte dei cittadini e dei loro diritti, anche di quelli dell’entroterra che qualcuno forse vorrebbe di serie B.
Da diversi mesi ho scritto al Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli in merito alla sanità locale: non è possibile lasciare l’ospedale senza un efficiente Pronto Soccorso - il primo ospedale attrezzato è a 50 km - ma con solo un punto di Primo Soccorso per di più senza anestesista. La differenza è sostanziale e questo ennesimo caso di cattiva burocrazia ne denuncia tutti i limiti, le disuguaglianze e le incongruenze e mette in forte evidenza una sciagurata distinzione tra cittadini di serie A e di serie B.
Sento rammarico, rabbia e vergogna da cittadino ma soprattutto da rappresentante delle istituzioni che continuano a trascurare le zone interne e svantaggiate come la nostra pensando invece alla costruzione di nuovi modelli funzionali senza assicurare l’efficienza piena e costante di quelli esistenti.

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Data pubblicazione : 17/02/2016 09:47
Scritto da : Adolfo Marinangeli, sindaco di Amandola
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