Sanità
La salute è un diritto costituzionale. Territorio montano escluso?

Sono anni che sentiamo parlare della probabile (qualcuno dice inevitabile) chiusura dell’ospedale di Amandola. Sono anni che sentiamo anche promesse, disattese, dai politici di turno pronti a rastrellare voti nella zona montana al bisogno e pronti ad abbandonare poi la stessa zona montana quando viene colpita da provvedimenti penalizzanti. Questa non è una critica ma semplicemente storia.

La salute è un diritto costituzionale. Territorio montano escluso?

In questi giorni, in Amandola, abbiamo assistito alla esternalizzazione del servizio Potes, alla inaffidabilità del servizio eliambulanza troppo legato a fattori climatici, al “rischio di morire per lungaggini burocratiche o di protocollo” come le ha definite proprio il Sindaco Marinangeli pochi giorni fa esprimendo il suo disappunto. Direi che è veramente troppo. Dobbiamo avere il coraggio di chiederci se la nostra Costituzione sia fonte di diritti e doveri o se sia solo un romanzo inventato! L’art. 32 così recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
L’art. 3 completa quanto voglio esprimere con forza e chiarezza e cioè che non dovrebbero esserci cittadini di serie A e di serie B: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”.


Ora vorrei chiedere, a chi di dovere, cosa non sia sufficientemente chiaro in questi due articoli. Il problema, lo sappiamo bene, è legato al risparmio, ai numeri, senza capire che questi debbano essere rapportati anche ad altri fattori. In economia l’applicazione di modelli matematici avviene sempre mettendo in relazione più variabili. E i cittadini non sono meramente “numeri”. E la salute non può essere legata solo ad un bilancio aziendale.

La salute è vita! E’ vita al mare come in montagna! E’ vita in città come in paese! Non mi pare difficile capire che l’ospedale di Amandola sia un ospedale assolutamente necessario ad una zona estesa che presenta difficoltà molteplici legate al territorio e che vanno da fattori climatici a quelli della viabilità. Non mi pare difficile nemmeno capire che sia un ospedale che abbraccia le necessità di ben tre province: la sua Fermo, Macerata con il vicinissimo Sarnano (peraltro località sciistica e termale) e Ascoli con la vicinissima Comunanza (cittadina dallo spiccato tessuto industriale).
Non mi pare, infine, difficile nemmeno capire che l’ospedale di Amandola sia l’ospedale dei Sibillini e che non possa essere paragonato a quello di Montegiorgio o Sant’Elpidio a Mare (soggetti anch'essi a tagli), che hanno a soli 15 minuti di distanza il vicino “Murri” di Fermo. Se economia e risparmio sono nodi cruciali (questo è innegabile), è vero che essi debbano essere attuati ogni qualvolta sia possibile ma non in modo indiscriminato! Ci sono le variabili e sono importanti per l'esattezza del risultato! 


Questo territorio montano è una ricchezza e non un peso per la nostra regione. Questo territorio montano dei magnifici Monti Azzurri deve essere valorizzato dalla politica e non penalizzato. Questo territorio montano è parte integrante di un’area geografica che ha la fortuna di avere mare e monti a soli 40 minuti di distanza intervallati da splendide colline. Proprio ieri, ai microfoni di Radio Fermo Uno, Adolfo Marinangeli ha dichiarato: “Abbiamo la solidarietà di sindaci della zona marittima come Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio che hanno capito l’importanza del nostro ospedale per tutto il territorio e non solo per Amandola. Ma ancora questo concetto non è chiaro ad altri. Si chiede il servizio di anestesia, indispensabile ad un pronto soccorso efficiente e risolutivo e viene invece assegnato ad Amandola un dirigente amministrativo.”.

Dunque la politica sta dando risposte sbagliate e in questo caso preferisco non entrare nel merito dei numeri: evitiamoci questa arrabbiatura! Ma come si fa a non capire di cosa abbia bisogno la zona montana? Ha bisogno di un soccorso immediato! E su questo punto debbo fare un passo indietro: la Potes. Servizio che ora è stato esternalizzato alla Croce Azzurra di Santa Vittoria in Matenano. Cosa significa Potes? E’ l’acronimo di “Postazione Territoriale dell'Emergenza Sanitaria” e svolge attività extra-ospedaliere legate alle urgenze sanitarie. L'equipaggio è composto da personale sanitario (medico e infermiere professionale) e da personale non sanitario (autista soccorritore di una pubblica assistenza), assicura un soccorso qualificato per mantenere le funzioni vitali dell'assistito e il trasporto verso ospedali adatti all'assistenza specialistica. Mi sembra chiaro, dunque, dopo questa delucidazione, che il servizio Potes di Amandola dovrebbe essere potenziato e non esternalizzato! Questa zona montana ha bisogno della attivissima Croce Azzurra di Santa Vittoria come del servizio Potes di Amandola. Questa zona ha bisogno di un ospedale in grado di affrontare le emergenze e che, invece, viene destinato a servizi ambulatoriali che potrebbero essere svolti con calma, serenità e dovuta programmazione. Vanno bene, per carità ma se, dico se, dovessimo scegliere in termini di bilancio tra servizi ambulatoriali e servizi “salvavita” sfido chiunque ad optare per i primi. A maggior ragione, se dovessimo optare tra la scelta di un dirigente amministrativo e un anestesista…
I politici della nostra regione, mettano sul tavolo i costi della salute pubblica e diano le giuste risposte e priorità! Ma leggano prima il nostro “romanzo” in vigore dal 1° gennaio del lontano 1948…

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Data pubblicazione : 21/02/2016 10:52
Scritto da : Nunzia Eleuteri
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Aragorn

    21-02-2016 16:12 - #1
    disappunto? è dell'altro ieri l'esultanza per la riattivazione del servizio prenotazione, dell'oculistica e futura possibilità anche per otorinolaringoiatria...ancora alla costituzione passiamo? sarebbe questa "l'arma" con cui dovremmo affrontare un problema che riguarderà migliaia di persone? "e allora l'articolo uno?" direbbe caterina guzzanti...qui siamo alla follia pura, l'altra volta non ha fatto in tempo a morire il povero Roberto che già sembrava pronta l'eliambulanza. ma a che serve se non ci sono i mezzi (che sia cri o croce Azzurra cambia poco se l'asur non rimborsa in modo puntuale...) a quattro ruote e, soprattutto, il pronto soccorso? bisognerà anche fare un mea culpa, capisco che pe li paniccià non sia cosa facile (superare in superbia li culi unti de montefurtì non è facile!) ma, a proposito di voto, sarebbe il caso di svegliarsi, in particolare quelli delle stalingrado di amandola...continuare a votare in blocco su ordine del partito (lo dimostra il fatto che ci sono alcuni che stanno in comune da vent'anni almeno, che sia opposizione o maggioranza ) non è più cosa logica. la questione dell'ospedale è uno dei tanti esempi, e questo grido d'aiuto delle istituzioni locali, che somiglia più ad un piagnisteo, difficile possa essere una soluzione. perché funziona sempre allo stesso modo, sveglia! l'obiettivo è vincere le elezioni, il resto viene dopo...quindi, la prossima volta, quando arriverà il comando, ad iniziare dal governo fino ad arrivare al comune fate un atto di disobbedienza civile...ma non votando altri, perché tanto non cambia niente, ma optando per qualche altra mossa di disapprovazione...c'è da vergognarsi ad essere primi in classifica come numero di voti nella provincia di fermo, per aver mandato a governare questa gente che, come vediamo, se ne frega altamente di noi ed i politici locali (quelli che ci stanno da vent'anni ed i neo eletti) complici nella corsa al voto. usatelo il cervello, è gratis...dovrei vivere in un paese dove rischio di morire d'infarto a cento metri da una struttura chiamata ospedale che serve solo ad interventi la cui programmazione, di solito, è da tre a otto mesi, utili a tenerla aperta solo perché se gli amministrativi dovessero essere destinati altrove potrebbero causare un'importante emorragia di voti?...ma chiudetelo, radetelo al suolo! anche perché, finalmente, verrà rispettato il diritto alla privacy, tutelato dalla legge (ci sarà un articolo della costituzione pure per questo, immagino), fino a questo momento mai esistito...sarà il malato a decidere se, quando e chi dovrà sapere della propria malattia, non qualche lengua longa che non sà dò sbatte la testa per la maggior parte della mattinata!
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