Sanità
Nessuna riduzione dei servizi sanitari. Montegranaro punto di riferimento per l'Area Vasta 4

Lo hanno confermato Livini e Rea nel corso di un incontro con il Sindaco Mancini. Pronte le camere di osservazione dell'Hospice

Nessuna riduzione dei servizi sanitari. Montegranaro punto di riferimento per l'Area Vasta 4

I servizi su Montegranaro rimangono e per quanto possibile cercheremo di aiutarli a crescere. Lo ha rimarcato il Direttore dell'Area Vasta 4 di Fermo Licio Livini nel corso di un incontro convocato per analizzare i servizi e le prestazioni del presidio ospedaliero nel Comune calzaturiero.

 

NESSUNA RIDUZIONE O RIDIMENSIONAMENTO

“Noi siamo continuamente sul pezzo - ha spiegato Livini -, monitoriamo le cose e le riallineiamo. Stiamo ragionando e rivedendo le situazioni nelle varie sedi periferiche. Lo abbiamo fatto con altre realtà, oggi lo facciamo in maniera più formale con Montegranaro anche per dare forza a questo percorso. Su quel territorio di confine con l'Area Vasta 3 rimane sempre la stessa attenzione sui servizi, nonostante il momento complicato”.

Ed è legato soltanto al periodo di ferie, ha confermato Livini, il contenimento di attività come ecografia e diagnostica per immagini. “Non stiamo riducendo o ridimensionando nulla, anzi, ci siamo impegnati a potenziare nel triennio la residenzialità extraospedaliera. Contiamo di poterlo portare a casa questo risultato e di poterlo fare all'interno del mio mandato”.

La città di Montegranaro, ha spiegato il Direttore, ha diverse attività ambulatoriali all'interno del presidio distrettuale, alle quali si aggiungono il Centro diurno Alzheimer (“le cui voci di ridimensionamento che circolano sono assolutamente non veritiere”), l'Hospice (“che ci impegniamo a potenziare”) ed il Centro disturbi cognitivi e demenze, attivato nel maggio 2016.

“Sulle cure domiciliari stiamo garantendo le attività come abbiamo sempre fatto, mentre stiamo per chiudere il rinnovo dell'accordo con la Croce Gialla, alla quale potremmo anche affidare le funzioni di portineria e di accoglienza per quella struttura. Rimane anche il centro di raccolta sangue dell'Avis”.

 

I DATI DEI SERVIZI

Ad evidenziare i dati dei servizi Vincenzo Rea, Direttore di Distretto.

“La sospensione ecografia del martedì è legata come in altri presidi al periodo di garanzia delle fruizione delle ferie da parte del personale.

Per quanto riguarda il Centro diurno abbiamo 20 posti letto con 20 pazienti tutti i giorni dalle 8 alle 18. Nel 2015 sono stati 30 i pazienti che hanno ruotato complessivamente nella struttura, di cui 22 donne, con un totale di giornate di degenza di quasi 4.000 giorni.

Sull'Hospice, come detto dal Direttore Livini, stiamo spingendo per il potenziamento dei posti letto, per aggiungerne 10 agli attuali 10 che sono stati stabiliti dalla Giunta regionale nel 2009 e che comprendevano anche i pazienti preterminali e terminali affetti da demenze. Nel 2015 qui sono stati assistiti 133 pazienti, di cui 73 uomini. In questo caso le giornate di degenze sono state quasi 2.800”.

C'è poi la recente novità del Centro disturbi cognitivi e demenze. “La responsabilità gestionale e di sorveglianza dei percorsi assistenziali è in capo al Distretto ed i percorsi sono altamente qualificati e multidisciplinari. Qui offerta e risposta sono di tipo trasversale e hanno come cardini la Neurologia dell'Ospedale di Fermo ed il Dipartimento geriatrico e riabilitativo dell'Inrca, con un coinvolgimento anche dell'Ambito XIX”.

Oltre a Montegranaro, le cure domiciliari interessano anche i cittadini di Rapagnano, Monte San Pietrangeli, Francavilla d'Ete e Torre San Patrizio.

“Nel 2015 abbiamo assicurato cure domiciliari di tipo prestazionale a 249 pazienti, di questi 166 in regime di cure prestazionali e 83 in cure domiciliari integrate. C'è anche il Centro del Piede, che ha una sua valenza molto importante e che allo stato vede gravitare due chirurghi della Chirurgia di Fermo. La temporanea sospensione del venerdì è sempre legata al discorso ferie.

Abbiamo anche la pediatria due volte a settimana all'interno del presidio, per quasi 4 ore settimanali”.

 

IL RUOLO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

“Livini e Rea hanno colto questa esigenza che avevamo di poter descrivere il lavoro fatto - ha evidenziato il Sindaco di Montegranaro Ediana Mancini -. In questi giorni si è letto di tutto, come che questa Amministrazione fosse passiva rispetto allo smantellamento dei servizi sanitari. Cosa falsa: dal primo incontro dopo il mio insediamento ho espresso tutti i problemi, fatto richieste e sollecitazioni su più livelli, innanzitutto che i servizi ambulatoriali non fossero smantellati.

Ho avanzato anche la richiesta di poter utilizzare il quarto piano, grande e ristrutturato recentemente, che può costituire una valida sede per un servizio importante piuttosto che spendere risorse su altre strutture. Tutto mi si può dire, quindi, tranne che sia stata silente o assente alle Conferenze dei Sindaci”.

Dopo aver rimarcato l'importanza della comunità veregrense anche in un'ottica interprovinciale, con possibili progettazioni con l'Area Vasta 3, la Mancini è tornata a parlare di Hospice e di camere di osservazione. “Volevamo che la struttura fosse dotata di camere di osservazione dignitose e con il precedente Direttore sono stati attivati i lavori, continuati con Livini. Adesso siamo pronti e con il decreto regionale possiamo aprire le porte subito”.

Decisa, la Mancini, anche sul fronte del Croce Gialla. “Non si dice che al nostro insediamento la convenzione era scaduta e nessuno l'aveva rinnovata. Non era semplice, ma l'abbiamo fatto noi. E adesso si sta concludendo questo nuovo accordo. C'è il problema del pomeriggio e la mancanza del servizio di portineria, quindi potremmo prevedere di coinvolgere i militi della Croce Gialla”.

L'ultimo passaggio è ancora una volta sui rapporti con l'Area Vasta del Fermano. “Stiamo lavorando in sintonia, ma questo non significa che l'Amministrazione non chieda e non solleciti, sempre nel rispetto dei ruoli. Non si può chiedere l'impossibile, ma il possibile continueremo a chiederlo con una certa forza”.

 

L'IMPEGNO PER LA POTES DI SANT'ELPIDIO A MARE

Nel ragionamento complessivo sullo stato della sanità fermana, c'è stato anche spazio anche per una riflessione sulla sede della Potes di Sant'Elpidio a Mare.

“Negli anni - spiega Livini - abbiamo rivisto tutta la rete di emergenza con delibere regionali, determine Asur ma anche con accordi pregressi in sede di Conferenza dei Sindaci. Si è deciso allora che la sede della Potes fosse Sant'Elpidio a Mare. C'erano tutte le motivazioni, è stata una scelta pienamente condivisa ed è inutile oggi tornare a chiedere perché la sede stia lì. Sede che sarebbe partita subito, ma siamo rimasti imbrigliati dalle difficoltà nel fare assunzioni e nel reperire medici per questo tipo di lavoro, sia per le sale operatorie che per anestesisti. Questo avviene perché è sbagliata la programmazione nel sistema Italia. E poi è un settore delicato, è dura lavorarci e se hai possibilità di scegliere scegli altro. Ma noi non ci siamo arresi: ci vogliono 3 medici e 3 infermieri per garantire la turnazione e se serve faremo anche la mobilità da fuori regione, con la quale potrà partecipare chiunque ma sempre con questa specializzazione. Abbiamo fatto gli avvisi pubblici e ne rifaremo altri, fino a che non arriveremo ai numeri che ci servono”.

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Data pubblicazione : 04/08/2016 14:21
Scritto da : Redazione
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