Sanità
100 posti letto, apertura entro Pasqua dell'anno prossimo: presentato il progetto del nuovo "Istituto di riabilitazione S. Stefano" di Campofilone

Campofilone si appresta a diventare un punto di riferimento per tutta la Valdaso in merito ai servizi sanitari offerti: a circa tre settimane di distanza dall'apertura del nuovo Centro Socio Educativo Riabilitativo (il quarto della provincia dopo i due di Fermo e quello di Servigliano), questa mattina è stato presentato in conferenza stampa, alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il progetto della nuova struttura socio-sanitaria denominta “Istituto di riabilitazione S. Stefano” che nascerà in località Valdaso.

100 posti letto, apertura entro Pasqua dell'anno prossimo: presentato il progetto del nuovo

“Quella di oggi è una giornata da segnare con l'evidenziatore sul calendario per Campofilone e per tutto il territorio – ha commentato il sindaco del paese Ercole D'Ercoli, visibilmente soddisfatto ed emozionato – dopo un percorso lungo diversi anni siamo arrivati a presentare un progetto di straordinaria rilevanza grazie alla sinergia di tanti soggetti”.

 

D_ercoli_ceriscioli

 

Il cantiere è già aperto, i lavori sono a carico della T.C. Srl top Costruzioni di Lettomanoppello (“in quattordici anni da amministratore non mi era mai capitato di vedere un'impresa operare in quel modo” - ha commentato D'Ercoli) e verranno conclusi entro 14 mesi: l'obiettivo, quindi, è di arrivare all'inaugurazione della struttura per Pasqua dell'anno prossimo.

A finanziare il costo complessivo dell'operazione, che si aggira sugli 11 milioni di euro, la Kos Care, la società nata circa un anno fa dalla fusione tra il gruppo Kos e il gruppo Santo Stefano, che ha acquistato il terreno e finanziato la struttura. Struttura che ospiterà 100 posti letto, 80 dei quali come residenza sanitaria assistenziale con una particolare vocazione alla cura dell'Alzheimer e 20 per gli stati vegetativi, e che darà lavoro a un numero compreso tra 90 e 120 operatori sanitari: “Volevamo inquadrare il centro nell'ambito dei servizi complessivi della Regione e di questa area vasta – spiega Enrico Brizioli, amministratore delegato del gruppo Kos Marche -. La sua portata è decisamente sovracomunale: diventerà la struttura di tutta la Valdaso andando a coprire il fabbisogno di un bacino d'utenza sprovvisto di determinati servizi”.

“Per quanto riguarda la distribuzione dei posti letto – aggiunge Brizioli – con il nuovo atto di fabbisogno valuteremo poi se inserire anche dei posti di riabilitazione al posto di alcuni di quelli dedicati alla Rsa, con questi ultimi che sarebbero ovviamente recuperati in altri centi del territorio”.

 

La struttura, progettata dallo studio Santarelli&partners, occuperà una superficie di 6947 metri quadrati, che diventano 10565 considerando la parte di verde attrezzato e quella per i parcheggi, e si articolerà su tre piani.

Soddisfatta la Presidente della Provincia Moira Canigola, che ha sottolineato l'importanza di aggiungere ulteriori servizi al territorio e ha inserito il nuovo centro di Campofilone in un discorso più ampio riguardante le nuove strutture sanitarie che dovrebbero sorgere a breve nel Fermano: “E' un segnale positivo che la nostra piccola Provincia abbia ricevuto un'attenzione molto importante da parte della Regione e dell'Asur – commenta la Canigola –. Nel giro di pochissimo tempo vedremo nascere questa struttura e i nuovi ospedali di Fermo e Amandola: tutto ciò innalza la qualità della vita del territorio rendendolo ancora più attrattivo e sicuro”.

“Si tratta di un segnale forte e importante per questa provincia – commenta il direttore dell'Area Vasta 4 Licio Livini – che ci permette di andare a recuperare uno svantaggio in termini di posti letto e soprattutto di dare risposte dirette a certi fabbisogni, soddisfando così un'esigenza di sicurezza sociale”.

 

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Una struttura, come evidenziato da Giuseppe Feliziani, responsabile dei servizi di integrazione socio-sanitaria dell'Asur Marche, necessaria in un territorio in cui si registra un numero elevato di casi di Sla e di malattie neurologiche e che consente di non gravare sugli ospedali, che rappresentano solo una parte del sistema sanitario regionale e non la più adatta per soddisfare esigenze di questo tipo.

“Questa struttura è la realizzazione plastica di come questo nuovo corso regionale dia attenzione ai bisogni della società – commenta Fabrizio Volpini, presidente della commissione sanità regionale -. Accanto al lavoro per costruire centri di questo tipo c'è poi l'attenzione dedicata alle attività di prevenzione: l'aspettativa di vita è cresciuta negli anni, ora la sfida è quella di aumentare la qualità degli anni aggiuntivi”.

 

In conclusione la parola è poi passata al Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli che, dopo aver evidenziato ironicamente come la giunta da lui guidata “stia seguendo una strada strana, quella di andare a collocare nuovi servizi dove ce n'è più bisogno”, ha sottolineato i vantaggi di un modello in cui il privato diventa complementare al servizio di sanità pubblica: “Se non seguissimo questa strada non sapremmo come assumere il personale senza sforare il tetto massimo di dipendenti pubblici; inoltre così facendo abbiamo anche tempi certi in merito alla realizzazione della struttura e in più stiamo crescendo nell'efficacia delle attività di verifica – analizza Ceriscioli -. Seguendo questo percorso offriamo un servizio di cui la sanità pubblica ha bisogno ma che non va a pesare su di essa: il tutto, trattandosi di un privato convenzionato, senza che dal punto di vista del costo ciò comporti aggravi per i cittadini: siamo convinti che questa sia la strada giusta per realizzare importanti servizi per la comunità”.

 

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Data pubblicazione : 23/02/2018 14:39
Scritto da : Andrea Pedonesi
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