Sanità
Vi racconto la mia storia al Pronto Soccorso del Murri di Fermo: "Ho trovato professionalità e disponibilità"

Ogni tanto, sulla stampa locale, compaiono lettere di cittadini che lamentano le lunghe attese subite al Pronto Soccorso del Murri. A me è successo esattamente il contrario perchè erano medici ed infermieri ad aspettare che io arrivassi. Ma andiamo per ordine. Poco tempo fa, mentre ero solo in casa alle 15,45, sono stato colpito da infarto miocardico acuto ma ho avuto la forza e la lucidità di telefonare al 118 e nel giro di pochissimi muniti sono arrivati i sanitari insieme ai volontari della Croce Verde : mi hanno somministrato dei farmaci e sottoposto ad ECG sul cui foglio si può leggere che erano le 16,05. Sì, erano passati venti minuti dalla mia telefonata. Sono stato poi trasportato al Pronto Soccorso dove sono arrivato vivo alle 16,33 e vivo ne sono uscito !

Vi racconto la mia storia al Pronto Soccorso del Murri di Fermo:

Ma perchè ho scritto che medici ed infermieri stavano aspettando che io arrivassi ? Perchè c'è stato il giusto coordinamento tra i sanitari del 118 e quelli del Pronto Soccorso i quali, essendo stati allertati ed informati della gravità del mio infarto, erano ad attendermi : già, perchè io non sono entrato con un codice rosso, ma con un codice rosso fuoco e sicuramente avrò fatto lamentare chi stava aspettando di essere visitato per qualche fregnaccia che avrebbe potuto risolvere con il proprio medico curante se non addirittura con l'automedicazione.
Al Pronto Soccorso ho trovato la professionalità e la disponibilità che la situazione richiedeva. Il dolore poi, che nonostante la somministrazione di morfina, aveva raggiunto livelli inimmaginabili, mi rendeva particolarmente agitato e quindi difficile da gestire. Ci sono riusciti (a gestirmi) e, dopo l'ultima endovena delle 17,15, sono stato trasportato d'urgenza all'Emodinamica di Ancona che era già stata contattata per il trasferimento.
Durante il trasporto in ambulanza ho avuto la conferma della professionalità e della disponibilità dei sanitari, mentre la "pazzia" dell'autista della Croce Verde mi ha permesso di essere sul lettino dell'Emodinamica esattamente alle ore 18,10.
Alle 20 era tutto finito e ciò dimostra, visto che sto scrivendo queste righe, che anche in Ancona sapevano il fatto loro.
Certo, se l'Emodinamica fosse stata a Fermo mi sarebbe andata meglio, ma questo è un altro discorso.

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Data pubblicazione : 18/10/2015 11:35
Scritto da : Arbace Santarelli
Commenti dei lettori
15 commenti presenti
  • francesca

    21-10-2015 20:47 - #15
    Bisogna essere disastrati parecchio per non cogliere la differenza. Certo, non vorrei essere suo parente e nemmeno amico. Io torno sulla voglia di vivere che ha dimostrato il signor Arbace, a dispetto di qualsiasi proclama e mi congratulo con lui.
  • Carlo

    21-10-2015 16:08 - #14
    Francesca lei è un genio! Cito dal Suo pregevole intervento: "per me lei puoi fare come le pare, ma non con l'aiuto dello Stato che ti spinge giù dal cornicione, e quindi col mio aiuto". Quindi meglio il suicidio fatto a casa che l'eutanasia fatta dallo Stato? Complimenti :*******
  • francesca

    21-10-2015 02:50 - #13
    Sa com'è , Carlo, per me lei puoi fare come le pare, ma non con l'aiuto dello Stato che ti spinge giù dal cornicione, e quindi col mio aiuto. Poi, vediamo al momento se sara'così sicuro e se magari le sarà concesso di cambiare idea : non è che lo sai prima se puoi sopravvivere ad un ictus o ad un infarto e come ti ritrovi dopo. Sa che in Olanda muoiono CINQUEMILA persone all'anno per eutanasia ? Non immagina che la maggior parte siano persone sole e che non vogliono pesare su parenti non proprio affettuosissimi ? E il risparmio per lo Stato ? In fondo la motivazione principale è quella, ma poi ci si ritrova al pronto soccorso e si è contenti , contentissimi, stra-contentissimi di non essere visti come un rottame da rottamare al più presto. E passare da tre casi limite a CINQUEMILA persone di cui non importa un tubo a nessuno, che potremmo essere noi o i nostri figli o i nostri genitori, ci vuole un attimo.
  • Carlo

    20-10-2015 07:33 - #12
    Cara Francesca, ma che dici? il testamento biologico è non essere tenuti in vita da una machina... ma hai letto l'articolo? Comunque io per me voglio l'eutanasia... perché tu devi impedire a me di decidere della mia vita?
  • Arbace Santarelli

    19-10-2015 17:20 - #11
    Gentile Francesca X, il suo ulteriore commento ,decisamente fuori tema, mi costringe a venir meno al proposito di non replicare più. Ma dove vuole andare a parare ? Che cosa c'entra il testamento biologico con quello che ho voluto raccontare ? Le fregnacce si riferiscono ai furbetti ai quali è stato assegnato il codice bianco e che si recano al P.S. per approfondire aspetti clinici non urgenti o cronici, per evitare liste di attesa per visite specialistiche non urgenti, per richiedere prescrizioni e per evitare il pagamento del ticket eccetera, eccetera, eccetera. L'aver scritto che sono uscito vivo dal Pronto Soccorso non ha niente a che vedere con quello che lei chiama il desiderio di vivere ma significa semplicemente che i sanitari hanno saputo fare il loro mestiere. Lei ha buona memoria Francesca, ma non vuol mettersi in testa che quelli che la pensano come me vogliono VIVERE non sopravvivere o, peggio, vegetare. E non vogliono neanche soffrire ed essere di peso agli altri. Adesso finiamola altrimenti battiti cardiaci e pressione arteriosa mi fanno star male : mi appello alla sua pietà cristiana.
  • mendicante

    19-10-2015 16:57 - #10
    Io mi sono sempre trovato malissimo. Attese lunghissime dei malati e sincera scortesia degli addetti ai lavori. E poi è un obbrobrio di colori in stile bagno pubblico all'aperto, quello nuovo. Comunque, una persona mi aveva accennato del tuo infarto. Sono contento che sia andato tutto bene. Ciao, Simone
  • francesca

    19-10-2015 16:08 - #9
    Signor Santarelli, magari mi sbaglio, ma mi sembra che più volte lei si sia espresso a favore del testamento biologico, anticamera dell'eutanasia : mettiamo che i sanitari l'avessero trovata incosciente, con un bel testamento in cui affermava di non voler essere rianimato...come sarebbe andata a finire ? Mi congratulo con lei, comunque, perché nella vita reale prevale il desiderio di vivere, come lei ha ben raccontato, a dispetto di qualsiasi prognosi incerta.p.s. : ha parlato lei di persone che aspettavano per "fregnacce", mica io.
  • Matteo

    19-10-2015 12:30 - #8
    Con un mio amico hanno sottovalutato un trauma cranico e l'hanno rimandato a casa così su due piedi. E' ancora vivo ma sta messo male. Dall'altra parte va difeso però l'operato dei sanitari: a quei ritmi di lavoro può sfuggire qualcosa...
  • Arbace Santarelli

    19-10-2015 11:43 - #7
    Da Bella senz'anima di Riccardo Cocciante: ........che pena mi fa.......... e adesso spogliati come sai fare tu............ Non inviterò gli autori di certi commenti a spogliarsi ma cesserò io di replicare.
  • Arbace Santarelli

    19-10-2015 11:13 - #6
    Scusi Francesca X. ma dove ha letto che io considero fregnacce patologie da codice giallo o verde ? Il paziente con codice giallo è in potenziale pericolo di vita con minaccia incombente di cedimento delle funzioni vitali mentre quello con codice verde non corre rischi, ma necessita di una prestazione medica differibile. Come nel suo caso. Il riferimento alla dolce morte non vedo cosa ci azzecchi ma non ho voglia di sforzarmi per capirlo. Lei, Lorenzo Y ha scambiato per entusiasmo quello che invece rappresenta stima e gratitudine e poi si azzarda a sostenere che la professionalità viene garantita ad una minoranza di pazienti : li denunci, ce li faccia conoscere questi disservizi sanitari che accadono al Pronto Soccorso.
  • michele traini

    19-10-2015 11:05 - #5
    che dire, ne è uscito vivo, volemose bbene e "passata la festa, gabbato lo santo". Siamo un paese strano.
  • joe

    19-10-2015 11:02 - #4
    recensioni che lasciano il tempo che trovano, se fosse incorso in un decesso, i suoi familiari si sarebbero già rivolti ai carabinieri & ad un avvocato e tanti saluti! Non capisco tutte queste mode italiche di applaudire la normalità di svolgimento di un lavoro, in questo caso pubblico e finanziato con le tasse di tutti. Fino a quando ci emozioneremo per l'ordinarietà non faremo mai passi avanti come popolo.
  • Lorenzo

    19-10-2015 10:06 - #3
    Vorrei tanto essere del suo stesso avviso caro signore. Che le devo dire, non credo avremmo lo stesso entusiasmo se ci sedessimo nella sala d'aspetto del Pronto Soccorso di Fermo e tirassimo giù dei dati statistici. Forse lei, per la legge dei grandi numeri, è uno dei fortunati in questa dinamica al contrario che garantisce un servizio all'altezza a uno ogni x pazienti.
  • Paolo Bartolomei

    19-10-2015 00:51 - #2
    Confermo anche io, quale utente del pronto soccorso due settimane fa, professionalità e organizzazione, nonostante ci fossero casi molto gravi in quel momento. E anche gli spazi adesso abbondano, sia relativamente agli accessi e alle sale di attesa, sia all'interno.
  • francesca

    18-10-2015 16:10 - #1
    Non mi sembra corretto definire "fregnacce"" patologie da codice giallo o anche verde : a me pochi anni fa, hanno dato un codice verde per una frattura scomposta alla caviglia, successivamente operata proprio a Fermo e ho dovuto aspettare 8 ore seduta su una carrozzella in corridoio prima che mi facessero il gesso. Non c'è sempre bisogno di denigrare altri che non sono stati altrettanto fortunati, si fa per dire, quanto noi. E noto pure con piacere che quando tocca a noi qualcosa di grave non si invoca poi più così tanto la dolce morte, ma si fa di tutto per continuare a vivere.
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