Approfondimenti
Clostridium Difficilis al centro della cronaca. Il Dottor Giorgio Amadio, Primario di Malattie Infettive del Murri, a Radio Fermo Uno spiega cos'è

Dopo la nota stampa della consigliera regionale della Lega Marzia Malaigia sul Clostridium Difficilis, il batterio che avrebbe causato il "decesso di due signore anziane presso la casa di cura al centro di Porto San Giorgio e un altro all'INRCA di Fermo”, abbiamo deciso di approfondire l’argomento insieme al Primario di Malattie Infettive dell’Ospedale Murri di Fermo, il Dottor Giorgio Amadio, che ieri, in diretta su Radio Fermo Uno, ha spiegato nel dettaglio cos’è, come si manifesta, quali sono i sintomi e le terapie.

Clostridium Difficilis al centro della cronaca. Il Dottor Giorgio Amadio, Primario di Malattie Infettive del Murri, a Radio Fermo Uno spiega cos'è

“Parliamo di una notizia nota e non di una notizia degli ultimi mesi – ha specificato il Dottor Amadio. Il Clostridium Difficilis è un problema che negli ultimi anni è aumentato in modo esponenziale non solo nel Fermano, ma in tutta Italia, in tutta Europa e nel mondo. Dagli anni 2000 infatti i casi sono aumentati di circa 4 volte in tutto il mondo ed è un batterio con il quale combattiamo da tempo.”


“Dal punto di vista microbiologico il Clostridium Difficilis è un batterio anaerobio gram-positivo sporigeno che produce una tossina – ha continuato il Primario. - Per intenderci, è un batterio che vive prevalentemente nell’intestino dell’uomo e degli animali: se si trova all’interno dell’intestino si manifesta nella sua forma vegetativa vivente, quando invece vive al di fuori del suo ambiente ideale forma le spore, che sono delle forme di resistenza, e questo ne giustifica l’ampia diffusione perché la spora è resistente al calore, al sole, ad alcuni disinfettanti. Il batterio produce una tossina e il danno che dà è dovuto al suo veleno. Attualmente conosciamo due tipi di tossine (la A e la B), anche se, se ne sta scoprendo una terza. “

 

“Il Clostridium Difficilis è stato isolato per la prima volta nel 1935, quando è stato trovato nell’intestino dei neonati. All’inizio non si capiva il suo ruolo, anche perché le conoscenze microbiologiche non erano uguali a quelle attuali, poi negli anni '70 si è notato che soggetti che avevano una diarrea avevano una tossina prodotta dal Clostridium e quindi si è arrivati a capire che lo stesso batterio era causa della diarrea. Il Clostridium Difficilis è riconosciuto inoltre come la causa più importante di diarrea nei paesi industrializzati e, negli ultimi anni, si è avuta la diffusione di un ceppo particolarmente virulento con l’utilizzo di alcuni antibiotici ” ha continuato il Dottor Amadio.

 

“Nel nostro intestino abbiamo la flora batteria, dove sono presenti dei batteri ‘buoni’, che ci aiutano e ci difendono da altri batteri – ha proseguito Amadio. - Quando utilizziamo gli antibiotici, alle volte purtroppo anche impropriamente, oltre che andare a combattere quel batterio che ci dà tosse, mal di gola o altro, andiamo anche ad alterare la nostra flora batterica e danneggiamo un meccanismo di protezione.”


“Poi ci sono le spore presenti nell’ambiente, che ingeriamo per via orale e quando arrivano al nostro intestino, germinano e possono generare la malattia – ha aggiunto il Primario. - Quando il Clostridium Difficilis entra nel nostro intestino le strade possono essere diverse: se abbiamo un intestino che funziona bene e con un sistema immunitario buono, anche se il batterio produce tossina, non succede nulla e il batterio viene arginato. In una persona che ha la flora batterica alterata e un sistema immunitario non particolarmente efficiente, il Clostridium Difficilis produce la tossina e dà la diarrea, il sintomo principale della malattia. Una diarrea che può avere vari stadi di gravità: da lieve fino a colite fulminante, quest’ultima può anche necessitare di intervento chirurgico. Dunque la malattia ha una gradualità particolare.”


Quindi un sistema immunitario che non funziona bene e l’utilizzo di antibiotici per la cura di altre malattie alterano la flora batterica e permettono la “nascita” del batterio. “I pazienti che hanno queste specifiche caratteristiche sono gli anziani ed è per questo che il Clostridium Difficilis attacca maggiormente questa tipologia di pazienti. Il problema è che queste caratteristiche, tipiche degli anziani, come età, sistema immunitario debole e concomitanza di malattie, non sono modificabili. L’unica soluzione è quella di non utilizzare gli antibiotici a sproposito.”


“Una delle caratteristiche di questa malattia è che purtroppo ci sono delle recidive e sono frequenti: dopo un primo caso si stima che il 25% (quindi una persona su quattro) possa avere una recidiva e per ognuna aumenta il rischio di successive recidive che mano a mano possono essere sempre più gravi. Molto spesso soprattutto, il decesso, si verifica su persone che hanno già delle gravi patologie, è quindi la classica ‘goccia che fa traboccare il vaso’; mentre altre volte ci sono casi in cui il Clostridium Difficilis ‘dà la spinta fondamentale’” – ha concluso il Dottor Amadio.

Letture:2039
Data pubblicazione : 25/10/2018 10:59
Scritto da : Alessandra Bastarè
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications