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Missione compiuta. Revocata l'ordinanza di inagibilità, riapre il Santuario della Madonna dell'Ambro: Mons. Pennacchio vi celebrerà la Messa di Natale

“Oggi è un giorno meraviglioso: restituire il più antico santuario mariano delle Marche ai fedeli e ai turisti è una cosa bellissima”. Non nasconde l'emozione il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni nel giorno in cui la Cassa di Risparmio di Fermo, finanziatrice del restauro conservativo e del miglioramento sismico del Santaurio della Madonna dell'Ambro, restituisce le chiavi del luogo di culto all'Arcidiocesi di Fermo, nella persona del Vescovo, Mons. Rocco Pennacchio, dopo la revoca dell'ordinanza di inagibilità.

Missione compiuta. Revocata l'ordinanza di inagibilità, riapre il Santuario della Madonna dell'Ambro: Mons. Pennacchio vi celebrerà la Messa di Natale

Amedeo Grilli, presidente della Cassa di Risparmio di Fermo, lo aveva garantito nel marzo scorso: i lavori sarebbero terminati entro la fine dell'anno. Monsignor Pennacchio si era spinto ancora oltre, esprimendo la volontà di celebrare la Messa di Natale nel Santuario. Entrambe le promesse sono state quindi mantenute: i lavori si sono conclusi due giorni fa, ad esattamente dieci mesi di distanza dal loro inizio, e l'Arcivescovo di Fermo lunedì sera (ore 23) sarà regolarmente sul sagrato del luogo di culto ad officiare una delle cerimonie religiose più importanti dell'anno liturgico.

 

“La presenza in questa sala assemblee di così tante autorevoli personalità sottolinea l'importanza di questo intervento – sono le prima parole dell'ingegner Grilli nel salutare i presenti-. Il nostro istituto di credito ha deciso di investire nel progetto perché abbiamo ritenuto fondamentale scegliere un edificio dal valore fortemente simbolico e dimostrare che dopo il sisma è possibile ripartire e che la montagna non può essere abbandonata: la nostra banca locale ha quindi svolto il suo ruolo di catalizzatore di risorse per dare risposte concrete in tempi certi al territorio”.

 

Se la Cassa di Risparmio di Fermo ci ha messo i soldi (circa un milione di euro), per riconsegnare ai fedeli il santuario entro la fine dell'anno c'è voluto un importante gioco di squadra: un aspetto, quest'ultimo, che Grilli ha ribadito più volte, mettendo in evidenza come proprio il contesto di forte collaborazione abbia portato ad un'accelerazione dei tempi.

Tanti sono stati i protagonisti di questo progetto di recupero, a cominciare dalla ditta Alessandrini di Montefortino che, oltre ad essersi occupata del cantiere vero e proprio, subito dopo la scossa dell'agosto 2016 lavorò, in una situazione di grande pericolo, anche alla messa in sicurezza del santuario evitandone il crollo.

Fondamentale è stato poi il ruolo della Mapei, un'azienda di caratura nazionale che ad ottobre dell'anno scorso è stata scelta come partner tecnico e che ha messo a disposizione materiali di primo livello e tecnologie all'avanguardia. Decisivo poi anche il ruolo di tanti professionisti marchigiani: dall'architetto Giulia Alessandrini di Montefortino e l'ing. Diego Damen di Monte San Pietrangeli, che si sono occupati del progetto e della direzione lavori per quanto riguarda rispettivamente la parte architettonica e strutturale, al prof. Luigino Dezi, ordinario di tecnica delle costruzioni alla Politecnica delle Marche, che ha svolto il ruolo di consulente strutturale, senza dimenticare l'architetto Massimo D'Ignazio di Civitanova Marche (collaudatore statico), il dottor Emanuele Kurdos di Amandola per la relazione geologica sulla risposta sismica locale e il geometra Paolo Tartufoli, che ha ricoperto l'incarico di coordinatore della sicurezza e della contabilità per conto di Carifermo Spa.

Insomma, una squadra vincente protagonista di un cantiere che ha già fatto scuola e i cui aspetti tecnici e innovativi verranno adeguatamente sviscerati in un convegno che si svolgerà il prossimo 14 marzo nell'occasione dell'inaugurazione ufficiale del Santuario, che coinciderà con il 162esimo anniversario della fondazione della Carifermo.

 

“Da quando sono a Fermo è la prima volta che viene riaperto un centro di culto così importante e non in virtù di una semplice messa in sicurezza, ma grazie a un'opera di recupero più seria e compiuta – sono le prime parole di Mons. Pennacchio, che si è detto compiaciuto ed emozionato -. Considerando che per noi cristiani il Natale è la festa dell'incontro tra Dio e l'uomo, riaprire una Chiesa in quest'occasione assume una valenza simbolica ancora più importante”.

E se il Vescovo promette che durante la Messa di Natale esprimerà un sentito ringraziamento alla Madonna (“l'unica parte della struttura non coinvolta dal sisma è stata quella originaria, cioè quella dell'annunciazione: credo che la Vergine Maria abbia vigilato sul Santuario fin dalla prima scossa”), al tempo stesso si concede un annuncio che farà ulteriormente felici i cittadini di Montefortino, che dai terremoti di fine 2016 non hanno più a disposizione un solo edificio di culto agibile: ”Dopo diverse valutazioni e grazie all'aiuto della Caritas verrà recuperata una chiesa centrale del paese, che diventerà anche centro di comunità – è la promessa -. E' un lavoro che speriamo possa riportare fiducia e speranza nelle popolazioni”.

 

Ciaffaroni_Pennacchio

 

Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Lucio

    21-12-2018 19:20 - #1
    Senza vergogna!!!! I terremotati al freddo e sparsi in giro o alloggiati in casette fatiscenti ma le chiese hanno la priorità!!!! Aveva ragione Napoleone....la chiesa una rovina!!!!!
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