Carosello
Marco Sansovini: da Zeman alla Fermana

Il passato è sempre importante, così come il curriculum. E anche a trentasette anni si può dimostrare di essere un calciatore ancora decisivo quando si hanno i mezzi per farlo.

Marco Sansovini: da Zeman alla Fermana

È il caso di Marco Sansovini, attaccante della Fermana, realtà del calcio di Lega Pro con una sola stagione in Serie B nella sua storia, che è approdato nelle Marche questa stagione dopo una stagione al Teramo condita da 9 reti in 38 partite. L’attaccante cresciuto nelle giovanili della Roma, con la quale fu convocato in Serie A nella stagione 1999-2000, è stato chiamato per fare il suo mestiere: andare in gol. Non a caso dei 12 gol della Fermana Sansovini ne ha messi a segno 4, ossia un terzo del totale, a dimostrazione del livello superiore che possiede per giocare in questa categoria. Mancino di piede e dotato di una buona rapidità d’esecuzione, Sansovini è stato chiamato alla Fermana per aumentare il livello medio della rosa e si è dichiarato felicissimo di vestire questa maglia una volta ufficializzato il suo ingaggio alla fine del calciomercato estivo.

 

Se analizziamo le quote scommesse proposte dagli analisti di Bet365 vediamo come la squadra marchigiana non risulta affatto tra le favorite per salire in Serie B. I suoi 18 punti in 14 partite del girone B di serie C sono una fedele conferma delle possibilità di una squadra che è rinata nel 2013 e che nel 1999-2000 partecipò alla sua unica stagione nella serie cadetta, alla fine della quale retrocesse nuovamente ma dopo essersi tolta la soddisfazione di battere il Napoli, il Genoa e l’Atalanta, tre squadre importanti che adesso giocano tutte in Serie A. Ma è parlando di B che spicca il nome di Sansovini, dall’esperienza importante e un soprannome, il Sindaco, che gli hanno affibbiato a Pescara dopo una serie di anni in quella società. Nel capoluogo abruzzese, infatti, nessuno ha dimenticato la splendida stagione 2011-12, quando Sansovini faceva parte del tridente delle meraviglie nel quale accompagnava il centravanti Ciro Immobile e l’ala sinistra Lorenzo Insigne, oggi stelle di Lazio e Napoli e tra i migliori attaccanti della Serie A, se non d’Europa. In quel tridente l’attaccante romano partiva da destra per accentrarsi e inoltre era il capitano. Insieme a Immobile e a Insigne misero a segno 62 gol, forgiando quindi la leggenda di un attacco strepitoso, marchio di fabbrica del tecnico boemo, uno che ha sempre puntato allo spettacolo e al divertimento attraverso i gol.

 

Ora che è arrivato a Fermo, l’attaccante romano sta facendo valere la sua qualità superiore. I suoi 16 gol nella stagione 2011-12, quella della promozione del Pescara in Serie A e i 20 messi a segno l’anno successivo allo Spezia garantiscono per lui, che ha dimostrato di saper segnare con costanza anche senza l’aiuto del calcio di Zeman, che ha reso migliori tutti gli attaccanti che ha allenato. Allo stadio Bruno Recchioni attendono i suoi gol per togliersi un po’ di soddisfazioni in una piazza che ha visto tempi migliori.

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Data pubblicazione : 06/12/2017 09:56
Scritto da : Redazione
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