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Presentato questa mattina in Regione l’evento culturale dell’estate fermana. Il primo agosto si alza il sipario sulla mostra dedicata a Fortunato Duranti. GUARDA LE FOTO DELLA CONFERENZA

La mostra, curata dal professor Stefano Papetti, aprirà i battenti al grande pubblico a Palazzo dei Priori il 1° agosto. Appuntamento alle 18 presso il Centro Congressi San Martino, dove si svolgerà la presentazione ufficiale per poi passare al taglio del nastro a Palazzo dei Priori. Questa mattina presentazione ufficiale ad Ancona alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura Pietro Marcolini, del sindaco di Fermo Nella Brambatti e dell’assessore Nunzio Giustozzi, odel sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni, della sovrintendente Beni Storici Artistici e Antropologici Maria Rosaria Valazzi e dello storico dell’arte Stefano Papetti, curatore della mostra e del catalogo.

Presentato questa mattina in Regione l’evento culturale dell’estate fermana. Il primo agosto si alza il sipario sulla mostra dedicata a Fortunato Duranti. GUARDA LE FOTO DELLA CONFERENZA

“Non solo un doveroso omaggio a Fortunato Duranti in occasione del 150esimo della morte - ha esordito l’assessore regionale Marcolini - ma un’occasione per portare a conoscenza del grande pubblico la figura di questo singolare artista marchigiano e ripercorrere quel felice periodo dell'arte italiana che vede il tramonto della stagione tardo barocca e l'affermarsi dei primi fermenti romantici. Opere marchigiane e prestiti di prestigiose istituzioni, disegni e dipinti di Duranti posti accanto alla lezione pittorica dei grandi artisti da cui ha tratto ispirazione, siglano il successo di questa manifestazione espositiva che ci accompagnerà fino ad autunno inoltrato”.


A fare gli onori di casa per Fermo è stata il sindaco NellaBrambatti: “Voglio rivolgere un ringraziamento al sindaco di Montefortino, agli sponsor che hanno consentito la realizzazione di questa mostra. Ad Asja Ambiente e alla Fondazione Carifermo. Un percorso di studio e documentazione su Duranti che non si limita alla mostra ma che prevede la pubblicazione successiva del catalogo e di un ulteriore volume”. Brambatti che ha parlato del grande valore culturale e didattico dell'appuntamento: “Il lavoro che è stato fatto è molto importante. Come sindaco posso dire che la mostra consente, attraverso il materiale che verrà pubblicato, di approfondire un’analisi su questo autore. Si potrà capire quanto Duranti, sia come autore che come collezionista, abbia significato per il nostro patrimonio culturale in un momento storico molto particolare legato alle vicende politiche europee come il Congresso di Vienna. Il fatto che la mostra rimanga aperta fino al 9 novembre ha una sua ragione. Un messaggio di approfondimento e di studio che vogliamo riservare agli studenti, permettendo un avvicinamento all’arte. Voglio evidenziare l'unione con il percorso formativo scolastico. Abbiamo bisogno d’immergersi in questa cultura che non è solo apprezzare il territorio ma che significa crescere in ogni momento”.


Una mostra che collega virtualmente Fermo a Montefortino, città natale di Fortunato Duranti. Sono 11 le opere arrivate a Fermo proprio dal comune guidato dal sindaco Domenico Ciaffaroni. Un appuntamento il cui valore va ben oltre la regione Marche, come spiegato dalla Sovrintendente Valazzi: “Montefortino è uno dei luoghi più fascinosi delle Marche che il lascito di Fortunato Durante rende unico. Una collezione splendida in una sede bellissima che è palazzo Leopardi. Poi c’è la città di Fermo uno dei luoghi più noti anche per la salvaguardia del patrimonio. Un connubio unico. Il tutto in un periodo di particolare vitalità della Regione. Ogni fine settimana è caratterizzato da inaugurazioni, credo che la cultura sia la base del nostro vivere”.


Un progetto che ha visto la sua origine anche dall'impegno dell'assessore provinciale alla Cultura Giuseppe Buondonno: “E' importante valorizzare la figura di Duranti – ha spiegato - una mostra che ha un senso profondo e che riconnette il capoluogo della provincia a Montefortino. Uno strumento di valorizzazione di rilevanza nazionale. E' molto importante che l’entroterra tragga beneficio e venga conosciuto anche attraverso la città capoluogo. Non dobbiamo dimenticare che tutto quello che facciamo, va bene il turismo, ma ha anche una valenza didattica. Auspico che gli studenti Marchigiani possano venire a visitare questa mostra”.
Buondonno che ha poi ringraziato l'assessore regionale: “Credo che questa sia una delle ultime occasioni di pubbliche in cui posso parlare come assessore provinciale. Voglio fare il mio ringraziamento all’assessore Marcolini perché in questi anni, quasi tutto quello che abbiamo fatto di positivo, parlo anche di strutture, lo ha visto al nostro fianco”.


Conclusione che è stata affidata allo storico dell'arte, nonché curatore ed anima della mostra Stefano Papetti: “Da qualche anno alcune intraprendenti amministrazioni delle Marche hanno realizzato mostre molto importanti. Sembra però che le Marche si arrestino al Settecento. Questa mostra completa questi itinerari culturali regionali presentando una figura tra neoclassicismo e romanticismo. In Duranti è racchiuso il rigore e il culto dell’antico ma anche il temperamento visionario che interpreta modelli classici in chiave emotiva come faranno gli artisti romantici. La mostra riesce a fornire, in chiave anche didattica, la possibilità di capire Duranti in settori non cronologici ma suddivisi per ambiti”.  Papetti che anticipa: “La prima sezione, dal titolo “Il volto e l’anima” è dominata dall’autoritratto che si conserva a Montefortino. Duranti si ritrae nel bel mezzo di una tempesta e aggiunge l'impressione che la tela si stia staccando. Un profondo travaglio interiore che è stato studiato nel corso della mostra. La schizofrenia di cui era affetto è ben visibile nei disegni”. A Fermo saranno esposte opere che fino ad ora non avevano mai messo piede nella nostra regione. I prestiti sono stati concessi dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, dal Museo Nazionale Palazzo Mansi di Lucca, dal Museo Nazionale di Palazzo Reale di Pisa, dalla Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo, dalla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e dalla Fondazione Cavallini Sgarbi di Ro Ferrarese. Un inedito percorso attraverso l'arte italiana dalla fine della stagione tardo barocca all'affermarsi dei primi fermenti romantici. “Mostra che ha due sedi equiparate a quella di Fermo– ha concluso Papetti - non si può conoscere Duranti se non si va anche a Montefortino e al santuario dell’Ambro a cui Duranti era legato ed ha donato alcuni dipinti e dove c’è una cappella che lui stesso ha curato".

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Data pubblicazione : 29/07/2014 15:21
Scritto da : Paolo Paoletti
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