cultura
Amandola festeggia il beato Antonio con i romanzi storici di Raffaele Tassotti

Sabato 23, in occasione dei festeggiamenti del Beato Antonio di Amandola, il professor Raffaele Tassotti, sindaco di Montalto Marche, davanti ad un pubblico numeroso, ha presentato i suoi tre romanzi storici. Lo scrittore è stato presentato dal sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli, che già da tempo aveva in mente di ospitarlo per la qualità ed interesse delle sue opere

Amandola festeggia il beato Antonio con i romanzi storici di Raffaele Tassotti

 

“Quando Tassotti mi ha presentato i suoi lavori – dice il sindaco Marinangeli – ho subito pensato di organizzare questa serata, perché nei suoi libri compare anche Amandola, come tutto il territorio del Piceno e del Fermano. Da sempre i nostri due comuni sono stati in ottimi rapporti, anche ora che si trovano divisi da due province. Siamo molto simili, sia per posizione geografica, sia per il ruolo che svolgono di paesi guida del proprio circondario”.
C’era anche il professore Umberto Moscatelli dell’Università di Macerata, dipartimento Scienze della formazione e Beni culturali e del turismo, che sta studiando l’Abbazia di S. Ruffino e la sua cripta ipogeo di origine Carolingia.
Il professor Raffaele Tassotti ha intrattenuto il pubblico con una meticolosa presentazione dei suoi tre romanzi storici ispirati a fatti realmente accaduti, presi dall’archivio storico del comune di Montalto.
Il primo testo, Mastro della giustizia, è il racconto delle vicende del boia nella Montalto di fine ‘500, quando Papa Sisto riuscì a sgominare le pericolose bande di malviventi che terrorizzavano il comprensorio del presidiato. Dagli archivi comunali risulta che da giovane lo stesso Sisto V aveva frequentato la scuola con quei criminali che finirono sul patibolo. Il secondo Malus Abbas, è ambientato intorno all’anno mille, quando i monaci farfensi si spostarono per fondare l’Abbazia farfense di Santa Vittoria in Matenano.
L’ultimo volume si intitola Le foglie di Mortula. Si tratta di un castello nelle vicinanze di Montalto di cui si era persa la traccia, e che pazientemente Tassotti è riuscito a rintracciarne i resti. La storia è ambientata nel ‘300, sullo sfondo delle lotte intestine tra Guelfi e Ghibellini, le quali coinvolsero in pieno anche il nostro territorio. Risulta che tra i combattenti più feroci del luogo c’erano le donne, cosa molto strana per l’epoca. Il protagonista è un umile personaggio del popolo dell’età di 115 anni (come da atti notarili).
Tassotti, chiudendo con un invito preso dal Petrarca: “Io interrogo i libri, ed essi interrogano e parlano con me”, ha risposto a molte domande, ricordando ai presenti l’amicizia che lega Amandola a Montalto delle Marche. Nel 1533 Potestà di Amandola fu il montaltese Vanni Franceschini e più tardi il Cardinale Felice Peretti, poi Sisto V, fu protettore di Amandola.
La prossima pubblicazione sarà un romanzo sulla famiglia Sacconi; famoso l’architetto Giuseppe nato a Montalto nel 1854, che progettò l’Altare della Patria.

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Data pubblicazione : 30/01/2016 08:54
Scritto da : redazione
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