cultura
Le Marche, un unico grande teatro

Che le Marche siano, da sempre, terra di grande fermento culturale è cosa nota. Sono tante, infatti, le realtà impegnate nell'organizzazione di eventi da sud a nord della nostra regione

Le Marche, un unico grande teatro
Sabrina Guzzanti

Tra queste l'AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali), con il suo ricchissimo calendario di eventi.

Quindi, da oggi sul nostro sito troverete tutte le informazioni sugli spettacoli in cartellone, Fermano compreso (per ulteriori informazioni: tel. 071.2072439 - www.amatmarche.net).

 

31 MARZO; 1, 2 E 3 APRILE | GIO, VEN, SAB ORE 21; DOM ORE 17

PESARO | TEATRO ROSSINI

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

di Luigi Pirandello

drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi

con Valentina Cardinali, Nicola Ciaffoni

Francesca Ciocchetti, Francesco Colella, Elisa Fedrizzi

Elena Ghiaurov, Gilberto Giuliani, Luigi Lo Cascio

David Meden, Sandra Toffolatti, Petra Valentini

Massimo Verdastro, Marouane Zotti

regia Federico Tiezzi

produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

 

Nel 1929, anno in cui vide la luce Questa sera si recita a soggetto l’Europa era devastata da una terribile crisi economica. […] Oltreoceano crollava Wall Street. Il testo di Pirandello non parla di questo ma si muove su quello sfondo, con quel rumore di fondo. Il testo si basa, come avviene anche per molti altri drammi di Pirandello, su una novella Leonora addio! del 1910 in cui si racconta di Mommina innamorata del Trovatore di Verdi e tenuta prigioniera dalla gelosia del marito Rico Verri. Ma il soggetto vero del testo è l’imprevedibilità di ciò che accade sulla scena quando si inizia a provare uno spettacolo e un regista/demiurgo entra in conflitto con attori/creature, tanto da costituirne in più scene il correlativo oggettivo. Gli attori sono gli insetti che un regista entomologo studia sotto la sua lente di ingrandimento. La natura di Questa sera si recita a soggetto consente di pensarlo teatralmente come un grande trattato di regia, un ‘sistema di sistemi’ teatrali, una relazione di diverse funzioni registiche. Molti teatri sono infatti contenuti in questo testo: il teatro brechtiano, quello naturalistico (e i due lottano l’uno con l’altro), la farsa, il dramma sentimentale, l’opera lirica (continui i riferimenti operistici anche nella trama), nella terza parte si presagisce addirittura il teatro di poesia di Eliot e Pasolini. Questa sera si recita a soggetto è la terza opera della trilogia del cosiddetto teatro nel teatro. Ma, se nelle prime due opere della Trilogia, Sei personaggi e Ciascuno a suo modo, la teatralità è concepita come tentativo di salvezza rispetto alla vita, in Questa sera il teatro è un’illusione che viene spazzata via. La vita si riprende il suo spazio. Se il teatro cerca di stilizzarla, ne riceve una controspinta. Il teatro ammutolisce. Il testo mostra alla fine il suo grido bergmaniano, uno strazio; anche il ragionamento diventa doloroso. Lo spettacolo vorrei che somigliasse a un trattato scientifico. Hinkfuss, il regista mago al quale gli attori si ribellano, compone un trattato matematico sulla regia, intesa come ciò che apre ferite all’interno di un testo, all’interno del teatro. Una sorta di Galileo novecentesco che scrive sulla pagina bianca del palcoscenico il suo trattato scientifico su cosa sia il teatro, la regia… Una delle caratteristiche di Questa sera si recita a soggetto è la decostruzione del linguaggio, la frantumazione delle frasi, l’inciampo del periodo, l’esplosione della sintassi: in tutto questo vedo una speciale malattia dei personaggi, specchio di quella crisi economica e sociale che frantumò il mondo a partire dal finire degli anni venti del '900. Un universo sociale, economico e linguistico prossimo al disastro, all’afasia.

Federico Tiezzi

 

1, 2 E 3 APRILE | VEN, SAB ORE 21; DOM ORE 17

FANO | TEATRO DELLA FORTUNA

VENERE IN PELLICCIA

di David Ives

con Sabrina Impacciatore e Valter Malosti

regia Valter Malosti

 

In un teatro, dopo una giornata passata a fare audizioni per trovare l'attrice che possa interpretare il lavoro che si prepara a mettere in scena, Thomas si lamenta al telefono del basso livello delle candidate. Nessuna di loro possiede lo stile necessario per il ruolo da protagonista. Mentre sta per uscire appare Vanda... Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco elettrizzante del gatto col topo nel quale si confondono i confini tra fantasia e realtà, seduzione e potere, amore e sesso. È una sorta di duello teatrale tra due attori di grande talento. Da questa pièce teatrale, acclamata e pluripremiata a Broadway ed in tutto il mondo, il regista Roman Polanski nel 2013 ne ha tratto l'omonimo film.

 

1 APRILE | ORE 21.15

MATELICA | TEATRO PIERMARINI

FRANK RICCI with ALPHONSO JOHNSON

il nuovo progetto live del chitarrista jazz fusion con il bassista di Weather Report e Santana

Frank Ricci chitarra

Alphonso Johnson basso

Adriano Molinari batteria

 

Nuovo progetto live del bravo compositore e chitarrista jazz rock marchigiano, nato dal work in progress in atto per il nuovo disco A Big Dream II. Dopo l’evento con Stuart Hamm nell’estate 2014, ora al suo fianco c’è un altro straordinario bassista statunitense, Alphonso Johnson, stickista jazz fusion dei Weather Report e poi di Santana, che ha collaborato anche con Billy Cobham, Wayne Shorter, Crusaders, Stanley Clarke, Quincy Jones, Sarah Vaughan, Phil Collins. Completa un super trio Adriano Molinari, batterista di Zucchero dal 2002 e turnista di Scott Henderson, Frank Gambale, Bob Franceschini.

 

1 APRILE | ORE 21.15

MONTEMARCIANO | TEATRO ALFIERI

EXPERIENCE

QUINTO RIGO PLAYS HENDRIX

con Valentino Bianchi (sax), Andrea Costa (violino), Stefano Ricci (contrabbasso)

Gionata Costa (violoncello) e con Moris Pradella (voce)

 

Il 27 novembre del 1942 a Seattle nasceva Jimi Hendrix: non solo il più geniale chitarrista di tutti i tempi, ma uno dei massimi autori e musicisti contemporanei. Quintorigo Experience è dedicato interamente al grande chitarrista americano. Precursore di molte strutture e del sound di quelle che sarebbero state le future evoluzioni del rock, fondendo in modo inedito blues, rhythm and blues, soul, hard, sperimentazione sonora, psichedelia e funky, Hendrix ha segnato indelebilmente almeno tre generazioni.

Figlia dello stesso atteggiamento artistico hendrixiano, fatto di rara versatilità, abilità e disinvoltura nello shakerare suoni e generi musicali fra i più disparati, con questa terza tappa di una trilogia dedicata ai grandi autori internazionali, la band romagnola, dopo il bellissimo e acclamato omaggio a Charles Mingus e quello a Frank Zappa, offre un sentito ed originale tributo al genio dell'artista statunitense.

 

2 APRILE | ORE 21

SAN GINESIO | TEATRO LEOPARDI

RADIODERVISH

CAFFÈ JERUSALEM

[il concerto sarà preceduto da un incontro a cura del giornalista Massimo Del Papa]

 

Cafè Jerusalem è il titolo del nuovo progetto musicale dei Radiodervish. Un album dove viene data voce e suono ai ricordi di un mondo che ha vissuto una travolgente trasformazione intorno alla metà del secolo scorso nella città di Gerusalemme. Entrando nella dimensione del caffé mediorientale ci si rivela il carattere multiculturale di una città dove tradizione e modernità si confrontano e dove, grazie alla presenza dei racconti degli Hakawati, i cantastorie che animavano i caffè di Gerusalemme, si entra facilmente in dimensioni fiabesche e surreali parallele. L’eredità culturale palestinese custodita nei semplici oggetti, negli eventi e nella memoria dei personaggi viene mostrata a partire dalla scoperta dell’amore verso il diverso e dall’amara consapevolezza delle difficoltà implicite, in quanto inevitabili trasformazioni hanno mutato il percorso storico di quella terra. Gerusalemme, ancora oggi, continua ad essere al centro di un conflitto singolare, ricco di simboli che condizionano la storia e la coscienza del mondo. Canzoni e brani strumentali si alternano in un affresco impressionistico ispirato ad un testo ambientato nella città eterna concepito da Paola Caridi, scrittrice e giornalista che ha vissuto a Gerusalemme per più di dieci anni.

 

2 APRILE | ORE 21

TEATRO SANZIO | URBINO

SOAP OPERA DREAM / THEATER OF THE MOON

VOX REGINA

fantasy night opera

scritto e diretto da Silvia Catani

 

Lo spettacolo Vox Regina ha come obiettivo la conoscenza e divulgazione della musica classica, dal momento che, essa, è stata fonte d' ispirazione per molte band rock/metal. Una storia di fusione tra due mondi, quello classico e moderno, viene raccontata in Vox Regina (Fantasy Night Opera), che trasforma il teatro in luogo di incontro tra musica classica e il genere rock/metal, con la presenza in scena contemporaneamente della Soap Opera Dream e della band Theater of the Moon.

 

3 APRILE | ORE 21

CHIARAVALLE | TEATRO VALLE

GIANNI

ispirato alla voce di Gianni Pamparini

di e con Caroline Baglioni

 

Avevo circa tredici anni. Mio padre tornò a casa e disse che era arrivato il momento di occuparci di Gianni. Era un gigante Gianni. Alto quasi due metri, ma a me sembravano tre. Gianni era proprio grosso e nella mia mente è un film in bianco e nero. Gianni sembra oggi un ricordo lontano, ma era lontano anche quando c’era. Era lo zio con problemi maniaco-depressivi che mi faceva paura. Aveva lo sguardo di chi conosce le cose, ma le ripeteva dentro di sé mica ce le diceva. Fumava e le ripeteva dentro di sé. Gianni non stava mai bene. Se stavamo da me voleva tornare a casa sua. Se stava a casa sua voleva uscire. Se era fuori voleva tornare dentro. Dentro e fuori è stata tutta la sua vita. Dentro casa. Dentro il Cim. Dentro la malattia. Dentro al dolore. Dentro ai pensieri. Dentro al fumo. Dentro la sua macchina. E fuori. Fuori da tutto quello che voleva. Non aveva pace Gianni. Ogni centimetro della sua pelle trasudava speranza di stare bene. Stare bene è stata la sua grande ricerca. Ma chi di noi non vuole stare bene? Cercava le “condizioni ideali” Gianni, e parlava, parlava di “quando prima”. “Prima” era una delle sue parole preferite. Prima Gianni stava bene, si era ammalato da giovane, ma non così giovane da non potersi ricordare del “prima”, del basket e delle donne che aveva avuto.

Nel 2004, in una scatola di vecchi dischi, ho trovato tre cassette. Tre cassette dove Gianni ha inciso la sua voce, gridato i suoi desideri, cantato la sua gioia, espresso la sua tristezza. Per dieci anni le ho ascoltate riflettendo su quale strano destino ci aveva uniti. Un anno prima della mia nascita Gianni incideva parole che io, e solo io, avrei ascoltato solo venti anni dopo. E improvvisamente, ogni volta mi torna vicino, grande e grosso, alto tre metri e in bianco e nero. Caroline Baglioni

 

3 APRILE | ORE 17

CAGLI | TEATRO COMUNALE

Andar per Fiabe

Fondazione Luzzati e Teatro della Tosse

LE DODICI FATICHE DI ERCOLE

regia Enrico Campanati

con Alessandro Damerini e Sarah Pesca

 

Un viaggio tra le storie del Mediterraneo antico attraverso un grande gioco dell’oca in cui due attori interagiscono con i bambini facendo conoscere loro le avventure di Eracle (Ercole per i romani), mito nato dalla tradizione della stirpe dorica. A ogni tappa di questo gioco speciale corrisponde una fatica. Non si tratta però di una fatica qualunque, ma una di quelle che ha dovuto superare il mitico Ercole con il leone di Nemea, il cinghiale di Erimanto, la cerva Cerinea, il toro di Creta, le tre spaventose teste del Cerbero, le cavalle di Diomede e gli uccelli del lago Stinfalo, per non parlare del nauseante odore delle stalle di Augia.

E la Regina Ippolita?

Ma certo lei si nasconde tra il pubblico…

 

3 APRILE | ORE 17 E ORE 18.15

MONDAVIO | TEATRO APOLLO

Andar per fiabe

PICCOLI VOTI DI SCUOLA. PICCOLI TRUCCHI PER DIFENDERSI

Incontro/Spettacolo con l’auotre Luigi Dal Cin

 

Non sai come prepararti per la verifica? Sei una catastrofe in italiano e vuoi diventare uno scrittore? Ti hanno rubato la bici mentre eri in classe? Arrivi sempre in ritardo a scuola e non sai più come giustificarti con la maestra? Non sai come difenderti dall’amica appiccicosa della mamma che incontri ogni giorno fuori dalla scuola? Niente paura! Lo scrittore Luigi Dal Cin vi presenterà le sue personalissime soluzioni. E vi svelerà se è proprio vero che uno scrittore che ha già pubblicato 100 libri, quando frequentava la scuola elementare, andava bene in italiano.

 

3 E 4 APRILE | ORE 21

MACERATA | TEATRO LAURO ROSSI

5 APRILE | ORE 21

MAIOLATI SPONTINI | TEATRO G. SPONTINI

Emilia Romagna Teatro Fondazione

Teatro Stabile dell’Umbria - Teatro Stabile del Veneto

SETTE MINUTI

di Stefano Massini

con Ottavia Piccolo

regia di Alessandro Gassmann

 

7 minuti di Stefano Massini, basato su un episodio realmente accaduto in una fabbrica francese è, in questo passaggio storico, il testo che andavo cercando. Parliamo di lavoro, di donne, di diritti, lo faremo dando voce e anima a undici protagoniste operaie che ci permetteranno di raccontare con le loro diverse personalità̀, le paure per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà̀ lavorative possono scatenare, le angosce che il mondo del lavoro dipendente vive in questo momento. Il linguaggio di Massini è vero, asciutto, credibile, coinvolgente, molto attento e preciso nel descrivere i rapporti ed i percorsi di vita di undici donne, madri, figlie, tutte appunto diverse tra loro, ma capaci di raccontarci una umanità̀ che tenta disperatamente di reagire all'incertezza del futuro. Ottavia Piccolo, Blanche, rappresenterà̀, tra questi undici caratteri, la possibilità̀ di resistenza, il tentativo di far prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di "madre coraggiosa" che tenta di indicare una via alternativa. Il disegno registico, come mia abitudine, si concentrerà̀ sul tentativo di dare verità̀ a queste anime, descrivendone, in una scenografia iperrealista, tutte le diversità̀, emozioni, incomprensioni, tentando, come sempre, di amplificare le emozioni già presenti nel testo. Il teatro può davvero essere luogo di denuncia senza mai rinunciare alla produzione di emozioni, questo ho fatto finora e continuerò̀ a fare con 7 minuti. Alessandro Gassmann

 

3 APRILE | ORE 21.15

PORTO SANT’ELPIDIO | TEATRO DELLE API

COME NE VENIMMO FUORI

con Sabina Guzzanti

 

In un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata, per pronunciare il discorso celebrativo sulla fine del periodo storico più buio che l’umanità abbia mai fronteggiato. “Il secolo di merda” – così è detto - viene ricordato ogni anno perché non se ne perda memoria e si scongiuri il pericolo che la storia possa ripetersi.

Cosa aveva spinto gli uomini e le donne dell’epoca a cadere tanto in basso, fra frustrazione, ignoranza, miseria, compensate da ore trascorse a litigare su facebook e a guardare programmi demenziali, incapaci di reagire alle innumerevoli e continue angherie? In questo futuro felice, si è diffusa l’idea che gli esseri umani vissuti nel secolo di merda fossero semplicemente degli emeriti imbecilli e che studiarli sia una perdita di tempo. Per confutare questa spiegazione sbrigativa, SabnaQƒ2 ha invece preparato una ricerca accurata: ha esaminato la televisione dell’epoca, i suoi leader, le convinzioni economiche e politiche, i passaggi storici, restituendoci una imperdibile conferenza spettacolo sull’attualità anche attraverso l’interpretazione di una galleria di personaggi contemporanei e consentendo agli spettatori di farsi belle risate, salutari e liberatorie!

 

6 APRILE | ORE 21

PESARO | CHIESA DELL’ANNUNZIATA

Anagoor

MAGNIFICAT

di Alda Merini

con Paola Dallan

regia Simone Derai

 

Alda Merini ci lascia il I novembre 2009. La compagnia veneta Anagoor torna a Pesaro – dopo il successo ottenuto nel 2014 al Rossini con Lingua Imperi – e le rende omaggio, riconoscendola come una delle esponenti più incisive della poesia italiana e più significative per il proprio percorso. Qui i versi della poetessa occupano una dimensione di esclusiva concentrazione. Con la versatilità tonale che la distingue, Paola Dallan presta la voce a un lungo poemetto e alla sua protagonista: Magnificat, uno dei più recenti componimenti della Merini che ne testimonia la fase mistica. In esso, senza biografismi, né agiografia, l'autrice restituisce la complessità di Maria: una creatura di luce e carne, fragile, smarrita, spaventata e perdutamente innamorata di Dio.

 

Parallelamente alla ricerca sull’icona e sulle immagini, la compagnia torna a dedicarsi alla parola poetica e si concentra esclusivamente sull'elaborazione musicale e vocale. L'impatto dell'interpretazione, affidata alla sensibilità della Dallan e alla riproduzione acustica del medium telefonico, colma il vuoto scenico: l'ascolto assorbe ogni attenzione e conduce in un viaggio denso di suggestioni. Con la scelta tematica, Anagoor conferma la propria predisposizione spirituale e intellettuale all’indagine metafisica: un interesse per il sacro che nasce e cresce in un contesto storico e geografico segnato dalle lacerazioni culturali e sociali inferte dalle radicali trasformazioni economiche.

 

7 APRILE | ORE 21

ANCONA | AULA MAGNA DI ATENEO “GUIDO BOSSI”

S4U – Storie e Suoni all’Università

ANDREA SCANZI E FILIPPO GRAZIANI

FUOCO SULLA COLLINA

 

Un figlio che canta il padre può suscitare malinconia o reiterare una magia. In questo caso non c’è alcun dubbio che si tratti della seconda. Coadiuvato in scena dalle sapienti parole dell’amico Andrea Scanzi, noto giornalista de “Il Fatto Quotidiano” profondo conoscitore e divulgatore della musica d’autore italiana - da Gaber a De Andrè - e grande estimatore di Ivan, ci conduce in un viaggio commosso ed emozionante alla riscoperta di uno degli artisti più innovativi, ferocemente ironici e talentuosi del panorama musicale italiano, refrattario alle catalogazioni, selvaggiamente libero. Così originale, e geniale, che in troppi lo hanno dimenticato. Forse perché non era banale. Forse perché era troppo avanti.

 

7 APRILE | ORE 21

URBINO | TEARO SANZIO

PETRA MAGONI/FERRUCCIO SPINETTI

con la partecipazione straordinaria di

DANIELE DI GREGORIO

MUSICA NUDA

 

Un incontro fortuito voluto dal destino quello tra Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, duo che risponde al nome di Musica Nuda. Cantante solista con all’attivo già quattro album, nel gennaio 2003 Petra Magoni aveva in programma un mini-tour in alcuni piccoli club della “sua” Toscana con un amico chitarrista. Proprio il giorno del loro primo concerto, quest’ultimo si ammala. Petra, invece di annullare la data, chiede a Ferruccio, già contrabbassista degli Avion Travel, di sostituirlo all’ultimo minuto.

Il concerto ottiene un tale successo che i due protagonisti di questo “Voice’n’bass” combo, nel giro di qualche settimana, mettono insieme un intero repertorio composto dalle canzoni che più amano e di slancio registrano in una sola giornata il loro primo album Musica Nuda, titolo che darà poi il nome anche al loro duo.

In dodici anni di intensa attività concertistica in tutto il mondo, Musica Nuda ha collezionato riconoscimenti prestigiosi vantando nel proprio palmarès la “Targa Tenco 2006” nella categoria interpreti, il premio per “Miglior Tour” al Mei di Faenza 2006 e “Les quatre clés de Télérama” in Francia nel 2007.

Nel corso degli anni, Ferruccio e Petra hanno portato il loro progetto in giro per il mondo, riuscendo a raggiungere anche spazi prestigiosi tra cui l’Olympia di Parigi, l’Hermitage di San Pietroburgo. Inoltre, sono stati ospiti del Tanz Wuppertal Festival di Pina Bausch e, sempre in Germania, hanno aperto i concerti di Al Jarreau.

Nel marzo 2014 sono stati gli unici ospiti musicali della “Giornata Mondiale del Teatro” che si è celebrata all’interno del Senato della Repubblica, alla presenza del Presidente Pietro Grasso.

 

7 APRILE | ORE 21.15

URBANIA TEATRO BRAMANTE

Fattore K e Accademia Nazionale Silvio D’Amico

BESTIA DA STILE

di Pier Paolo Pasolini

con Gabriele Portoghese, Valeria Almerighi, Arianna Di Stefano,

Paolo Minnielli, Xhuljo Pethuschi, Carmelo Alù, Emanuele Linfatti

 

Pubblicato nel 2005, Bestia da Stile, a cui Pasolini lavorò a più riprese a cavallo del ’68, rappresenta una riflessione sulla difficoltà di raccontare i conflitti della modernità. La vicenda si svolge negli Anni ’30 in Boemia e ha come protagonista Jan, doppio del poeta e ispirato allo studente cecoslovacco che si diede fuoco durante la Primavera di Praga. Pasolini ripercorre le tappe della sua formazione letteraria e politica e al tempo stesso affronta e subisce l’ingiuria della storia, la guerra, la dispersione e la degradazione degli affetti. Bestia da Stile è l’evoluzione del progetto Pier Paolo Pasolini – Poeta delle ceneri, diretto dal regista Giorgio Barberio Corsetti.

Fabio Condemi ha una mano delicata e consapevole, fa nascere la creazione dal rapporto con gli attori e dal pensiero sul testo, dalla ragione e dalla necessità delle scelte. È attratto dalla poesia e ha una grande sensibilità nel percorrere le strade oscure di un linguaggio denso e turbolento, come quello di Pasolini. Crea una bellissima aderenza e contrappunto al testo. In questo duplice movimento, che Fabio attua nella pratica della creazione teatrale, sta anche la forza del linguaggio poetico di Pasolini, dove la Poesia è magma oscuro e bruciante e la ragione dell’ideologia diventa materia poetica di questa incandescenza originaria. (Giorgio Barberio Corsetti)

 

8 APRILE | ORE 21

SENIGALLIA | TEATRO LA FENICE

9 E 10 APRILE | SAB ORE 20.30 E DOM ORE 17.30

ASCOLI | TEATRO VENTIDIO BASSO

MUMMENSCHANZ

THE MUSICIANS OF SILENCE

 

Fondata a Parigi nel 1972 da Bernie Schürch e Andres Bossard, in collaborazione con Floriana Frassetto, la compagnia svizzera di teatro-danza Mummenschanz, che fa sognare gli spettatori di tutto il mondo attraverso il linguaggio muto delle forme e dei colori, nasce da un progetto artistico fortemente sentito dal trio originario in seguito a intensi anni di studio e di sperimentazione nell’ambito del mimo e della danza. In quegli anni il trio offrì un’alternativa significativa non soltanto al lunare Pierrot, ma anche alla espressività della danza classica. Attraverso un dispositivo assolutamente moderno, fu sviluppato uno spettacolo unico nel suo genere, basato sulla straordinaria capacità espressiva del linguaggio mimico dei corpi degli oggetti-maschere.

Per il trio, spiega la sua cofondatrice Floriana Frassetto, Mummenschanz rappresenta un “gioco di possibilità”, il tentativo di raccontare una storia lungo il filo sottile delle immagini, senza musica né parole, attraverso la potenza creativa del linguaggio non verbale dei corpi e delle forme. Applauditi sui più importanti palcoscenici internazionali, oggi i Mummenschanz sono molto di più di un nome. Il loro lavoro è diventato una forma d’arte che ha affascinato e tuttora affascina spettatori di ogni età e di ogni estensione geografica. Oggi Mummenschanz è mito - un mito avvolto nel mistero. Definiti anche musicisti del silenzio, gli artisti di Mummenschanz mettono in scena una suggestiva metamorfosi delle forme e dei colori. Le loro storie sono meramente visive. Non ci sono accompagnamenti musicali, né scenografie. Soltanto oggetti e oggetti-maschera, soltanto corpi e corpi-oggetto che si sviluppano su uno sfondo nero componendo un linguaggio ludico che tutti sono in grado di comprendere, purché si dia spazio al potere della fantasia e dell’immaginazione.

 

8 APRILE | ORE 21.15

OSIMO | TEATRO LA NUOVA FENICE

Ricerca di teatro

Teatro a Sudest

PANE E CORAGGIO

scritto e diretto da Sandro Cattaneo e Cosimo Gallotta

 

Pane e coraggio. Il primo un alimento necessario per sopravvivere; il secondo un elemento indispensabile per vivere. Il titolo dello spettacolo, che volutamente richiama una canzone d’autore, è il pretesto per evocare, attraverso parole e musiche, emozioni e suggestioni legati al tema della terra, della concretezza, dell’appartenenza e, al contempo, per riflettere provocatoriamente sulla nostra liquida ed effimera società.

Sandra Cattaneo e Cosimo Gallotta – fondatori della compagnia veneta Teatro a Sudest ormai trapiantata in Osimo – ripropongono in questa nuova opera il loro ormai avviato sodalizio artistico e umano. Rifacendosi a quello che è diventato un loro marchio d’autore, uno stile scarno che mescola il racconto, le immagini e la musica dal vivo, grazie anche alla collaborazione di validi musicisti, colpiscono in più modi contemporaneamente lo spettatore chiamato non solo ad assistere bensì a partecipare all’evento.

 

8 APRILE | ORE 21.30

MONTEGRANARO | TEATRO LA PERLA

Piero Massimo Macchini

RADICAL GREZZO

di Piero Massimo Macchini e Domenico Lannutti

regia Max Giusti

 

Piero Massimo Macchini non ci fa. Ci è proprio. Un po’ tonto, un po’ furbo o semplicemente comico. Dopo aver girato il mondo con lo spettacolo di pantomima “Brainstorming, teste nella tempesta”, racconta la sua vita, prima in Complesso di Edipo in Tour per la regia di Domenico Lannutti e poi in ScherziAmo, chi nasce per gioco non può che vivere in allegria” per la regia di Max Giusti.

Oggi, nel suo alter ego più comunicativo, il Provincialotto, sceglie di rivelare al mondo il suo codice etico, sintetizzato perfettamente in due sole parole: radical grezzo. Puro, integrale, non raffinato, ma neanche contaminato. Stanco della marchigianità da cartolina dichiara guerra a chi si vergogna della propria identità territoriale e abbandona ogni sentimento di pluralismo intellettuale per un sano e moderno bigottismo cosmopolita. Il Provincialotto sente di poter contribuire alla solidità della “cultura media” e alla nascita di una nuova maschera per la commedia dell’arte.

“Siamo proprio sicuri che tutti debbano essere super intelligenti? Istruitissimi? Dobbiamo tutti per forza essere dei geni? Immaginiamo una società in cui la convinzione più diffusa sia di essere culturalmente poco elevati. Credo che saremmo tutti più curiosi e più vogliosi di imparare gli uni dagli altri. Ci sarebbe molta più spontaneità e molto più interscambio sociale. Io voglio essere di cultura media, perché i tanto intelligenti come Mario Tarquini o gli stupidi stupidi come Claudio Sdolzini, il proprietario del bar del Triangolo, hanno rovinato questa povera Italia.” In un mondo in cui tutti sono opinionisti, tutti sono bravissimi a giudicare, ma nessuno sbaglia mai, il Provincialotto si dissocia con un atto di grande incoerenza. Dichiara con orgoglio e con quel poco di onestà intellettuale che possiede: “Sì, io sono un radical grezzo e affronto tutto, ma proprio tutto con il sorriso sulle labbra”. Piero Massimo Macchini

 

8 APRILE | ORE 21.15

MONDAVIO | TEATRO APOLLO

UN MEMORIALE

con Giorgio Donini

regia Francesco Calcagnini e Giorgio Donini

 

Memoriale è il romanzo d’esordio di Volponi, pubblicato per la prima volta nel 1962. Il tema principale attorno al quale ruota il testo è l’alienazione del lavoratore, con particolare riferimento all’Italia nel boom economico del secondo dopoguerra. Pensare uno spettacolo dedicato a Paolo Volponi è, da parte mia, un azzardo. Tuttavia voglio assumermi questa responsabilità, per mostrare alcuni frammenti di questo suo romanzo importantissimo, Memoriale, dal quale vorrei estrapolare una riduzione, per raccontare la grandezza di questo poeta–scrittore e mio concittadino. E’ un omaggio. Voglio restituirgli alcune emozioni, suggestioni, attraverso alcuni monologhi, letture, interviste, immagini di repertorio. Ci sarà una co-regia in questa proposta di spettacolo, che svolgerò assieme al mio amico fraterno Francesco Calcagnini, lasciandoci guidare dall’esemplare originalità letteraria di quest’autore straordinario. Giorgio Donini

 

9 APRILE | ORE 21

FERMO | TEATRO DELL’AQUILA

ENRICO IV

di Luigi Pirenadello

diretto e interpretato da Franco Branciaroli

 

Franco Branciaroli, dopo i recenti successi ottenuti con Servo di scena, Il Teatrante e Don Chisciotte, continua la sua indagine sui grandi personaggi del teatro portando sulla scena Enrico IV, dramma in tre atti di Luigi Pirandello, scritto nel 1921 e rappresentato per la prima volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano. Considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a Sei personaggi in cerca di autore, Enrico IV è uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro all'autore del rapporto, complesso e alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità. In una lettera che Pirandello scrive a Ruggero Ruggeri - uno degli attori più noti dell'epoca - il drammaturgo agrigentino dopo avergli raccontato la trama, conclude dicendogli che vede in lui il solo attore in grado d’interpretare e dare corpo e anima al ruolo del titolo. Scrive infatti:“Circa vent'anni addietro, alcuni giovani signori e signore dell'aristocrazia pensarono di fare per loro diletto, in tempo di carnevale, una "cavalcata in costume" in una villa patrizia: ciascuno di quei signori s'era scelto un personaggio storico, re o principe, da figurare con la sua dama accanto, regina o principessa, sul cavallo bardato secondo i costumi dell’epoca. Uno di questi signori s'era scelto il personaggio di Enrico IV e per rappresentarlo meglio possibile s'era dato la pena e il tormento d'uno studio intensissimo, minuzioso e preciso, che lo aveva per circa un mese ossessionato. [...] Senza falsa modestia, l'argomento mi pare degno di Lei e della potenza della Sua arte.” Il personaggio di Enrico IV, del quale magistralmente non ci viene mai svelato il vero nome, quasi a fissarlo nella sua identità fittizia, è descritto minuziosamente da Pirandello. Enrico è vittima non solo della follia, prima vera poi cosciente, ma dell'impossibilità di adeguarsi ad una realtà che non gli si confà più, stritolato nel modo di intendere la vita di chi gli sta intorno e sceglie quindi di ‘interpretare’ il ruolo fisso del pazzo.

 

9 APRILE | ORE 21.15

TOLENTINO | TEATRO DON BOSCO

Pragma Srl

REFUSI.COMBATTI L’IGNORANZA

di Roberta Skerl

con Saverio Marconi, Enzo Casertano, Maria Lauriam Fabio Avaro

regia Vanessa Gasb

 

Refusi è una commedia brillante nata dall'incontro di due personalità femminili coraggiose, argute: Roberta Skerl, drammaturga milanese dalla penna particolarmente prolifica ed originale e Vanessa Gasbarri regista appassionata e incisiva. Uno spettacolo dall'ironia trascinante ed al contempo capace di rivolgere uno sguardo lucido, disincantato ed acuto sulla società che ci circonda, con tutte le sue piccole e grandi follie che mettono a repentaglio il nostro equilibrio sempre più precario. I refusi sono gli errori di stampa e sono l'ossessione di Rodolfo Marra (Saverio Marconi), correttore di bozze a riposo, che, in un momento di grave depressione, sente il bisogno di sfogare le propire pene su due inconsapevoli tecnici dei citofoni e sulla domestica ucraina (un terzetto di irresistibili interpreti della commedia all’italiana: Fabio Avaro, Enzo Casertano e Maria Luria).

 

9 APRILE | ORE 21.15

MATELICA | TEATRO PIERMARINI

L’ARCA

GENERAZIONE BEAT

dove eravate nel ‘66

un musical di Andrea Michelini

 

1966. Quattro ragazzi influenzati dalle novità musicali trasmesse dalla radio e dall’improvviso successo dei complessi, vivono la loro adolescenza nel sogno di sfondare con la musica, suonando in uno scalcinato seminterrato con strumenti improvvisati. Dovranno però scontrarsi con la visione “borghese-conservatrice” dei loro genitori che si rivela il vero ostacolo tra la realtà e i loro sogni.

 

9 APRILE | ORE 21.15

SAN LORENZO IN CAMPO | TEATRO TIBERINI

International Opera Studio

A TEMPO D'OPERA

La Favola di Orfeo ed Euridice

con Rie Horiguchi, Sara Zhazitova, Mariami Gogbershvili

e con Quartetto Internazionale d’Archi diretto da Salvatore Francavilla

voci recitanti Francesca Modugno e Cristian Della Chiara

 

Orfeo ed Euridice è un’opera composta da Christoph Willibald Gluck su libretto di Ranieri de’ Calzabigi. Propone la romantica vicenda del cantore Orfeo, il quale, stravolto dal dolore per la perdita dell’amata Euridice, non vuole arrendersi a tale verdetto sfidando le tenebre della morte per riuscire a riportarla in vita. Fu rappresentata per la prima volta il 5 ottobre 1762 al Burgtheater di Vienna con Gaetano Guadagni (Orfeo), Marianna Bianchi (Euridice) e Lucia Claverau (Amore). A questa prima seguirono oltre 100 repliche e l’entusiasmo fu tale che l’imperatrice Maria Teresa alla seconda recita donò a Gluck un preziosissimo anello d’oro e diamanti. L’opera è passata alla storia come la più famosa tra quelle composte da Gluck, e, pur nelle molteplici rivisitazioni, è stata una delle poche opere settecentesche, se non addirittura l’unica non mozartiana, a rimanere sempre, fino ad oggi, in repertorio nei principali teatri lirici del mondo. Oggi International Opera Studio, in collaborazione con Amat, la ripropone in forma scenica, in un solo atto, come concerto per strumenti, canto e voci recitanti, per il progetto speciale A Tempo d’Opera. Il gusto del melodramma. Il pubblico sarà invitato a degustare sia l’essenza dell’opera di Gluck tramite la lettura della storia di Orfeo ed Euridice (affidata ai due attori) e alternata alle sue più celebri arie musicali, sia i sapori della cena allestita nel foyer del Teatro.

 

10 APRILE | ORE 17

FABRIANO | TEATRO GENTILE

GALÀ DELLA DANZA

con le scuole di danza della città

 

Una serata dedicata esclusivamente alla danza i cui protagonisti possano essere i danzatori (allievi oppure formazioni in crescita) di Fabriano: che siano le Scuole di danza con estratti dei saggi di fine anno oppure coreografie ad hoc, oppure formazioni di ragazze e ragazzi che stiano creando un proprio percorso artistico, la serata sarà l’occasione per vedere nel corso di un unico evento le diverse espressioni dell’arte coreutica firmate dalle realtà del territorio fabrianese.

 

 

 

10 APRILE | ORE 17

URBINO | TEATRO SANZIO

Principio Attivo Teatro

LA BICICLETTA ROSSA

 

La bicicletta rossa nasce da una forte necessita di raccontare e tradurre per la scena la storia di una famiglia capace di parlare dell’oggi.A tenere il filo della narrazione c’è Marta che come se sfogliasse un album fotografico ci racconta le strampalate ed eroiche avventure della sua famiglia. Marta non è in scena o meglio, c’è ma non si vede, è nel pancione di sua madre e proprio all’inizio dello spettacolo annuncia: “questa e la storia della mia famiglia prima che nascessi”. La famiglia di Marta per vivere mette le sorprese negli ovetti di cioccolato ma a complicare la sua vita, come la vita di un intero paese, c’e BanKomat il personaggio negativo, proprietario di tutto, della fabbrica degli ovetti, della casa ma anche della luna e delle stelle e nulla puo essere fatto senza pagare qualcosa a BanKomat.

Il linguaggio utilizzato, ora comico ora riflessivo, narra le peripezie per la sopravvivenza di questa strampalata famiglia e la forza di trasformare uno strumento di vessazione e oppressione in mezzo di liberazione, grazie a Pino, il fratello di Marta, che quasi per caso farà ritrovare dignità e riscatto a tutti. Trasformare la quotidianità in un miracolo che resiste…

 

10 APRILE | ORE 18.30

FANO | TEATRO DELLA FORTUNA

Le Belle Domeniche

GIULIA RICCI pianoforte

Beethoven / Chopin / Skrjabin / Prokof’ev

[in collaborazione con il Conservatorio Rossini di Pesaro]

 

“Dio è nei dettagli” recita un noto adagio di Gustave Flaubert. Ed è spesso nel dettaglio, nel particolare che si nasconde l’universale bellezza di una terra straordinariamente ricca di Storia, Arte e Natura.

Sei Belle Domeniche dal 20 marzo al 15 maggio per conoscere tesori nascosti e sconosciuti della nostra provincia. Ogni appuntamento è l’incontro guidato con la visione di un’Opera d’Arte, la degustazione “di un Vino doc, e l’ascolto di un Concerto di Musica Classica - eseguito e presentato dagli allievi del Conservatorio di Musica “G. Rossini” di Pesaro - in un meraviglioso Teatro Storico.

Il concerto è preceduto dall'illustrazione del dipinto “Il miracolo dei pani e dei pesci” di Francesco Guerrieri raccontato da Silvia Cuppini.

 

10 APRILE | ORE 17

FANO | TEATRO DELLA FORTUNA

Andar per fiabe

Fondazione onlus Teatro Ragazzi e Giovani

KOLOK, I TERRIBILI VICINI DI CASA

con Olivia Ferraris e Milo Scotton

regia Philip Radice

 

Due balconi, per rappresentare un intero condominio. Un paese tranquillo ai confini del mondo. Ma una mattina tutto cambia... basta una parola per capire che l’uomo che occuperà l’appartamento sfitto è straniero. Lui parla strano, veste strano, insoliti capelli e poi lui sorride alle persone, ma a nessuno importa. Due balconi... due vite.

Kolòk mette a confronto personaggi che unendo il circo al teatro, la poesia al divertimento si troveranno finalmente amici. Milo e Olivia vantano una notevole esperienza internazionale. Il loro talento polivalente gli consente di essere di volta in volta equilibristi, giocolieri, acrobati, danzatori e attori.

 

14 APRILE | ORE 21

URBINO | TEATRO SANZIO

MOTUS

MDLSX

con Silvia Calderoni

regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò

drammaturgia Daniela Nicolò e Silvia Calderoni

 

Il nuovo lavoro di Motus – osannato dalla critica ma anche dal pubblico russo e americano – è ordigno sonoro, inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all'essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall'appartenenza a una Patria. Di "appartenenza aperta alle Molteplicità" scriveva R. Braidotti in On Becoming Europeans, avanzando la proposta di una identità post-nazionalista. Ed è verso la fuoriuscita dalle categorie – tutte, anche artistiche – che MDLSX tende. È uno "scandaloso" viaggio teatrale di Silvia Calderoni che – dopo 10 anni con Motus – si avventura in questo esperimento dall'apparente formato del Dj/Vj Set, per dare inizio a una esplorazione sui confini che si catalizzerà, nel 2016, in Black Drama (Un musical tragico). In MDLSX collidono brandelli autobiografici ed evocazioni letterarie e sulla confusione tra fiction e realtà MDLSX oscilla – da Gender Trouble a Undoing Gender. Citiamo Judith Butler che, con A cyborg Manifesto di Donna Haraway, il Manifesto Contra-sexual di Paul B. Preciado e altri cut-up dal caleidoscopico universo dei Manifesti Queer, tesse il background di questa Performance-Mostro.

 

DAL 15 AL 17 APRILE | VEN, SAB ORE 21; DOM ORE 17

FANO | TEATRO DELLA FORTUNA

18 APRILE | ORE 21.15

CAMERINO | TEATRO MARCHETTI

MATTI DA SLEGARE

di Axel Hellstenius

con Enzo Iachetti e Giobbe Covatta

regia Gioele Dix

 

Iacchetti, Covatta, Dix di nuovo insieme come ai tempi di Ruvido Show, il programma di RAI UNO del 1995 che puntava sui giovani comici del momento. Da allora di strada ne hanno fatta, spesso percorrendo alcuni tratti insieme, ora con l'uno ora con l'altro, tutti e tre mantenendo uno sguardo di lucida ironia, intrisa di benevola perfidia. Dopo due anni in un istituto psichiatrico dove sono diventati amici inseparabili, Elling e Kjell Bjarne vengono mandati dal sistema sanitario a vivere da soli in un appartamento messo a disposizione dal Comune. Dovranno dimostrare di saper badare a loro stessi e di potersi reinserire all'interno della società. Elling ha vissuto perennemente in compagnia della madre, rimasta vedova nelle ultime due settimane di gravidanza, imbastendo con lei un rapporto (quasi) morboso, escludente qualsiasi altro contatto umano, motivo per il quale alla morte della donna, l'uomo si ritroverà completamente perso e assolutamente incapace di prendersi cura di se stesso. L'altro, Kjell Bjarne, omaccione fissato col cibo e col sesso che non ha mai avuto modo di sperimentare, continua a dare capocciate sul muro ogni volta che si trova in difficoltà e cerca di dimenticare il suo terribile rapporto con la madre ubriaca e il patrigno violento. Entrambi riusciranno a trovare una strada personale per il reinserimento nel mondo. Il "cocco di mamma" troverà nella poesia e nella forza comunicativa delle parole la sua ragione di vita, mentre l'omaccione si accorgerà di poter essere utile a qualcun altro con il suo lavoro e con il suo buon cuore. Una scelta molto poetica e suggestiva, dunque, quella di far confluire il percorso di crescita formativa dei due protagonisti, in due elementi profondi e imprescindibili come l'arte e l'amore, che risultano così essere alla base di una vita piena e felice. La commedia tratta un tema molto importante e delicato come quello delle malattie mentali, in maniera fresca, ironica e addirittura spassosa e divertente. Non ci sono tentativi di patetismo, né alcuna traccia di retorica in questo leggero e al tempo stesso intenso ritratto di vita e amicizia, di passioni e dolori, di fobie e scelte coraggiose.

 

15 APRILE | ORE 21.15

OSIMO | TEATRO LA NUOVA FENICE

EVOLUTION DANCE THEATER

ELECTRICITY

direzione artistica, coreografie, effetti speciali Anthony Heinl

danzatori Anthony Heinl, Nadessja Casavecchia, Chiara Morciano, Eleonora Saba,

Chiara Verdecchia, Roberto Tallarigo, Davide Colletti, Carim Di Castro

 

15 APRILE | DALLE ORE 18

ASCOLI | LUOGHI VARI

APP – 1° FESTIVAL DELLE ARTI SCENICHE CONTEMPORANEE

 

H 18 _ CHIESA DI SAN PIETRO IN CASTELLO

SIMONA BERTOZZI

PROMETEO: CONTEMPLAZIONE [ESTRATTO]

MANFREDI PEREGO

HORIZON

Prometeo: contemplazione [estratto] è il primo episodio di un progetto dedicato alla figura di Prometeo che diviene per la danzatrice e coreografa Simona Bertozzi spunto per una riflessione sulla danza tesa alla vitalità umana, allo scambio, alla coabitazione. In Horizon Manfredi Perego - formatosi nelle arti marziali, approdato poi alla danza con Carolyn Carlson ed altri coreografi, vincitore del prestigioso Premio Equilibrio 2014 - dà corpo a una poesia-vertigine celata, a un lavoro fisico e mentale di totale svuotamento, cercando di vivere la sensazione di un’immagine che inevitabilmente circonda il corpo.

 

H 19 _ RIDOTTO DEL TEATRO VENTIDIO BASSO

JULIA KENT

IN CONCERTO

Artista nata a Vancouver e di casa a New York, Julia Kent compone facendo uso di violoncello, loops, suoni ambientali e tessiture elettroniche. La sua impronta musicale è stata descritta come “cinematica e impressionista”, “organica e forte”, “impegnata e spiccatamente personale". Dopo esperienze importanti e formative in band come Rasputina e Antony and the Johnsons, Julia Kent ha intensificato negli ultimi anni l'attività solista arrivando a realizzare ben quattro album e un ep.Delay fino al recente Asperities.

 

H 21 _ TEATRO VENTIDIO BASSO

CARROZZERIA ORFEO

THANKS FOR VASELINA

La scrittura aspra e grottesca del giovane autore Gabriele Di Luca consegna in Thanks for vaselina un affresco umano duro e godibile, scritto con abilità e interpretato con forza e passione. C’è un richiamo a una società violenta e marginale ma anche dannatamente umana nello spettacolo di Carrozzeria Orfeo il cui sottotitolo è ‘dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari’.

 

H 23 _ AUDITORIUM MONTEVECCHI

PERSIAN PELICAN

SLEEPING BEAUTY

SORGE [EMIDIO CLEMENTI + MARCO CALDERA]

IN CONCERTO

Sleeping Beauty è il terzo album di Persian Pelican, a quasi quattro anni di distanza da How to prevent a cold, presentato ufficialmente al pubblico di APP. Rispetto ai precedenti lavori, l'alt-folk di Andrea Pulcini si differenzia per un songwriting composto da atmosfere più luminose ed elettriche che spesso dilatano la forma-canzone con loop di chitarre e piccole scie psichedeliche. Per l'occasione Persian Pelican è affiancato da una band di cinque elementi con Marcello Piccinini (batteria), Mauro Rosati (basso e tastiere), Daniele Gennaretti (chitarre) e Paola Mirabella (cori e percussioni). Sorge è un progetto di musica elettronica, nato nel 2014 da Emidio Clementi, cantante dei Massimo Volume e scrittore, e Marco Caldera, produttore, musicista e tecnico del suono. L’amore comune per l’elettronica unito ad un immaginario coltivato nei lunghi tour in furgone, ha portato alla realizzazione di dieci brani per elettronica, pianoforte e voce, che hanno visto la luce il 5 febbraio scorso con l’uscita dell’album di debutto La guerra di domani pubblicato da La Tempesta Dischi.

 

15 APRILE | ORE 21.15

CORINALDO | TEATRO GOLDONI

16 APRILE | ORE 21.15

MATELICA | TEATRO PIERMARINI

GABER, IO E LE COSE

di Maria Laura Baccarini e Elena Torre

con Maria Laura Baccarini

regia Elena Bono e Maria Laura Baccarini

 

Gaber, io e le cose rende omaggio al mondo di Gaber e Luporini, al teatro canzone, che ha saputo raccontare storie universali, attraverso una costante e spietata analisi del sentire. Al personalissimo e sempre attuale modo di Gaber di interpretare la realtà. Un viaggio tematico, che, tra la molteplicità di argomenti trattati nel teatro canzone, sceglie di parlare dell’Uomo, dei rapporti con la famiglia, con lo Stato, delle relazioni con l’altro sesso e dell’amore.

«Difficile descrivere in poche righe quello che in scena dicono le parole, l’intelligenza che le ha pensate e scritte, le emozioni e le riflessioni che provocano, i suoni, la musica... Quello che è certo è che il titolo di questo concerto, Gaber, io e le cose, oltre a citare la mia canzone preferita, dice in sintesi quello che Gaber rappresenta per me: attraverso le parole scritte da lui insieme all’inseparabile Sandro Luporini, metto a nudo l’essere umano dei nostri tempi, il suo cuore, la sua identità persa e ritrovata, analizzando in modo un po’ spietato le sue responsabilità. C’è la mia vita, la mia coscienza, la mia speranza, la fede nell’uomo, nonostante tutto. L’originalità di questa operazione è anche nella scelta della direzione musicale: Régis Huby è un brillante compositore, violinista di straordinario talento e originalità, le strumentazioni di cui si serve non sono puramente acustiche e il risultato è un impatto sonoro di grande ricchezza e raffinatezza. Infine la collaborazione artistica con Elena Bono, che è stato l’occhio esterno e il confronto intelligente che con me ha firmato la regia». Maria Laura Baccarini

 

15 APRILE | ORE 21.15

PERGOLA | TEATRO ANGEL DAL FOCO

Danza Mef Ensemble

GIULIETTA E LE ALTRE

balletto con Irene Calagreti e Mirko Papa

Letture:3575
Data pubblicazione : 17/03/2016 12:22
Scritto da : Redazione
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