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Quando per vedere la TV a Fermo bisognava andare a Capodarco

Nel '56, la TV arriva a Capodarco, con due anni di ritardo rispetto all'inizio delle programmazioni su scala nazionale, ma nel raggio di 30 km, vuoi perché rialzati, vuoi perché scoperti verso i ripetitori del Conero e del monte dell'Ascensione, se si voleva vedere qualcosa, bisognava venire a … Capodarco!

Quando per vedere la TV a Fermo bisognava andare a Capodarco

Ricordo, d'estate, Fefè de' Jaia' montava un altarino in piazza, poi, in quattro, prendevano questo sacro cassone, e, come in una messa concelebrata, lo piazzavano a bella vista come un sacro Graal! … Noi bambini, che con timorosa curiosità, ci avvicinavamo a quel cassone parlante, venivamo scacciati al grido "Che volete murì furminati?"

 

Gente da Fermo, P.S.Giorgio, P.S.Elpidio, riempiva la nostra piazza, per l'incontri di boxe del sordomuto D'Agata, o di Cavicchi, o di Duilio Loy!

 

Era l’unico televisore del paese: per vedere la "tv dei ragazzi" alle 17,30, ci facevano entrare nel circolo cittadini  e ce la accendevano solo dopo che, portando a mano pesanti secchi d’acqua dalla fontanella al circolo, avevamo innaffiato e ripulito il campo di bocce dei grandi.

Ricordo tutti i telefilm:  Rin-tin –tin, Jim della jungla, Penna di Falco, c'era pure Ivanoe, altro telefilm.  

 

Siccome cominciava con un coro in inglese, ci spegnevano il televisore dicendo:"Chissà quanta corrente cunsuma! Ve’ dall’ estero!", "Parla ‘mericano!".

 

Non lo abbiamo mai visto dall'inizio e non abbiamo mai potuto leggere i nomi degli attori. Solo negli anni 80' ho saputo che un giovanissimo Roger Moore, ne era il protagonista.

 

Carosello era il nostro "limite" serale, poi ci era concesso "Lascia o Raddoppia" il giovedì sera, e "Canzonissima" il Sabato sera!.

 

La serata clou era il "Festival di Sanremo": il televisore religiosamente portato e piazzato nel teatrino parrocchiale.  Sedie fisse e posticce ... occupate! Posti in piedi limitati! Quelle romantiche canzoni d'amore facevano piangere e sognare le donne innamorate e non.

 

Ricordo  Achille Togliani quando attaccò il ritornello "Illusione d'amore... dolce chimera sei tu!". Una donna si alza e: " A'cchille … A'cchille … amore mio!".

 

 

Il marito la prende per un braccio: "Mettete a sedè stupetotta!" Me sa’ che sci più imbecille tu che A'cchille!".

 

A casa ho quattro televisori appiccicati al muro. Talmente piatti che pare "je passatu sopra un tir!".

 

La prima volta che li ha visti mamma ha detto: "Ad ‘è tanto spappati, che la dentro ci sta poco de vono!"

 

Come darle torto...

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Data pubblicazione : 13/09/2017 05:58
Scritto da : Umberto Fratalocchi
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