Le storie di Umberto
Una riflessione sulle donne e gli uomini

Nel mondo animale, notiamo che la femmina, nella maggior parte dei casi, oltre che procreare, partorire, e svezzare i suoi cuccioli, li deve nutrire e difendere. Il maschio, espletato il ruolo di “addetto alla riproduzione”, deve per lo più badare a se stesso ed a scacciare eventuali intrusi, che insidiano il suo harem.

Una riflessione sulle donne e gli uomini

Mi ritorna in mente una scena che vidi tanti anni fa in Transilvania: un carretto trainato da un cavallo, una donna a piedi, lo teneva a barbetta, e l’uomo a cassetta a dormire più che vigilare.  In Kenya vidi più di un uomo camminare senza impicci, e dietro la sua donna “sovraccaricata” come un animale da soma. In Cina ho visto donne lavorare in fabbrica dodici ore al giorno senza sabati o domeniche, più il lavoro in famiglia.

Se penso che una donna deve partorire, quando io quasi svenni ad una visita prostatica, mi viene il dubbio che il vero sesso forte sia la femmina!

 

Se un uomo vuole “farsi” una donna, forse ci riesce, ma se una donna vuole “farsi” un uomo, ci riesce sicuramente, questa è razionalità.

 

Nessuno e niente può far diventare intelligente un uomo deficiente, ma una donna può far diventare deficiente un uomo intelligente, questo è potere!

 

Nella scelta del partner, in condizione di libertà, l’uomo si propone, ma è la donna che dispone, questa è superiorità.

 

Personalmente, se ho un raffreddore, sono più morto che vivo: ho visto mia moglie fare le sue faccende con 39 di febbre!

E’ mia convinzione che la natura abbia corredato la donna con optionals superiori, perché preposta alla salvaguardia della specie umana.

Il maschio, forte della sua maggiore potenza fisica, ha arginato lo strapotere naturale della donna, nel tempo ed in tutte le civiltà del mondo, con dei paletti religiosi, ideologici, e culturali, relegandola, in modo più o meno repressivo, a strumento di piacere, atta al lavoro ed alla riproduzione.

 

E pensare che, nella storia, fino agli anni nostri, l’unica istituzione che le ha dato una parvenza di parità è stato il tanto odiato matrimonio di rito cattolico, che per la prima volta ha parlato di unicità, di fedeltà e rispetto reciproco.

 

Negli ultimi cinquant’anni, la donna ha preso coscienza della propria personalità ed identità, sono saltati quasi tutti i paletti e la mediocrità di noi uomini, venuto meno il nostro dominio, ci porta alla violenza.

E’ cronaca: solo in Italia vengono uccise due donne al giorno...

 

Per noi di Capodarco, fino agli anni Sessanta, la brava moglie doveva essere robusta per lavorare, buona a far figli e timorata di Dio e, per evitare errori, valeva la regola:“moglie e buoi dei paesi tuoi!”

La regola non deve essere stata valida, se molti uomini, venuti da fuori, vivono felicemente, sposati o compagni, con donne di Capodarco.

 

Quando dicevano: "Te putisci ridurre a pijà moje a Capudarca", non era un’imprecazione, ma...un augurio!

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Data pubblicazione : 04/11/2017 07:16
Scritto da : Umberto Fratalocchi
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • ernesta

    05-11-2017 11:25 - #3
    Direttore, allora ,qual è il senso di questa che vignetta orribile? Ma le legge le domande ?
    Risposta
    Che sulla tazza, cara ernesta, siamo tutti uguali. Non è una bella simbologia, secondo lei?
  • MERAVIGLIATO COMMENTATORE

    04-11-2017 23:41 - #2
    se mi spiegate anche il senso della vignetta che dovrebbe illustrare la profondità di pensiero di questa perla di saggezza ve ne sarei grato....senza contare che ciò che viene riferito può essere tranquillamente applicato a circa 8.500 Comuni italiani e annesse frazioni, non necessariamente solo a Capodarco di Fermo.
    Risposta
    E' una riflessione personale del nostro editore di storie, racconti e pensieri. Non c'è molto da meravigliarsi. Il direttore
  • Anna Maria Mercuri

    04-11-2017 14:38 - #1
    Da donna ringrazio Umberto per questa splendida analisi sulle donne e, per me, "vecchia femminista" è un onore, lo ringrazio doppiamente perchè anch'io donna di Capodarco sono estremamente lusingata dalle sue parole. Grazie compaesano sei grande!! Donna Anna
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