Le storie di Umberto
LE STORIE DI UMBERTO: Noi, quelli che...

Noi, quelli che appena nati, “c’infasciavano” come salami e ci mettevano dentro “li cupitti”, perché le mamme dovevano fare più di un lavoro! Noi, quelli che se non andavamo a prendere le sigarette ad un anziano, potevamo ricevere un calcio sul sedere, (se ci prendeva però), ma la certezza della pena, quando tornavi a casa, per aver disubbidito ad un vecchio! Noi, quelli che quando i romani, venivano in ferie, a Capodarco, e nominavano la coca-cola, pensavamo fosse una ballerina, collega in tv di Lola Falana!

LE STORIE DI UMBERTO: Noi, quelli che...

Noi quelli che non erano importanti, ferite, graffi, scorticature e tagli, ma era importante che non si strappassero camicetta e pantaloncini, o che non si rovinassero le scarpe, perché dovevano durare fin quando potevano star bene al fratello più piccolo!

 

Noi quelli che se ci “menava” la maestra dovevamo star zitti, sennò, a casa, erano altre bastonate! Allora non esisteva il telefono azzurro, o rosso, non c’era proprio il telefono!

 

Noi quelli che andavamo a piedi a Fermo, per giocare un torneo di calcio all’oratorio S. Carlo, e come bambini, facemmo oh quando vedemmo un campo di calcio con le porte in legno e le righe ai lati: c’era pure il cerchio del centrocampo e, per la prima volta, un pallone di cuoio!

Mi ritorna in mente: avevamo timore a calciarlo! E’ un dettaglio che, dopo la partita, ci lavassimo a secchiate di acqua fredda e, come Trinità, rimessa la stessa maglietta (lurida), si tornasse a casa a piedi!

 

Noi quelli che nel nostro libro della vita  non ha scritto niente nessuno, perché forse i nostri "vecchi" non sapevano scrivere!

 

Noi quelli che abbiamo assorbito e, memorizzato “naturalmente”, ciò che era giusto, prelevandolo tacitamente, dall’esempio e dal naturale buonsenso, di cui erano permeati i nostri “vecchi”! Le nostre sedute di “psicologia” si tenevano sui muretti, sulla piazzetta, sulla strada, a tavola senza tv e d’inverno, la sera, davanti alla “rola”!

 

Fatto sta che noi “quelli che” non avevamo niente, nonostante l’ignoranza dei nonni, abbiamo avuto tanto! Oggi, in un mondo che “trasuda” di cultura, d’informazione e di alta tecnologia, pare si abbia tutto, ma ho l’impressione che i giovani non abbiano …niente!

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Data pubblicazione : 03/03/2018 20:55
Scritto da : Umberto Fratalocchi
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