Il punto di Antonio
Le migrazioni del Mediterraneo, spiegate

«Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? È un orrore continuo».

Così Commentava il sindaco Giusi Nicolini per  la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013.

Le migrazioni del Mediterraneo, spiegate

Il 3 ottobre 2013 morirono a pochi chilometri da Lampedusa centinaia di migranti: i contrabbandieri deliberatamente affondarono una barca con più di 500 persone. In due decenni il Mar Mediterraneo è diventato uno dei luoghi più pericolosi al mondo fra i paesi non in guerra: il rischio di morte durante il suo attraversamento è stimato al 2%. Attraversare il Mediterraneo è più letale del passaggio nel Rio Grande dal Messico agli Stati Uniti, del passaggio nell’Oceano Indiano dall’Indonesia all’Australia, del passaggio nel Golfo Di Aden dal Corno d’Africa alla Penisola Araba.

Il 7 marzo 1991, in uno solo giorno sbarcarono 27 mila migranti albanesi nel porto di Brindisi, furono trasportati da navi mercantili. Quella popolazione fuggiva dalla crisi economica causata dal governo socialista locale. Pochi mesi dopo, l’8 agosto, sbarcarono altri 20 mila migranti al porto di Bari.

Nel 2014 c’è stato un picco nel numero di arrivi e può esser attribuito alla congiunzione di due fattori: da un lato l’operazione Mare Nostrum portata avanti dall’Italia a partire dal 2013 e dall’altro le crescenti ondate di sfollati dal Medio Oriente e la rottura dell’ultima barriera tra Africa ed Europa a seguito del crollo dello stato della Libia. Come regola generale ogni volta che un itinerario diventava più controllato all’imbarco o allo sbarco, veniva percorso un nuovo itinerario, più lungo e pericoloso. Dal 1991 al 2001 il canale di Otranto, il percorso più breve tra Italia e Albania (40 miglia) è stato anche il più affollato: furono tra i 150 e 200 mila migranti ad attraversalo per accedere all’Europa. Ci furono tre picchi durante questo periodo: nel 1991 quando l’Albania fu aperta al mondo, nella rivolta del 1997 nota come anarchia albanese, nel 1999 con la crisi del Kosovo. I percorsi più lunghi ma meno viaggiati hanno portato le rotte dalla Turchia all’Italia. I migranti furono portati prima in Puglia e quando divenne più controllata, furono dirottati nella più distante Calabria. Il canale della Sicilia è stato sempre una rotta ma solo dopo il 2000 divenne più percorso con Tunisia e Libia come principali porti di partenza. Sono stati conteggiati 15016 morti dal 1998 al 2014 ma molte altre morti resteranno invisibili. Ci furono due picchi: nel 2006 e nel 2011. Il primo picco è dovuto ad un cambio dal Mar Mediterraneo all’Oceano Atlantico, dalle rotte verso la Spagna attraverso lo Stretto di Gibilterra ai viaggi da Senegal e Mauritania verso le Isole Canarie. Il secondo picco è dovuto ad un aumento della migrazione verso l’Italia (62 mila migranti non autorizzati) nei primi mesi di rivolta in Tunisia, Egitto e Libia.

 

Screening per le malattie infettive [2]

Il cambiamento delle rotte e delle dinamiche migratorie, l’incremento del flusso migratorio, le malattie trasmissibili fra i paesi di origine e di destinazione hanno indotto le autorità sanitarie a stabilire se dovessero esser considerate azioni di sanità pubblica per evitare la trasmissione di malattie infettive. Lo screening dei migranti appena arrivati potrebbe prevenire la malattia infettiva considerata, potrebbe esser attuato sia nei paesi di transito che di destinazione finale: lo screening può infatti migliorare il monitoraggio dello stato di salute, individuare casi sintomatici e non per l’infezione, offrire una prevenzione, individuazione precoce e trattamento.

Nel 2014 è stato condotto uno studio sulle pratiche e sui protocolli di screening e sulle prove di laboratorio adottate verso i migranti appena arrivati nei 27 paesi dell’UE e in Svizzera. Non esistono tuttavia dati esatti sulle pratiche adottate e sull’influenza dei flussi migratori verso le politiche nazionali. Sono così stati considerati i migranti appena arrivati nei paesi extra europei del Mar Mediterraneo e del Mar Nero.

Lo studio ha dimostrato che lo screening può esser utile per quei paesi in cui non è diffuso e sono estese malattie come tubercolosi ed epatite B e C. La discussione è ancora in corso perché mancano evidenze forti riguardo la trasmissibilità delle malattie infettive considerate e l’efficacia della pratica di screening da adottare. Lo screening può esser utile per i paesi ospitanti riguardo la prevenzione delle malattie infettive. Non tutti i migranti appena arrivati possono esser sottoposti a screening e alcune malattie infettive potrebbero esser rilevate solo anni dopo la migrazione. In questo scenario è più probabile che i migranti si disperdano nella comunità e si potrebbe verificare uno stadio di malattia più avanzato. Per alcune malattie infettive, lo screening nel più breve tempo possibile è anche la procedura più opportuna. La percezione generalizzata degli esperti dei paesi dove è stato svolto lo studio è che la migrazione stia influenzando l’epidemiologia delle malattie infettive a livello nazionale nelle regioni del Mar Mediterraneo e del Mar Nero per questo se ne evidenzia lo screening.

 

 

[1] “When the best option is a leaky boat why migrants risk their lives crossing the Mediterranean and what Europe is doing about it.”, Fargues and Bonfanti, Migration Policy Centre, EUI.

[2] “Screening for Infectious Diseases among Newly Arrived Migrants: Experiences and Practices in Non-EU Countries of the Mediterranean Basin and Black Sea”, Napoli, Dente, Kärki, Riccardo, Rossi, Declich. 

Letture:2706
Data pubblicazione : 30/04/2017 09:03
Scritto da : Antonio Pallotti
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications