Il punto di Antonio
La tecnologia sostenibile che ci cambia la vita

Un guanto sensorizzato che muove una mano virtuale e una protesi di mano, non è stregoneria ma lo studio del gruppo di ricerca HiTEG all’Università di Roma Tor Vergata e si rivolge a persone con amputazioni di arto e con disturbi di controllo motorio. Antonio Pallotti è all'interno di questo gruppo e, su richiesta del direttore Iacopo Luzi, ha deciso di argomentare il suo settimanale punto su questa realtà entusiasmante, tanto da finire al programma televisivo "La vita in diretta" su Rai 1. 

La tecnologia sostenibile che ci cambia la vita

Una settimana fa a Napoli al Festival dello Sviluppo Sostenibile, in presenza di quattro ministri italiani, si discusso di innovazione sociale e promozione dei progetti di ricerca, finanziati sia dalle stesse università che tramite il reclutamento di ricercatori.

1) Il rettore dell’Università di Roma Tor Vergata si è focalizzato sulla disuguaglianza naturale ovvero sulle persone che hanno un handicap dalla nascita (quindi genetico) oppure un handicap acquisito per varie ragioni durante il corso della vita. Il rettore Novelli spiega “Questa disuguaglianza crea dei numeri incredibili: in Italia 4 milioni di persone hanno una disabilità, avvengono 700 mila infortuni ogni anno sia sul lavoro che nella quotidianità e fra questi circa 16 mila all’anno ricevono un’amputazione agli arti. Si sommano 3500 paraplegici e 800 tetraplegici assistiti dall’INAIL: possiamo immaginare che a queste persone manca qualcosa per esser uguali agli altri.  

 

Ogni handicap è diverso, ogni persona è diversa e non possiamo dare la stessa sedia a rotelle che serve a tutti, è necessario un riferimento personalizzato. Uno spin-off di Ingegneria Tor Vergata si è specializzato in questo: migliorare con l’ausilio di strumenti tecnologici il compito di misurare il problema in termini oggettivi e non soggettivi come oggi viene visto un handicap e soprattutto migliorare le abilità e le capacità in termini di privacy, praticità, riducendo i costi e l’ausilio di differente personale specializzato. Il gruppo di ricerca HiTEG e lo spin-off Captiks hanno sviluppato un guanto sensorizzato che consente a persone con problemi di linguaggio di utilizzare il linguaggio LIS soltanto col movimento delle mani e consente a persone che hanno avuto un’amputazione di arto di simulare una tastiera al computer. Sono stati sviluppati altri sensori indossabili per monitorare i movimenti e le capacità motorie.

 

La scarpa sensorizzata consente di misurare la cinetica specifica di una persona e di costruire un avatar di quell’individuo sul computer: la scarpa manda tutti i dati ad uno smartphone che poi li reindirizza direttamente alla struttura clinica che segue il paziente. Il guanto sostituisce la tastiera, i gesti vengono interpretati naturalmente e non occorre imparare l’uso del pc e dei software perché il gesto è naturale e la persona amputata riesce a farlo nonostante sia carente di un arto. Col guanto i gesti dei sordomuti sono tramutati in frasi, in linguaggio: muovendo le dita lo smartphone e il pc traducono quello che vuole dire la persona, avvalendosi di parole ed è come se scrivesse”.

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2) Il prof. Saggio della stessa università spiega “Nel nostro laboratorio è stato inventato un guanto sensorizzato cioè dotato di sensori e può misurare tutti i movimenti che fa la mano, l’avatar è infatti mosso dalla mano che indossa il guanto. I movimenti sono fondamentali per capire come una mano funzionante lavora correttamente e, per intervenire dove una mano non funzionante lavora non correttamente, capiamo la differenza in termini di misura tramite un confronto. Grazie a queste misure riusciamo a lavorare anche con gli amputati dell’arto superiore.

 

La protesi è mossa attraverso il guanto ma sfruttando la conoscenza pregressa dei movimenti di una mano reale grazie al fatto che li possiamo misurare, la protesi può esser mossa in questo modo anche da un amputato che non ha movimenti. Poiché conosciamo i movimenti, li traduciamo per chi non li ha. Lavorando con INAIL Centro Protesi di Budrio, abbiamo verificato come l’amputato sia in grado di muovere un arto che non ha semplicemente con la voglia di farlo, attraverso i residui dei muscoli. Dal cervello partono gli ordini, li intercettiamo e li facciamo diventare un movimento reale di protesi. Dalla mano siamo passati ad altre parti del corpo. Dei sensori indossabili sono capaci di misurare i movimenti fatti e vengono tradotti nel movimento di un avatar che li riproduce ma non solo questo: riusciamo anche a stabilire per una persona affetta da Parkinson l’efficacia di un farmaco.

 

Attualmente i parkinsoniani sono valutati in base all’esperienza del medico ma questi non ha uno strumento di misura reale ed effettivo, questo sistema che abbiamo sviluppato invece lo diventa. Misurando il paziente prima e dopo la somministrazione del farmaco riusciamo a stabilire quanto quel farmaco abbia avuto efficacia. Questo significa poter fare una medicina personalizzata considerando che per ogni parkinsoniano viene registrata una reazione in modo diverso, nonostante lo stadio della malattia sia analogo per una fascia di persone, le reazioni sono differenti ma quanto? Noi possiamo stabilire questa differenza grazie ad una collaborazione col reparto di Neurofisiopatologia del Policlinico Tor Vergata (*). Precedentemente sono stati svolti test con bambini (*) con disturbi del controllo motorio e abbiamo avuto risultati incoraggianti, grazie a queste misure il medico può stabilire se l’iter riabilitativo sta andando nella direzione corretta e se invece è il caso di deviare, quanto deviare. E’ stato sviluppato lo spin-off Captiks e una ricerca universitaria diventa finalmente qualcosa di utile, rende questi prodotti disponibili a tutti”.

 

"LA VITA IN DIRETTA" SU RAI UNO - SCIENZA. LA TECNOLOGIA SOSTENIBILE CHE CI CAMBIA LA VITA 

 

BIBLIOGRAFIA: 

 

[1] Discorso del Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Giuseppe Novelli, al Festival dello sviluppo sostenibile 2017. Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile “Italia 2030: che nessuno resti indietro!”, Napoli 22 maggio 2017

[2] Discorso del Prof. Ing. Giovanni Saggio, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, fondatore del gruppo di ricerca HiTEG e cofondatore dello spin-off Captiks a “La vita in diretta”, 26 maggio 2017

(*) NdR Il Protocollo di Studio ha ricevuto parere favorevole da parte del Comitato Etico

 

 

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Data pubblicazione : 04/06/2017 15:17
Scritto da : Antonio Pallotti
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