Il punto di Antonio
Una giornata su quattro ruote insieme a Paola

Un viaggio insieme a Paola, personaggio fittizio di storie vere, giovane con disabilità che ci racconta la sua quotidianità fra casa, studio universitario, sport e svago con le amicizie.

Una giornata su quattro ruote insieme a Paola

È già mattino, vi prego spostate la sveglia!

 

Sento dei rumori dal cortile, di sicuro è papà che sta uscendo dal garage, quindi oggi sarà mia sorella ad aiutarmi a scendere con il montascale mobile. Certo, abitare al terzo piano senza ascensore non è il massimo, ma cambiare interamente la struttura del condominio sarebbe stato troppo costoso. Chissà chi avrà ideato questi montascale così precisi che riescono a calcolare anche lo spostamento in base all’altezza del gradino?

 

È già tardi, ho bisogno di un caffè! La mia fedele carrozzina è di fianco a me, dove l’ho lasciata prima di coricarmi a letto. Mi alzo, corro affamata verso la cucina più veloce di una Ferrari. A volte mi capita di urtare le ruote contro le pareti delle porte. Già, perché le porte sono così strette? Perché gli scaffali sono così in alto? Perché le case sono pensate solo per persone che possono stare in piedi? Grazie al cielo papà si è ricordato di lasciare sul tavolo barattolo, acqua e zucchero: non dovrò arrampicarmi tra gli scaffali per gustarmi il caffè, anche se ormai ho imparato a trovare delle soluzioni.

 

Ci sono sempre, basta volerle trovare.

 

In futuro, magari quando mi sposerò, metterò nella lista uno di quei frigoriferi più compatti posizionati a terra. Non ho bisogno di un frigorifero watusso, dove nemmeno arrivo a prendere un vasetto di yogurt! Ah, ma oggi dove c’è lezione? Devo controllare l’orario, le aule non potevano essere tutte in un unico edificio?

Oggi ho lezione a quello centrale, quindi considerando il traffico…con l’autobus è improponibile perché non ce n’è uno, dico uno, con l’ingresso facilitato o lo spazio sufficiente per entrare. A pensarci, non c’è nemmeno un autobus realmente attrezzato per una gita del fine settimana nella capitale.

 

Per fortuna ho la mia auto, non saprei cosa fare senza di lei, ormai rappresenta le mie gambe a 4 ruote! Quindi oggi mia sorella mi aiuterà a scendere in garage ma devo sbrigarmi, devo arrivare assolutamente prima delle 8 altrimenti con il parcheggio è un casino. Ok, prima una doccia però! Uso questa sedia girevole nella vasca, che mi permette di lavarmi in autonomia. Ricordo quella volta in cui dovevo andare fuori per un weekend di 3 giorni e avevo chiamato preventivamente l’albergo per conoscere la loro accessibilità.

 

Mi risposero: "Si signorina, non si preoccupi, siamo totalmente accessibili e abbiamo una camera appositamente per le persone con disabilità".

 

Oggi il concetto di accessibilità è ancora abbastanza relativo se mettono lavandino e doccia in pochi metri quadri dove nemmeno posso girarmi con la carrozzina. Servono poi i maniglioni alle pareti, di fianco al water che deve inoltre avere la seduta rialzata. È sempre un’impresa viaggiare in Italia, all’estero non è così difficile!

 

Grazie sorella per avermi aiutato a scender le scale oggi, ci vediamo stasera, scappo in facoltà!

 

Possibile che i parcheggi sono già tutti occupati? Sono solo le 8! Farò tardi a lezione, già me lo immagino. No, non ci credo, pure i posti riservati alle persone con disabilità sono occupati e dubito che le auto abbiano tutte il permesso. Mi tocca citofonare a Peppe, il portiere della facoltà. "Ciao Paola, guarda ti faccio passare, ti alzo la sbarra e tu entra. Lascia la macchina dove c’è lo scarico merci per il magazzino del bar, se qualcuno ti dice qualcosa sai cosa dire, non ti preoccupare e poi casomai ci parlo io".

 

 

Grazie Peppe! Mi accorgo che si è appena liberato un posto ma non è il massimo, dovrei aprire completamente lo sportello per montare la carrozzina e tutto questo in mezzo alla strada in cui passano le auto. Purtroppo accade spesso, parcheggiano senza porsi il problema e sono i dipendenti dell’università e qualche professore. Scendo dall’auto e corro verso l’aula e per la fretta ho fatto rumore con la porta per entrare. Non l’ho fatto apposta, è in acciaio ed è così pesante ma ecco, per fortuna Dario si è girato e mi ha visto: " Paola aspetta ti aiuto io, ogni volta che ti vedo far da sola questa rampa così ripida mi viene il fiatone solo a vederti. La prof ha detto che a metà lezione faremo dei lavori di gruppo e a turno andremo ad esporli alla cattedra ma non ti preoccupare, ci organizziamo per spostarti in fondo all’aula senza che resti isolata col tuo banco".

 

Finalmente pausa caffè, arriva Stefano con il giornale: Ehi Paola, hai visto che hanno inaugurato la nuova piscina?".

 

Si ho visto, ci sono passata proprio ieri perché vorrei riprendere a nuotare e invece hanno riverniciato tutto, spogliatoi nuovi, bagni nuovi ma l’ingresso alle persone con disabilità è rimasto uguale, cioè con i gradini. Ci speravo tanto di poter arrivare almeno a bordo vasca da sola e invece nulla. Quanta difficoltà a trovare una piscina che abbia il sollevatore per poter entrare in acqua!

 

Nel mentre arriva Giacomo, un compagno di corso: "Ciao Paola, gli altri sono andati in spiaggia, solo che quando hanno organizzato non si sono ricordati che l’unico acceso è attraverso un tunnel molto stretto, quindi se vuoi andiamo insieme, ti aiuto io però è un po’ complicato- Ti giuro non ci avevano ripensato proprio al sottopassaggio stretto".

 

Tranquillo, me ne andrò sul lungomare per rilassarmi. Mi piace stare da sola, poi ho il mio tirante elettrico, quando lo attacco alla carrozzina diventa un motorino e mi sento libera, con la brezza marina sul viso. Senza il tirante devo stare attenta, le ruotine davanti possono prendere un sasso o un sampietrino fuori posto facendomi cadere.

 

Ricordo quella volta in centro, che botta che ho fatto con la buca, tutto per vedere solo un film! Se devo camminare dove sono i sampietrini e non c’è parcheggio vicino al cinema è un casino! Devo chiamare un amico che mi accompagna e mi lascia vicino l’ingresso del cinema, poi deve andare a cercare parcheggio chissà dove e nel frattempo un altro amico deve aiutarmi a scendere e ad entrare. A malincuore ci rinuncio, e scelgo cinema accessibili, anche se lontano da dove abito.

 

A volte mi passa la voglia di fare qualcosa se deve essere uno stress per me e per chi mi accompagna.

 

Prima della festa di laurea di Vincenzo di questa sera posso scaricare la tensione e rilassarmi in piscina. Per fortuna gli istruttori mi aiutano a sedermi a bordo vasca, per fortuna che non peso troppo! Mi dispiace invece per Alessio che ha la mia stessa difficoltà ad entrare in acqua ma è alto 185 cm e pesa 110 kg. Non ce la fanno a sollevarlo in due. Sarebbe molto bello se ci fosse un sollevatore.

 

Di corsa a casa a cambiarmi e squilla il telefono, chi mi scrive su whatsapp? Sara mi chiede se le passo a prendere con la macchina perché tra loro sono quella che guida meglio. Hanno anche paura di guidare di notte per tutta quella strada in caso di qualche drink in più.  

 

Dai, scendete, sono sotto che vi aspetto! Arriva Sara che in macchina mi dice: "Non so se dirtelo però Vincenzo ci teneva proprio che tu ci fossi stasera, non sai che ha fatto pur di trovare la pizzeria perfetta. Ha cominciato a chiamare tutti i locali chiedendo se fossero accessibili, poi se li è girati uno ad uno per vedere se davvero lo erano e quando ha parlato coi gestori si è arrabbiato con loro perché era tutta una presa in giro, capito? Si è girato tutte le pizzerie per trovarne una dove ci fosse una rampa accessibile, un bagno abbastanza grande con i maniglioni, con il parcheggio riservato vicino l’ingresso…Insomma stasera non potevi mancare proprio!!.

 

Che serata fantastica! Ecco Vincenzo: "Ehi Paola, avevo pensato solo ad una cena perché sai come sono, preferisco che stiamo tutti insieme, che parliamo e non mi piace fare tardi… Ma gli altri mi hanno organizzato anche una festa a sorpresa a casa di Giovanni, che però abita al quarto piano. Appena l’ho saputo mi ha fatto piacere, però ho subito detto che era una stupidaggine perché anche lì sono palazzi antichi senza ascensore. Io mi sono già messo d’accordo con gli altri, quindi avevamo pensato di abbracciarti in due e portarti su, davvero mi farebbe piacere se tu venissi".

 

Sono troppo stanca stasera e poi si balla, preferisco tornarmene a casa. Nel frattempo Sara e le sue amiche hanno deciso di scambiarsi con un altro gruppo della cena per il ritorno, così io accompagno altre.

 

Finalmente casa, letto e riposo! Prima di dormire però, ripenso a quanto sia premuroso Vincenzo e gli amici veri che ho accanto. 

 

Sento tutta la mia disabilità proprio nei momenti in cui non posso accedere a quello che voglio fare. È l’ambiente che mi fa sentire discriminata, è così. Poi però, se c’è la volontà di stare insieme, una soluzione si trova sempre in ogni caso. Che giornata piena, ma ora meglio chiudere gli occhi. La sveglia del mattino suonerà presto e domani ho altri impegni, obiettivi e ostacoli da superare sempre con il sorriso.

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Data pubblicazione : 15/10/2017 20:58
Scritto da : Antonio Pallotti, Francesca Restuccia
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