Quo vadis? Storie di fermani nel mondo
Siham Amal, da Montegiorgio a Berlino, una vita fra integrazione, multiculturalismo e la passione per le lingue

Le sue strade e il suo popolo sono stati divisi per 28 anni da un muro ostile e da una feroce battaglia ideologica. Nel nome della libertà della sua gente, nel 1963, il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy si proclamò davanti a migliaia di persone uno dei suoi abitanti. Il suo cielo era azzurro il 9 luglio del 2006. 

In questa decima puntata di “Quo vadis? Storie di fermani nel mondo” vi portiamo a Berlino e vi raccontiamo la storia di Siham Amal, una ventinovenne marocchina naturalizzata italiana, che è arrivata in questa roccaforte di multiculturalismo e tolleranza sociale seguendo la sua passione per le lingue straniere e un'incredibile voglia di riscatto.

Siham Amal, da Montegiorgio a Berlino, una vita fra integrazione, multiculturalismo e la passione per le lingue

Siham Amal nasce nel 1988 a Casablanca, una grande città costiera del Marocco occidentale bagnata dalle acque dell’Oceano Atlantico. Poco dopo la sua nascita si trasferisce insieme a sua madre a Montegiorgio, raggiungendo il padre che si è già stabilito nel comune fermano qualche tempo prima.

Mentre i suoi fratelli minori sono nati a Macerata, Siham sente un legame profondo con la sua terra natia; per questo motivo, fin da piccola, cerca di imparare il darija, una variante di arabo dialettale parlata in Marocco.

 

IMG_0297

 

Crescendo in una famiglia completamente integrata che, al tempo stesso, ha il desiderio di trasmettere ai propri figli le tradizioni nordafricane, Siham vive a cavallo tra due culture e assorbe il meglio dei due mondi - quello europeo e quello magrebino. Un esempio di questa commistione di usanze è visibile soprattutto durante il mese di Ramadan, quando, tramontato il sole, tutti si radunano per consumare il pasto serale e mangiano la pasta fatta in casa dalla madre.

“Sono fiera di portarmi due paesi nel cuore,” dice.

Durante gli anni della scuola, si iscrive all’Istituto Tecnico per Attività Sociali (ITAS) “Matteo Ricci” di Macerata, dove frequenta il corso sperimentale linguistico ERICA e consegue la maturità di perito aziendale e corrispondente in lingue estere. Nei mesi estivi dei cinque anni di scuole superiori, la giovane lavora nelle varie fabbriche del fermano e del maceratese per comprarsi da sola i libri e le gite scolastiche.

 

IMG_0306

 

“Mi sono sempre data da fare perché i miei genitori mi hanno insegnato sin da piccola ad essere responsabile. Ed è forse grazie a questo insegnamento che più tardi ho avuto il coraggio di lasciare l'italia.”

Nel 2008 si iscrive al corso di Mediazione Linguistica dell’Università degli Studi di Macerata con sede a Civitanova Marche, e sceglie di approfondire l’arabo classico. Fra una lezione e l’altra, le ore passate in biblioteca e i molti esami da sostenere, Siham lavora come barista, cameriera e impiegata part-time per potersi mantenere autonomamente nello studio e nello svago.

Nel 2010 la ragazza si prende una pausa dagli studi e va in vacanza a Berlino. Il Natale è alle porte, e la capitale tedesca si riempie di mercatini natalizi. Le strade e le piazze si riempiono di luci e di gente, e l’aria porta con sé l’aroma della cannella.

“Rimasi molto colpita da questa città: era impossibile restare indifferenti ai suoi colori e alle diversità etniche che convivono in pace e nel rispetto reciproco. Sapevo che un giorno mi sarei trasferita proprio lì, a Berlino. E così poi è stato.”

 

IMG_0303

 

Nel frattempo in Italia le cose iniziano ad andare male: il padre di Siham perde il lavoro e la madre è ora l’unica a provvedere al mantenimento dell’intera famiglia. La stessa ragazza si trova disoccupata in seguito alla decisione di un’azienda fermana di smaltimento rifiuti speciali per cui lavora reclutando nuovi clienti in giro per l’Italia di non rinnovarle il contratto.

Inizia così una fase critica per la nostra expat, che si trova impigliata in una spirale demoralizzante e dai cui non vede un modo per divincolarsi. “Sono entrata un po' in depressione. Avevo perso la mia direzione, non trovavo più stimoli in ciò che mi circondasse. Anche i miei studi hanno risentito parecchio di questa situazione, tant’è che ho anche smesso di dare esami all'università.”

Tuttavia, Siham vede la cosiddetta luce in fondo al tunnel nel maggio 2014, quando un’associazione locale d’interpreti e mediatori culturali a cui la giovane si era iscritta nei mesi precedenti la contatta per una collaborazione. I membri di questa associazione le dicono che necessitano di una mediatrice che parli arabo e italiano per seguire una persona d'affari araba che si trova a lavorare in zona.

 

IMG_0302

 

 Questo lavoro appare agli occhi della ragazza come la svolta che la ragazza stava aspettando da mesi e, senza esitare, accetta subito l’incarico: per tre mesi affianca il business man arabo in giro per l’Italia, traducendo per lui e consigliandolo negli affari. Inoltre gli mostra anche “come sono belle le nostre Marche” e gli fa provare anche tutte le specialità gastronomiche caratteristiche del territorio.

Gli affari dell’imprenditore arabo in Italia giungono al termine, ma lui propone a Siham di seguirlo in Germania e di lavorare per lui nel suo ufficio centrale di Berlino.

“Io, sinceramente, non ci pensai due volte,” ricorda la ragazza, che nell'agosto 2012 fa i bagagli, li carica in macchina e parte da sola alla volta per Berlino.

Dopo quasi 15 ore di viaggio e oltre 1400 chilometri percorsi, la giovane arriva nella capitale tedesca. Sa che la sua conoscenza linguistica non è sufficiente per poter lavorare in Germania, avendo studiato il tedesco come terza lingua alle scuole superiori e non avendone più che un’infarinatura.

 

IMG_0310

 

Chiunque abbia mai vissuto a Berlino - o in qualsiasi altra capitale o grande città - sa benissimo quanto sia complicato trovare una sistemazione più o meno permanente. Con una domanda altissima e una disponibilità immobiliare limitata, la concorrenza per accaparrarsi una stanza è spietata (per non parlare di interi appartamenti), talvolta i prezzi possono raggiungere livelli stellari in rapporto allo spazio da affittare, e il rischio di venir truffati è spesso dietro l’angolo.

Contro ogni previsione, Siham trova un alloggio nella prima settimana di permanenza e si iscrive subito ad un corso di lingua tedesca.

“La prima difficoltà che ho incontrato a Berlino è sicuramente la lingua. A volte l'inglese non basta, soprattutto quando ti trovi a dover sbrigare le molte procedure legate alla burocrazia.”

Ma la difficoltà legata all’apprendimento del tedesco, una lingua germanica dalle complesse strutture morfo-sintattiche e dai suoni la cui pronuncia può risultare impegnativa, non ferma la giovane e la sua voglia di superare questa barriera.

“Imparare le lingue è ciò che mi ha spinto a lasciare l'Italia per Berlino. All'università imparavo le lingue in modo tradizionale, e questo mi risultava abbastanza noioso. Qui invece ho imparato la lingua sul campo, vivendo in prima persona la società tedesca.”

Inoltre, data l’ingente presenza di stranieri e, in special modo, di persone di origine magrebina e mediorientale in città, Siham riesce a migliorare il suo arabo interagendo proprio con queste.

“Ogni momento è buono per fare un tandem linguistico qui a Berlino.”

 

IMG_0304

 

Quella linguistica è dunque una sfida con cui la giovane vuole confrontarsi, e con cui duella volentieri per sconfiggere la paura di pentirsi della scelta di partire, di non farcela e rientrare in Italia “come una fallita.”

Dunque si rimbocca le maniche e si dà da fare: oltre a lavorare per l'imprenditore arabo, la ragazza gira per la metropoli, segue corsi professionali in lingua tedesca con l’obiettivo di poter imparare sempre più cose, tanto che arriva anche a svolgere uno stage presso un’agenzia turistica.

Lo stato tedesco permette a Siham di crescere personalmente, facendole scoprire quanto sia tenace e coraggiosa, ma anche professionalmente, finanziando molti dei corsi professionali che lei frequenta, e quindi dandole la possibilità di ampliare i propri orizzonti e sviluppare a pieno le sue capacità lavorative. “È una cosa straordinaria,” commenta.

Ripensando alla sua vita di provincia, dice che le mancano chiaramente la famiglia e gli amici, insieme alle così chiamate scappate, e il poter godere del mare e del sole - specie quando le rigide temperature invernali berlinesi sfiorano i -11°C e i giorni di primavera si susseguono sotto la pioggia.

Affatto difficile è stato invece lasciarsi alle spalle la monotonia tipica dei piccoli centri, “dove vedi sempre meno giovani e sempre più negozi chiudere le vetrine,” così come quella sensazione di diffidenza verso il diverso, lo straniero e la dimensione multiculturale che ha fatto di Berlino il suo baluardo.

“Fra dieci anni non mi vedo in italia - ammette Siham - forse sarò ancora qui, o magari mi sarò già trasferita in qualche altra città del nord Europa.”

Per il momento, la nostra expat è felice qui, in questa terra che le ha fatto trovare l’amore di un marito, un lavoro soddisfacente in un albergo del centro città e stimoli a non finire.

Letture:1685
Data pubblicazione : 19/05/2017 10:14
Scritto da : Laurie Timmers
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications