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L'Icubed Pedaso sfida un pezzo del suo passato, stasera il match contro Osimo: le parole degli ex Domesi, Carletti e Conti

L'Icubed Pedaso torna in campo stasera per affrontare la Robur Osimo (palla a due alle 21:15) nell'incontro valido per la sesta giornata di ritorno del campionato di Serie C Silver. Pedaso arriva da due vittorie consecutive, mentre Osimo cavalca una striscia positiva di tre gare e insegue gli uomini di coach Ionni a due punti di distanza. La posta in palio è quindi molto alta perché l'Icubed con una vittoria allungherebbe a +4 e si prenderebbe anche il 2-0 negli scontri diretti.

A Pedaso però l'incontro è atteso in modo particolare non solo per mere questioni di classifica, ma anche perché segnerà il “ritorno a casa” di tre assoluti protagonisti degli ultimi anni: Michele Domesi, Daniele Carletti e Francesco Conti. Ci siamo fatti raccontare direttamente da loro le emozioni di queste ore.

L'Icubed Pedaso sfida un pezzo del suo passato, stasera il match contro Osimo: le parole degli ex Domesi, Carletti e Conti

Quando avete scelto di venire a Pedaso, quali erano le vostre aspettative?

Carletti: Scelsi di venire a Pedaso perché c’erano già Luca e Michi (Camarri e Domesi, ndr) e fortunamente all’ultimo si aggiunse anche Fra (Conti, ndr).

Volevo innanzitutto ritornare a giocare basket con lo spirito agonistico che piace a me dopo un anno di transizione e sapevo che a Pedaso lo avrei certamente trovato. Inoltre avevo sentito parlare benissimo dell’ambiente, unito e famigliare: un’esperienza quindi assolutamente da provare.

Conti: Quando ho deciso di venire a Pedaso, la mia aspettativa maggiore era quella di tornare a divertirmi giocando a basket, perché con il crescere degli impegni lavorativi la pallacanestro era diventata quasi un “peso”. Invece a Pedaso ho ritrovato degli amici e ne ho conosciuti di nuovi che mi hanno fatto letteralmente riscoprire l’amore per questo sport.

Domesi: Era l'estate 2012 quando Ricky Di Angilla (mio ex compagno di squadra a Macerata) mi chiamò e mi disse: “Devi venire assolutamente a Pedaso che ci divertiamo”: mai parole furono più azzeccate. Venivo da un'annata difficile a Porto San Giorgio in cui il basket più che un divertimento era diventato un peso. Avevo bisogno di una squadra e di un ambiente che mi facessero tornare l'amore per questo sport: dentro di me sapevo che Pedaso era la scelta giusta e cosi è stato.

 

E quando poi ve ne siete andati avrete stilato un bilancio della vostra avventura qui...

Carletti: Inizio dal bilancio umano, in fin dei conti il più importante: tre anni pieni di molte belle cose, dei quali mi porterò sempre dietro tante amicizie e tanti bei ricordi. Sul campo penso di aver dato tutto quello che avevo e ci siamo tolti diverse soddisfazioni, con la ciliegina del record societario di vittorie consecutive stabilito l’anno scorso.

Conti: In tutti gli anni in cui ho giocato non ho mai provato un senso di appartenenza così forte a una società come a Pedaso (oltre ad Osimo, che è la squadra della mia città), al punto tale che posso tranquillamente considerarla una famiglia. Tre annate con tanti sacrifici, tanto sudore, tanti chilometri e tante risate, tre annate vincenti, bellissime e in crescendo. Amici veri e legami forti che continuano tuttora anche se non vestiamo più questa maglia.

Domesi: L'estate scorsa è stata difficilissima per me. Ho cercato in tutti i modi di rimanere, la società e coach Ionni hanno fatto di tutto per trattenermi, ma gli impegni di lavoro insieme alla distanza da casa non mi hanno dato la possibilità di continuare con voi: non è stato assolutamente facile lasciare Pedaso perché qui ho vissuto l'esperienza più bella della mia carriera cestistica.

 

Il momento più bello vissuto con la nostra maglia?

Carletti: Già detto del record di vittorie, confesso che ancora adesso ho la pelle d’oca se ripenso al boato del palazzetto subito dopo la sirena finale della partita con Campli. Era la prima casalinga del primo anno in C nazionale, vittoria negli ultimi secondi contro una corazzata: probabilmente lì nacque quel legame che oggi è indissolubile.

Conti: Difficile, ce ne sono tanti: ricordo l’emozione e la felicità della mia prima partita con questa maglia, vinta nel finale a Civitanova, ma se devo per forza selezionarne uno scelgo il periodo della scorsa annata nel quale inanellammo una serie di 15 vittorie consecutive reagendo in maniera incredibile ad un momento di difficoltà e arrivando fino alle finali playoffs.

Domesi: Sportivamente la vittoria in gara 4 a Fabriano con la promozione in C1; dal punto di vista umano, invece, di sicuro aver conosciuto Silvia, mia futura moglie.

 

Cosa vi manca di più di Pedaso?

Carletti: Tutto (a parte i 60 km per arrivare!) ma soprattutto tutti, nessuno escluso. Non saprei cosa dire di più.

Conti: il tempo trascorso in palestra e a cena con compagni, staff tecnico e società. Indimenticabili anche le risate in macchina nel tragitto Porto Recanati-Pedaso in compagnia di Luca, Micky e Dani: momenti epici!

Domesi: I viaggi in macchina con coach Camarri e con i miei amici di una vita Fra e Dani, le risate con i dirigenti e gli sfottò calcistici, il "gallo" (Ricky Di Angilla), compagno di tante battaglie e super amico fuori dal campo, il pubblico quando urla Pe-da-so, Pe-da-so; le serate tutti insieme dopo le partite, sempre con il sorriso indipendentemente dal risultato del campo, i brindisi con l'Unicum e poi Luca, Matteo, Mario, Alfredo, Kiko, Giovanni, Paolo e tutti gli altri: mi manca la mia seconda famiglia!

 

Inutile girarci attorno: ancora più dell'andata difficilmente questa può essere una partita come le altre per voi. Emozioni?

Carletti: Sicuramente è una partita che ha un sapore diverso da qualsiasi altra perché ci sono emozioni che vanno oltre il campo di gioco. Nonostante gli anni di esperienza, sento questa sfida con un’ansia particolare fin da quando è uscito il calendario! Sarà stranissimo avere come avversari amici con cui ci conosciamo reciprocamente a memoria e vedere sugli spalti la solita gente che però non tifa per me.

Conti: Ci saranno emozioni speciali prima e dopo la gara, ma in campo dovremo cercare di rimanere concentrati e determinati come abbiamo fatto nelle ultime partite, anzi cercando di dare ancora qualcosa in più, consci del fatto che Pedaso è una delle formazioni più forti del campionato e che il suo palazzetto è storicamente difficilissimo da espugnare.

Domesi: Quello in corso per me finora è stato un anno difficile dal punto di vista fisico. Ho avuto degli infortuni che mi hanno tenuto fuori dal campo per parecchi mesi e uno di questi è arrivato proprio nella partita di andata: ci tenevo tanto, ma sfortunatamente ho dovuto abbandonare la battaglia dopo pochi minuti.

Tornare a Pedaso sarà una emozione grandissima e sicuramente verranno alla mente tutti i bei momenti passati su quel parquet. Appena la partita inizierà dovrò lasciare questi pensieri fuori dal campo e cercare di aiutare la mia squadra a conquistare una vittoria che sarebbe fondamentale per noi, anche se so meglio di tutti che per vincere a Pedaso servirà un'impresa. Finita la partita poi tutti a cena insieme!

 

Un messaggio finale per tutto l'ambiente della pallacanestro pedasina.

Carletti: Ovviamente sulla partita non dico nulla! Ringrazio, saluto ed abbraccio tutti, senza fare elenchi perché rischierei di dimenticare qualcuno. Continuate a rendere Pedaso speciale!

Conti: Grazie per tutto il meraviglioso sostegno e la passione che ci avete trasmesso in questi anni. Semplicemente e sinceramente: vi vogliamo bene!

Domesi: Grazie per questi cinque anni meravigliosi, vi porterò sempre nel mio cuore. Vi voglio bene!

 

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Data pubblicazione : 16/02/2018 17:43
Scritto da : Redazione
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