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"La voglia matta di non mollare mai". Tre ragazzi fermani guidano la nazionale di sitting volley nelle qualificazioni ai mondiali: domani la partenza per la Corea del Sud

Ci saranno anche tre ragazzi fermani (Federico Ripani, Riccardo Scendoni e Cristiano Crocetti) nella rappresentativa italiana di sitting volley che domani partirà alla volta di Jeju Island, in Corea del Sud, per disputare il torneo di qualificazione (dal 27 marzo all'1 aprile) che metterà in palio l'ultimo posto per i mondiali di luglio in Olanda.

 

Otto le squadre in lizza, divise in due gironi da quattro. L'Italia se la vedrà con Cambogia, Lettonia e i padroni di casa della Corea del Sud, mentre nell'altro raggruppamento sono inserite Croazia, Repubblica Democratica del Congo, Mongolia e Thailandia. Le prime due di ogni girone accederanno in semifinale e le vincenti si sfideranno nella decisiva finalissima.

“Centrare la qualificazione non sarà di certo facile - evidenzia il commissario tecnico Emanuele Fracascia - ma cercheremo ugualmente di fare un'esperienza positiva di crescita: dobbiamo infatti recuperare tanti anni di svantaggio rispetto ad altre nazionali partite in netto anticipo rispetto a noi”.

“Col tempo si è formata una squadra che è diventata una vera famiglia – commenta Federico Ripani, uno dei tre ragazzi fermani convocati, che ha iniziato col sitting volley nel 2015 – e non vediamo l'ora di confrontarci con rappresentative di livello mondiale: cercheremo di fare del nostro meglio”.

 

Per quanto importante, però, l'aspetto puramente sportivo, quello legato al risultato, per certi versi è anche il meno significativo. Riccardo, Federico e Cristiano sono infatti tre ragazzi che la vita ha messo davanti a sfide difficili: tre incidenti hanno fortemente modificato la loro quotidianità, ma non hanno di certo limitato la loro voglia di vivere. “Il sitting è stato un modo per rimettermi in gioco, per rendermi conto che anche con la disabilità potevo ancora dare qualcosa” - ha dichiarato Crocetti.

“In un mondo in cui sente parlare sempre di esempi negativi e di aspetti tragici della vita quotidiana – evidenziano Fabio Carboni, Presidente del Comitato provinciale FIPAV Ascoli-Fermo, e il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro rivolgendosi ai tre ragazzi – voi siete degli esempi per la forza di volontà che dimostrate, dei testimonial della voglia di arrivare, di esserci e di non mollare mai”.

 

“Quello di oggi è un giorno bello, un momento di orgoglio per tutti noi. La nostra amministrazione tiene molto al binomio sport-disabilità” - ha sottolineato l'assessore Alberto Maria Scarfini, che a questo proposito ha ricordato la recente organizzazione dei campionati italiani di nuoto Fisdir nella rinnovata piscina comunale, oltre al progetto Filippide e quello legato al Soccer Dream Montepacini.

 

Un'avventura, quella del sitting volley nel capoluogo, che non sarebbe però partita senza l'operato della Scuola di Pallavolo Fermana, per cui i tre ragazzi sono tesserati. Il sodalizio del capoluogo da gennaio 2016 è infatti il primo nelle Marche ad aver istituito un settore di sitting volley e l'anno scorso ha partecipato per la prima volta ai campionati nazionali. Adesso il prossimo obiettivo è portare questa disciplina anche nelle scuole: “Seguiamo già circa 700 ragazzi degli istituti fermani, mandando i nostri allenatori nelle scuole per insegnare la pallavolo durnate le ore di educazione fisica – spiega il presidente Remo Giacobbi – e abbiamo recentemente cominciato anche col sitting volley: l'obiettivo dall'anno prossimo è però quello di inserirlo a tutti gli effetti nei programmi scolastici, per far capire quali sono le difficoltà ma anche la bellezza di uno sport che può essere praticato da tutti, da chi è fortunato e da chi è lo è un po' meno”.

 

“Il sitting volley è uno sport per tutti”: lo ha sottolineato a più riprese anche il presidente regionale della Fipav Franco Brasili. E in effetti è così, perché mentre a livello internazionale le competizioni, organizzate dal comitato paralimpico, sono aperte solamente ai disabili, su scala nazionale c'è spazio anche per i normodotati, “che spesso sono anche meno bravi dei loro colleghi disabili” – fa notare lo stesso Brasili, che poi mette sul tavolo una proposta per l'amministrazione comunale: “Credo che ci siano le condizioni per portare a Fermo un centro tecnico federale di sitting volley”.

Un'idea che Calcinaro promette di prendere in considerazione: “E' una proposta su cui possiamo benissimo discutere – chiosa il primo cittadino - perché ha una valenza positiva in più di un settore: vedremo come poter sviluppare questo percorso anche pensando che da qui a circa un anno la città si doterà di un'ulteriore palestra in più”.

 

Ripani_Crocetti

 

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Data pubblicazione : 22/03/2018 13:47
Scritto da : Andrea Pedonesi
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