Fermo. A che serve - e a chi serve - la Cavalcata dell'Assunta?
Scritto da
Adolfo Leoni
| 27/07/2010 10.50.17 | Categoria: Eventi
Il regista Gianni Nardoni ci ha stimolati. In conferenza stampa, ha detto: cari giornalisti, abbiamo bisogno di creare coesione tra la Cavalcata e la città, raccontate il "dietro le quinte", magari anche criticandoci.
Ok. Accettiamo, ponendo una serie di domande.
Partiamo dal primo dato che appalesa lo stesso regista: da una parte sta la città di Fermo, da un'altra la Cavalcata. Le due cose non si compenetrano.
Eppure siamo alla 29esima edizione. La manifestazione è adulta. Come mai questa mancanza di osmosi? Colpa dei giornalisti che non raccontano il "dietro le quinte"? Oppure, c'è un nodo che, nonostante gli anni, resta irrisolto?
Credo che la domanda sia: a che serve la "Cavalcata dell'Assunta"? Si potrebbe rispondere che serve per i turisti. Allora, fa bene il regista a mischiare le carte storiche e a riproporre schemi nuovi, come la sfilata delle donne. Se bisogna colpire fantasia e sguardo dei vacanzieri ogni sistema è legittimo: sfarzo e bellezza, innanzitutto.
Si potrebbe anche rispondere che serve a mobilitare i quartieri. E questo è vero. Alcuni lo fanno in previsione dell'evento agostano, altri si ritrovano anche per occasioni diverse. Però è come se poco incidesse nella vita complessiva della città. Come se i piani non si incontrassero.
C'è poi chi vorrebbe spingere di più sulla radice religiosa. Storicamente è così: Cavalcata = processione di ringraziamento alla Madonna, Patrona di Fermo. Restiamo sempre perplessi però al momento dell'arrivo della processione sul sagrato del Duomo. La notte del 14 agosto la "sfilata" si sfila e si sfilaccia proprio dinanzi al Duomo, proprio nel momento veramente religioso. Con il rischio di rendere l'arcivescovo di Fermo - o i suoi delegati - un altro attore di una rappresentazione in costume.
E' un fatto turistico, la Cavalcata? E' un fatto religioso? E' un fatto sportivo? E' un momento di più grande socializzazione della città?
Alla fine la Cavalcata è tutto questo messo insieme in modo indistinto.
E quando sia è nell'indistinto, non emerge un'immagine del tutto chiara.
Nel contempo però dobbiamo registrare un nuovo attivismo di tanti giovani: con la creazione di periodici, con la proposta di spettacoli ed eventi nel corso dell'anno.
Prendiamo allora il germoglio per augurare alla Cavalcata terminata l'edizione 2010, di ripensare se stessa e di dedicare un anno di approfondimenti e di dibattiti.
27/07/2010 - rosso
Adesso tirate come sempre la volata a Catà!
27/07/2010 - ric
Viva le osterie e gli osti
27/07/2010 - joe
un fatto economico gestito come venivano gestite le industrie pubblche.
I giornalisti non possono parlare di un dietro le quinte perchŽ non c' un dietro le quinte.
Non si possono inventare cose che non ci sono, una manifestazione vissuta da una minoranza dei fermani per un mese all'anno.
Cosa molto lontana da siena e molto vicina ad una mega-sagra di durata mensile.
La corsa in se stupenda, per˜ sono le trattative pre corsa e l'approssimatezza degli ordini del mossiere che corroborano quanto detto sopra.
E' un tirare avanti a campare, ogni anno si parla di rinascita che puntualmente non avviene, ed normale: non si possono di punto in bianco instillare tradizioni, fervore, attaccamenti alla contrada, quanto il 16 agosto tutti si dimenticano dell'esistenza stessa del palio.
27/07/2010 - elisa
Il giornalista ha ragione, bisogna ripensare un rapporto con la città.
27/07/2010 - gabrio
E' meglio la sfilata della corsa
27/07/2010 - lina
La festa del doge ve la siete scordata?
27/07/2010 - torre di palme
Joe, prima parli di una "cosa" molto lontana da Siena, poi dici che le trattative pre corsa rovinano lo spettacolo; hai minimamente idea di quante ce ne siano a Siena? hai minimamente idea di cosa significhi "Palio"? io direi di no! spero proprio che tu non sia fermano, perchè le tue critiche sarebberò rivolte esattamente a persone come te! comunque prova una volta a seguire da dentro la vita di contrada, e capirai che agosto è il mese in cui si lavora meno!! che il 16 agosto non ci si dimentica proprio di nulla, ma si inizia a pensare all'anno successivo!! fatti e fatevi una cultura di palio prima di sparare certe sentenze!
27/07/2010 - amante cavalcata
Caro Joe, spero vivamente che tu non sia fermano per diversi motivi:
1- dici che la cavalcata è una "cosa" che non si avvicina minimamente al palio di Siena (chi ci riesce?!), per poi dire che la corsa è rovinata dalle trattative pre corsa: hai minimamente idea di quante ce ne siano a Siena? Sono la regola: il gioco funziona così!
2- Dici che la cavalcata è un fatto economico: chi ci guadagnerebbe, le contrade e i contradaioli? si vede che non hai mai fatto parte di nessuna contrada
3- il 16 agosto ci si dimentica della contrada? ancora una volta confermi di capire di palio meno di zero: agosto è probabilmente il mese in cui si lavora meno!
Se volete sapere la mia, la cavalcata ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, e i presupposti per migliorare ancora ci sono: i fermani che ancora non hanno imparato ad amarla, sono gli stessi che si lamentano che a Fermo non c'è nulla, quando abbiamo una cosa stupenda che non sanno sfruttare!
27/07/2010 - remo
La Cavalcata è una bellissima manifestazione(intesa come sfilata in onore dell'Assunta) che Nardoni si è sforzato di migliorare in tutti questi anni. Peccato che dietro di lui non ci sia nessuno. Non si riesce a creare entusiasmo perchè al vertice non c'è entusiasmo. E' un tirare a campare con le poche forze (anche economiche) che ci sono. Le Contrade non possono essere chiamate a qualsiasi manifestazione. Concordo con Leoni quando dice che con i giovani si sta creando qualche movimento, ma anche quì i giovani sono costretti a camminare per conto loro perché nessuno crede nel loro impegno. Alcuni Priori vedono la Cavalcata solo come "Vincere il Palio" e così non si crescerà mai. Allora buttiamoci solo sul vincere la corsa e abbandoniamo tutte le altre manifestazioni di contorno che niente hanno a che vedere con la Cavalcata. Via il torneo di calcetto che serve solo a dare sfogo agli istinti bestiali di qualche contradaiolo con le solite bestemmie a bordo campo o con le solite "cagnare" tra giocatori. Via il tiro con l'arco che ha avuto cambiato ancora il regolamento a 10 giorni dalla gara. Via le bocce (anche qui vengono ingaggiati giocatori anche da fuori città pagando cifre consistenti). Ed allora a che serve tutto questo? Via il tiro alla fune (unica manifestazione che attira tanta gente ma che è un peso per qualche priore)fortunatamente, forse quest'anno tireranno tutte le contrade ma anche questo grazie ad alcuni giovani che comunque sono ancora ostacolati dai priori ancora legati al "potere" e non al bene della Cavalcata. Allora lasciamo tutto, non copiamo Siena ma prendiamo da loro ciò che c'è di buono, compreso le sette prove prima della gara. Le cene vengono fatte tutte la stessa sera per lasciare più tempo per le altre cose. La gente avrebbe molti altri suggerimenti da dare se qualcuno volesse ascoltare. A distanza di 29 anni le persone mi chiedono ancora a che contrada appartengono. Le "carte" ci sono, tiriamole fuori. Scommetto che neanche qualche priore conosce bene i confini della propria contrada e questo non è bello. Coraggio!! Se qualcuno non se la sente chieda aiuto. C'è tanta gente di buona volontà disposta a collaborare.
27/07/2010 - joe
per torre di palme: mi sono espresso male, quando mi riferivo alle "trattative" intendevo che non siamo nemmeno buoni a farle ( e sono d'accordo con te che sono lo spirito del palio stesso), difatti poi parlavo del mossiere che dirige "alla meno peggio" l'andamento della corsa, cosa da far rabbrividire ogni buon toscanaccio.
se si vuole continuare a percorrere questa strada poi non risentiamoci per questi giusti articoli giornalistici, se invece proviamo a guardare la realtˆ con altri occhi, magari togliendoci le vesti di fermani, forse potremmo vedere le cose, alcune delle quali giustamente espresse da remo nel suo intervento.
27/07/2010 - Marco
Scrivo da elpidiense innamorato delle rievocazioni storiche, che d'estate si fa anche qualche centinaio di chilometri, lavoro e tempo permettendo, per vederne una. E venendo da Sant'Elpidio a Mare, questo articolo mi stimola a un paragone con la "mia" adorata Contesa del Secchio. Chi non l'ha mai vista non può capire la differenza. Ricordo ancora come fosse ieri la prima volta che ho visto il Palio dell'Assunta, qualche anno fa: finiva la sfilata, ci si preparava al momento clou, la corsa e... ma dove vanno i figuranti? Vedevo decine, centinaia di persone sparpagliarsi a destra e a sinistra per le vie del centro, liberarsi frettolosi dei costumi storici, allontanarsi come chi si è finalmente tolto un peso. Nella mia vita ho conosciuto qualche centinaio di fermani, ne ricordo poco più di una decina che a Ferragosto non si perderebbero per nulla al mondo la Cavalcata.
S.Elpidio, invece, la Contesa la respira. Nell'ultimo mese che la precede, frequentate un bar del corso: si parlerà di chi gioca quest'anno per questa o l'altra contrada. Le mille persone, o poco meno, che sfilano quella domenica, fanno a spallate per conquistarsi il punto più vicino al terreno di gioco e gridare come dannati fino all'ultima partita. E quando si vince, è gioia vera, autentica, sana, delirio collettivo che dura per giorni. Per almeno una settimana, a s.elpidio non si parla d'altro: com'è stata la Contesa, come hanno giocato le squadre, come se l'è cavata l'arbitro.
tutto questo, e mi scuso se ho divagato, per dire che ogni anno leggo autorevoli opinionisti dire la propria sulla Cavalcata dell'Assunta, ogni anno ci si interroga su cosa funzioni e cosa invece potrebbe andar meglio. Modestamente, credo sia fatica sprecata. La Cavalcata è ricca dieci volte la Contesa, ha una copertura mediatica imparagonabilmente più alta, dispone di un bravo regista e di un calendario di appuntamenti che riempie due settimane, per preparare il terreno al grande evento. Ma le manca il cuore. Avrà anche un vero riferimento storico, ma non c'è nulla che batte sotto. Costumi, sfarzo, bellezza, cura del dettaglio, ricostruzione: ma valgono nulla se manca l'anima. L'Assunta non ce l'ha, non ce l'ha perchè interessa a qualche decina di contradaioli per ogni rione, fa gola a chi lavora col turismo e spera nell'arrivo del pubblico alla manifestazione, tutto qua. Potranno curare di più la cerimonia religiosa, migliorare il contorno, fare un cartellone più ricco e una sfilata più attenta, prendere i migliori cavalli d'Europa per la corsa. Ma sarà sempre e solo cartapesta. E dopo quasi 30 anni, non si può neanche parlare di rievocazione giovane, che ha ancora da radicarsi. Tenetevela, io mi tengo stretta la mia Contesa.
28/07/2010 - torre di palme
Sono smpre io; condivido in parte la correzione di Joe (anche se personalmente ritengo di avere due autentici "mandrake" dietro ai canapi), e prendo atto delle critiche di Marco: innanzitutto ti dico che per ognuno la sua rievocazione storica è la più bella d'Italia; è giusto che sia così, e fai bane a tenerti stretta la tua bellissima contesa. Quando però dici che tutti scappano al termine della sfilata non è del tutto vero: nel senso che se un 5% se ne va senza vedere la corsa, il resto dei figuranti (me compreso) va semplicemente a svestire i costumi in macchina, per poi tornare più "comodi" sul campo di gare. Forse non è il massimo soprattutto per chi ci vede da fuori Fermo, ma di certo il solleone ferragostano è un pessimo nemico. Fidati, anche io ho visto decine di pali per l'Italia, e ad esempio Buti, dove il palio lo sentono veramente tanto, la sfilata è una specie di carnevale! Un ultima cosa......ci sono contrade in cui dire 10 contradaioli è fin troppo ottimistico, ma la maggior parte di esse (tralascio la mia per correttezza, ma campolege, fiorenza e san bartolomeo ne sono esempi) in cui la contrada letteralmente "vive" tutto l'anno. Chiaro che se non sei fermano rischi di non notarlo.
28/07/2010 - joe
marco, mi tocchi nel vivo, seguo la contesa del secchio ogni anno da non elpidiense, eppure riesco ad entusiasmarmi, mi sento circondato da un fervore di tutti i partecipanti che il palio di fermo non trasmette.
E' vero, M A N C A I L C U O R E.
Difatti non possiamo poi smentirti sul fatto che a ferragosto di fermani ce ne son pochi a fermo, si preferisce andare in vacanza (anche stare al mare a Porto San Giorgio)...a Siena per il palio tornano i senesi sparsi per il mondo intero....mah!
ps: non me ne vogliano gli altri concittadini che si sentono traditi da questi interventi, giˆ il solo fatto di discuterne qui perchŽ si vorrebbe qualcosa di diverso, che non c' e che forse difficilmente ci sarˆ mai a mio modo di vedere.
28/07/2010 - Cristiano
Bravo Marco, secondo me hai fatto centro: la Cavalcata è senza anima e non unisce i fermani
28/07/2010 - torre di palme
Se uno non è fermano e fa delle critiche le accetto e le valuto. Ma se chi è fermano viene a dire che la cavalcata non ha cuore e non unisce, mi fa ridere di rabbia......se non ha cuore e non unisce la colpa di chi è?!?! dei fermani stessi che mettono bastoni tra le ruote! di bar lady che la sera delle hosteria si portano migliaia di persone in piazza e ha da lamentarsi, di chi è capace solo a criticare, non capendo che moltissime persone (molte di più di quelle che pensate) danno l'anima per la manifestazione (molto più di quanto pensiate)! SE DAVVERO CI TENETE CHE NELLA CAVALCATA CI SIA IL CUORE, METTETECELO VOI PER PRIMI!!!!!
28/07/2010 - Franz
ma l'arcivescovo di Fermo E' l'attore di una manifestazione in costume!
28/07/2010 - suburbo ferroviario
La Contesa del Secchio è più sentita??...probabile!!! io non ci sono mai andato a vedere la partita,solo una volta sono andato alla rievocazione in cui si mangia in centro. Dall'altro canto, credo che l'idea venuta a chi la organizzò inizialmente, nel 1953, sia più che geniale perché è riuscito ad unire una leggenda,quella che recita :” nel tardo Medioevo Sant'Elpidio a Mare soffriva penuria d'acqua e, per evitare la gazzarra quotidiana delle donne al pozzo della piazza del Comune, si indisse un gioco fra le quattro Contrade della Città (San Giovanni, Sant'Elpidio, Santa Maria, San Martino), stabilendo cosi che chi avesse più volte centrato il pozzo con una palla di cuoio e stoppa, avrebbe attinto per prima” con un gioco spettacolare e moderno simile al basket. Ovviamente il gioco è molto più popolare di una corsa di cavalli che deve essere disputata in un tracciato, difficile da adattare ad una città moderna, con tante di quelle precauzioni che sembra che invece di montare cavalli si stia montando “bicchieri di cristallo”! Sicuramente è più difficile attenersi a documenti del 1182 che riadattare una leggenda, questo penso che sia oggettivo..o no??? Fare paragoni con Siena, serve a poco,lì sono 400 anni che la fanno tutti gli anni, qui a Fermo, grazie ai Fermani, testa dure, e ai suoi amministratori, dei quali già San Giacomo della Marca ai suoi tempi ci diceva di diffidare, non si è mai riusciti mai a innovare e i risultati sono di fronte a tutti; se la Cavalcata viene vista come un evento turistico allora è meglio proprio lasciar perdere! Aggiungo “the last but not the least” la Chiesa Fermana, che non ha mai veramente sentito a cuore questa manifestazione( che è religiosa e io la sento proprio così) troppo legata anch’essa a pensare al proprio orticello e campare di rendita, non basta che il Vescovo accolga i figuranti, serve che faccia dell’altro, che sia presente insieme ai suoi collaboratori (vedi preti delle contrade) alle manifestazioni in modo costruttivo e non solo con una messa!!
29/07/2010 - Marco
Se ho offeso qualcuno con il mio commento precedente me ne scuso, non era mia intenzione. Ho fatto parte di una contrada per anni a S.Elpidio a Mare e so con quanto sacrificio e passione autentica ci si impegni per il proprio rione, quindi non volevo mancare di rispetto a quei fermani che si spendono tutto l'anno, lavorando per la propria contrada. Rispetto la Cavalcata che tra l'altro, un paio di anni fa, quando ha portato una propria delegazione a sfilare alla Contesa, ha fatto una bellissima figura, proprio perchè in fatto di costumi, musici e sbandieratori non ha nulla da invidiare.
Volevo solo far notare che sfogliando i giornali o navigando sul web non c'è estate in cui non si ricominci con la tiritera: hosterie in piazza, meglio farle oppure no? Uno dice: sembra una sagra; l'altro ribatte: ci vuole più cura dei dettagli. Poi arriva lo storico che vuole la processione religiosa e i ceri alla Madonna, poi quell'altro che si interroga se il percorso della corsa sia appropriato o no. E la sovrastruttura cresce, ogni anno un evento in più. Risultato, ci si parla addosso e basta. Capisco chi si arrabbia perchè i propri concittadini non vivono con trasporto quest'appuntamento. Lo capisco, ma nelle altre città nessuno viene catechizzato alla passione per la propria contrada. Ci cresce e basta. Succede a S.Elpidio, succede a Servigliano, non succede a Fermo. Perchè? Non credo esista una spiegazione e nemmeno un rimedio. Ecco perchè non vedo grandi prospettive per il Palio. Detto questo, in bocca al lupo a tutti i contradaioli della Cavalcata per il lavoro che faranno da qui a Ferragosto. E se la domenica prima passate a Sant'Elpidio a Mare, benvenuti!