Eco-villaggio, campo da golf e non solo. Dall'associazione "R&V territorio" un modello alternativo di sviluppo per la bassa Valtenna

Parte da una visione allargata del territorio e stimola un'economia diffusa il modello alternativo di sviluppo che propone l'associazione "R&V territorio" di Capodarco di Fermo per l'area della bassa Valtenna, oggi al centro di un acceso dibattito attorno alla "questione motodromo". A dire il vero, quello studiato da R&V, da tempo presente sul territorio con incontri culturali e iniziative di valorizzazione ambientale, è un progetto che interessa non solo l'area dove si vorrebbe il motodromo, ma un contesto ben più esteso, fino a toccare i Comuni di Monte Urano, Sant'Elpidio a mare e Porto Sant'Elpidio. Peraltro, l'idea progettuale è stata messa a punto già da diversi anni con la consulenza di architetti esperti e ha riscontrato l'apprezzamento da parte delle Amministrazioni comunali coinvolte.

Quale proposta alternativa sosteniamo? Un eco-villaggio, tanto per cominciare. Andrebbe collocato in località Alberelli, tra Capodarco e San Marco alle Paludi. Non essendo andato in porto il piano di conversione in area artigianale, i terreni sono attualmente incolti e in attesa di una "destinazione d'uso". Perchè non far sorgere qui una struttura di accoglienza turistica tra le più innovative? Qualche esempio di residence e albergo a energia alternativa lavora con successo in alcune regioni del Nord, ma quella nel cuore del Fermano sarebbe l'unica realtà ricettiva ecocompatibile del centro Italia, realizzata secondo i canoni della bioarchitettura e rielaborando le tecniche costruttive delle antiche "case di terra", in chiave di recupero del passato locale. Per la sua unicità, sarebbe un modello di ricettività distintivo per tutta la Provincia.

Il nuovo complesso sarebbe funzionale anche al flusso di presenze richiamate dalla panoramica posizione di un campo da golf a 18 buche nella zona collinare adiacente la chiesa di San Marco alle Paludi. Sì, proprio lì dove si vorrebbe il motodromo, proponiamo invece una struttura, sempre sportiva e dotata di tutti i servizi annessi, che non deturpa il contesto e non disturba la quiete del luogo. Oltretutto, progettisti del settore consultati per una valutazione del sito, confermano che l'area, per la naturale conformazione, è particolarmente adatta ad accogliere un campo da golf e sarebbe in una posizione ideale, intermedia tra i campi da golf del Conero e di Pescara: è risaputo, infatti, che ai golfisti piace fare tour di diversi campi da gioco.

Sempre unendo sviluppo diffuso e riqualificazione ambientale, l'associazione lancia l'idea di riconvertire la cava d'argilla in località Casciotta (Capodarco) in centro per eventi di carattere sportivo, oltre che in anfiteatro all'aperto per spettacoli teatrali e musicali. Potrebbe dunque ospitare regolarmente e con continuità gare di podismo e altre manifestazioni sportive, che sfrutterebbero i circuiti viari già esistenti senza intasare la viabilità locale.

Tre strutture, dunque, di richiamo non per una sola tipologia di turista, e inserite nel territorio in maniera da valorizzarlo e non da snaturarlo. Tre strutture pensate in collegamento funzionale tra loro, potenziali punti di partenza anche per itinerari culturali guidati o per shopping tour negli outlet e nelle aziende agricole del territorio: un "circuito" ben diverso da quello di un motodromo.

Sta in questo la sfida di lungimiranza politica che dovrebbe orientare le scelte sul futuro della zona: creare un biglietto da visita della nuova Provincia che sia attraente per i turisti senza intaccare vivibilità e bellezza dei luoghi, che sia capace di stimolare l'economia locale puntando alla sostenibilità e all'agricoltura biologica, settore peraltro incoraggiato da incentivi regionali ed europei.


Associazione "R&V territorio"




 

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