Scritto da Maurizio Serafini | 04/06/2010 8.39.17 | Categoria: Attualità
Dopo Cassano e Balotelli anche Giuseppe Rossi fuori dalla Nazionale. L'ultimo baluardo della fantasia calcistica tristemente ammainato. Marcello Lippi ha compiuto l'opera, ha finito realisticamente e pragmaticamente di rappresentare l'Italia di oggi: quella triste, del plotoncino capace solo di eseguire gli ordini, della depressione culturale, dell'omologazione. L'Italia senza slanci, senza dribbling, capace solo di sfondare i muri a testate, di spezzare il gioco degli altri, di arroccarsi a difesa; a difesa dal mondo che gioca e che pensa. Il calcio è sogno, poesia, intraprendenza, spettacolo. Con la formazione con cui andremo ai Mondiali invece tutto è riportato a un misero utilitarismo: quello del risultato. Non vedremo invenzioni calcistiche ma solo programmate strategie, niente sturm und drung ma solo realismo a rappresentazione di un genio che non esiste più. Politicamente parlando è la vittoria del comune di Adro e di tutti i sindaci leghisti, dei portaborse e dei dirigenti mediocri, dei quadri di partito, delle campagne pubblicitarie sontuose di prodotti scadenti, degli ambìti festini nelle ville dei patron, dello sfogo rabbioso di un popolo pronto a fare i caroselli per aver vinto una partita ai rigori dopo aver subito sempre l'iniziativa degli avversari. Così facendo non usciremo mai a testa alta, neanche dopo una vittoria. E' come se, riportando il tutto alla nostra maceratesità, la giuria premiasse la poesia di Sante Latini rispetto a quella di Giacomo Leopardi solo perché è più lunga e il Sindaco di Sefro fosse applaudito in una conferenza sulle risorse del territorio dopo che Enrico Mattei era stato fischiato dallo stesso pubblico per un precedente intervento. Se l'Italia dovesse vincere i Mondiali con questa squadra, previsione alquanto improbabile, sarà in ogni caso una sconfitta, l'ennesima sconfitta inferta alla fantasia, alla creatività, al merito, all'intelletto. E allora, da nostalgico del calcio dei Platini, degli Zola, dei Maradona, dei Baggio, dico Forza Argentina. Forza Lionel Messi: tu porti la croce per tutti quelli come noi che vogliono sognare ancora un mondo migliore, lieve, imprevedibile, non schiacciato dalle corazzate del potere.
Maurizio Serafini
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04/06/2010 8.39.17 Sui Mondiali (Fight Club)... dedicato a Cesare Catà